Come ogni anno, il 19 agosto, in occasione della Giornata mondiale dell’aiuto umanitario, Caritas Internationalis ricorda e onora tutti i suoi operatori e volontari che dedicano la propria vita al servizio degli altri, mettendo a rischio la loro stessa sicurezza.
“Oggi venerdì, giornata di preghiera per le comunità islamiche, chiedo alle moschee di dedicare un momento di preghiera per la pace e per la solidarietà con i nostri fratelli cristiani”.
La Conferenza episcopale del Pakistan ha indetto per domenica 20 agosto una “Giornata di preghiera” alla luce della situazione e degli attacchi contro la comunità cristiana di Jaranwala, alla periferia di Faisalabad.
“A volte vediamo deturpate le relazioni con forme di violenza che ci fanno chiedere se sono state messe in atto da cristiani ed essere umani: sono le forme estreme che scaturiscono ad esempio in minacce e percosse verso la propria moglie, in femminicidio, uxoricidio, omicidio di una persona con la quale si stava vivendo una relazione che con leggerezza si chiama amore. No, quello non è amore: è violenza e va denunciata. E se uno veste il sacco e usa violenza alla moglie, sappia che fa un oltraggio non solo a sua moglie, ma a sant’Agata: deve convertirsi”.
“La guerra e le divisioni seminano nei cuori rancori e paure, e l’altro diverso da me è percepito spesso come un rivale. La comunicazione globale e pervasiva fa sì che questo atteggiamento diffuso diventi una mentalità, che le differenze appaiano sintomi di ostilità e si verifichi una sorta di epidemia di inimicizia”.
“Attenzione per i soggetti fragili. Fondamentale il richiamo vaccinale in autunno”. Questo, in estrema sintesi, l’appello della Simg (Società italiana di medicina generale e delle cure primarie) che esprime “preoccupazione per grandi anziani, malati cronici, pazienti immunocompromessi”.
I vescovi del Comitato permanente della Conferenza episcopale del Cile hanno diffuso ieri un messaggio in cui ricordano che “la violenza non è mai una via legittima”, alla luce dei recenti eventi violenti nei territori mapuche del Centro Sud, fatti che “sono motivo di grande tristezza e indignazione nel nostro Paese”, esprimendo la loro solidarietà alle famiglie e alle comunità colpite.
Croci divelte dai tetti, bibbie e cimitero profanati, almeno cinque chiese bruciate, cristiani costretti a fuggire dalle proprie case, molestati e picchiati, oggetti di valore saccheggiati: è accaduto ieri, 16 agosto, a Jaranwala, a 30 chilometri da Faisalabad, nello Stato del Punjab in Pakistan, dove una folla inferocita di cinque o seimila persone, urlando slogan estremisti, ha dato alle fiamme e vandalizzato numerose chiese e case appartenenti alla minoranza cristiana locale, circa 10.000 persone.