Cinque morti, 48 feriti e danni incalcolabili al patrimonio artistico. Il racconto di chi c’era, quello di una Firenze che non si arrese, nello speciale di Toscana Oggi
Teresa d’Avila annuncia Cristo come il Signore che ha in mano l’assoluto della potenza, anche quella di piegarsi sull’interminabilmente piccolo. Lo stesso annuncio è il canto del cieco guarito, nell’antifona gregoriana Lutum fecit
“Don Milani non può essere ridotto a banale politically correct, facile esortazione o denuncia. Ferisce, perché svela le parole vuote, la retorica che copre l’inedia e chiama questa per nome, senza sconti. Come disse don Bensi, don Milani è ‘un diamante che doveva ferirsi e ferire’. Egli ci mette di fronte alle nostre responsabilità di ruolo e di paternità, ci chiede di farci carico di chi è più fragile e non di fornirgli istruzioni per l’uso senza aiutarlo, sistema che fa sentire a posto chi può sempre dire ‘io lo avevo detto’ ma senza che si sia mai dato da fare per aiutare”.
Dopo secoli di misconoscimento, il fuoco dello Spirito Santo, il vento dello Spirito Santo, sta invadendo tutta la terra. È la risposta del Cielo alla supplica incessante della Chiesa: Vieni, Spirito Santo, e rinnova la faccia della terra!
Promuovere il ritorno all’unità della fede e della carità di tutto il vasto mondo cristiano, diviso in tante chiese e comunità cristiane e raccontare la forma propria di ecumenismo che da anni vive la Comunità di Gesù del Rinnovamento carismatico cattolico dentro e fuori dei suoi confini.
Quando ci decideremo a dare evidenza alla Sua presenza, alla Sua potenza, coscientizzando il “già e il non ancora” di una Pentecoste che mai avrà fine e con la quale tutto sempre ricomincia? D’incanto, vedremmo una Chiesa pura, un mondo riordinato, una fede confessata, una carità praticata, una misericordia salvifica. Eppure, chi ha mai dubitato che Lui “ci sia? È Dio! E Dio non ha certo abbandonato il campo!