Una delegazione di Caritas italiana è in questi giorni in Turchia per uno scambio di informazioni sulla situazione dopo il terremoto della notte tra il 5 e il 6 febbraio, che ha provocato 57.700 vittime accertate (tra Turchia e Siria).
«A mezzogiorno e mezzo di domenica (9 luglio, ndr) mi arriva un messaggio: Auguri! Mi chiedo: e di che? È il solito scherzo da preti, visto il mittente? Poi me ne sono arrivati a decine...».
Questo il colpo d’occhio dopo le 2 alluvioni del mese di maggio: la montagna, con i segni di ferite profonde nel verde delle colline e nelle strade interrotte; la città, con tante case vuote, ingrigita dal fango polveroso che si sta asciugando lentamente; i territori, in cui l’acqua non è ancora del tutto defluita; tutti i Comuni della Diocesi colpiti.
Guerra in Ucraina: consegnati oggi, il 12 luglio gli elaborati di "Mille lettere per la pace" saranno consegnati al Card. Zuppi e poi inviati a Papa Francesco e al Patriarca Kirill.
Nata nel 2003 come esperienza di housing sociale, è oggi un’area con 92 alloggi a canone calmierato, una sala comunitaria polivalente, un centro diurno per anziani e un poliambulatorio. Presenti anche una palestra e un ristorante.
Qua ci sono stati i morti, 17. E gli ingenti danni in pianura, nelle campagne e nelle città. La ripresa è stata rapida, anche se famiglie e aziende dovranno attendere a lungo per vedere qualche risarcimento. Ma nel dopo all’alluvione del 16 maggio, il vero dramma ora è quello legato alle frane. Se ne contano a migliaia, in Romagna. Il territorio interessato è quello della media montagna, una fascia collinare compresa tra i 200 e i 500 metri, per un’estensione che va dalla valle del Rubicone, a cavallo tra il riminese e il cesenate, fino a lambire il territorio bolognese, nella zona di Imola
C’è una balaustra in legno, con qualche palo incrinato e, sotto, direttamente sull’asfalto, una fila sempre più lunga di pupazzi, ceri, fiori, bigliettini. Non manca nemmeno qualche coccarda tricolore, a rappresentare la vicinanza delle istituzioni.