Prima votazione dell’Assemblea sinodale in merito alla proposta 17

Domenica 25 giugno si è conclusa la terza sessione plenaria dell’Assemblea Sinodale, che è arrivata a metà del suo percorso. Una tappa importante, che ha permesso di verificare le intuizioni seguite fino a qui, di consolidare le tematiche che sono state oggetto di riflessione e di preparare la strada per settembre, quando riprenderanno gli incontri dopo la pausa estiva.

Valditara: le riforme contro il bullismo a scuola

Sono stati stabiliti interventi sui criteri di valutazione del voto di condotta nelle Scuole secondarie, sulla misura della sospensione e sull’istituzione di attività di cittadinanza solidale. Questi interventi daranno vita ad una revisione normativa che riguarderà il D.P.R 22 giugno 2009 n.122, relativo alla valutazione degli apprendimenti e del comportamento, e del D.P.R 24 giugno 1998 n. 249, che reca lo Statuto delle studentesse e degli studenti. Tre le direttrici su cui si sono focalizzati i lavori.

Cosa accomuna Pietro e Paolo?

Peccatori amati, mistero pasquale, morte piena di vita, tenebre piene di luce: ecco il mistero della fede che sia Pietro che Paolo custodiranno nella loro coscienza per tutta la vita, e che indurrà il primo a chiedere che si conservasse in eterno nei Vangeli la storia del suo tradimento (e del perdono), e il secondo a raccontare senza riserve negli Atti, e mille volte nelle sue lettere, che razza di fanatico presuntuoso fosse stato, fino a quando il Signore non l’aveva folgorato col suo amore

Lettera alla parrocchia di “nessuno”

Pubblichiamo il testo della consueta lettera che il Centro di orientamento pastorale diffonde al temine della Settimana di aggiornamento. Quest’anno, al centro dei lavori svoltisi a Lucca, l’interrogativo “Esisterà ancora la comunità cristiana nei piccoli paesi che segue e annuncia Cristo?”

Il Consorzio italiano di solidarietà denuncia la “falsa indignazione contro il traffico di esseri umani”

Afferma l’Ics: “Nessun programma di ingresso protetto è stato attuato nei confronti dei rifugiati dalla rotta balcanica, pur essendo essi in larga parte afgani e siriani, ovvero persone in fuga da contesti di inaudita violenza. Nessun programma, per nessuno: né famiglie, né minori, né malati. Essi sono costretti ad affidarsi agli stessi trafficanti del cui operato ipocritamente ci indigniamo ma che, nei fatti, sosteniamo”