“Pioveva, faceva freddo, tutti erano in strada: anziani, bambini, giovani. Siamo rimasti così quattro ore. È stato orribile, angosciante”. Così Suor Seba Al Khouri, giordana, 52 anni, superiora della Comunità delle Suore Maestre di S. Dorotea Figlie dei Sacri Cuori ad Aleppo, torna con la mente ai terribili momenti del 6 febbraio scorso, quando verso le 4 del mattino, ora locale, la terra ha tremato. Fortissimo. Nell'epicentro in Turchia mille volte più forte del terremoto di Amatrice, in Italia (l'ha detto il sismologo Alessandro Amato, dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia), portando morti e devastazione. Abbiamo raggiunto la religiosa al telefono con difficoltà. L’elettricità viene concessa un’ora la mattina. Non c’è acqua, né gas. “Per fortuna possiamo contare su un generatore acquistato qualche anno fa grazie ad alcune donazioni dall'Italia”, spiega la religiosa.
Nel 2022 il numero dei profughi ucraini giunti in Germania ha toccato quota un milione e centomila persone, superando la cifra di quanti arrivati complessivamente da Siria, Afghanistan e Iraq tra il 2014 e il 2016: 834 mila persone
Nonostante le numerose tragedie che si registrano ogni anno sulla rotta marittima che porta dalla costa algerina alla Spagna, questa rotta rimane "invisibile". In un rapporto pubblicato all'inizio di febbraio, l'Ong spagnola Caminando Fronteras rivela che nel 2022 almeno 464 persone sono morte in 43 naufragi, rispetto alle 191 del 2021. Con 1.583 morti tra il 2018 e il 2022
A scattare la fotografia dell’accoglienza italiana è il nuovo report Centri d’Italia, realizzato da ActionAid e Openpolis. La denuncia: “Gestione irrazionale, con una completa assenza di programmazione e criteri discriminatori di accesso alle strutture e ai diritti”
Sono 6 e sono venuti al mondo in un reparto che in 12 ore è stato riallestito in un luogo sicuro. I team di Msf, a causa del pericolo di crolli, avevano evacuato il vecchio reparto e avevano spostato le attrezzature essenziali in una nuova struttura che ha permesso di assistere 6 parti in un solo giorno
Una lampada in cammino e centinaia di torce accese per fare luce tra le vie del paese e tenere viva e costante l’attenzione sulla pace. "Custodi di pace” - il percorso di preghiera a tappe per la pace promosso dalla Diocesi di Padova - ha vissuto, nella serata del 15 febbraio, la quarta sosta attraverso il "Cammino di pace" che ha coinvolto la comunità di Valdobbiadene con la partecipazione numerose persone.