Non è infrequente che Gesù, mentre manifesta il Regno di Dio (a questo servono le sue parole), usando immagini, similitudini, componendo brevi racconti parabolici carichi di pathos, all’improvviso ci catapulti da tutt’altra parte. Eppure il salto non risulta alienante. Capitolo 18 del Vangelo di Luca.
Comunità presbiterale di Casa Pio X. Al momento accoglie quattro “don”, ma è stata per molti – dal 2010, anno della riapertura, ma fin dalla nascita nel 1950 – un luogo importante di... crescita
Papa Francesco ha concluso l'udienza di oggi, dedicata alla desolazione come elemento del discernimento, con un ennesimo appello per la pace nella "martoriata Ucraina"
“Dare non la morte ma la vita, generare e servire sempre la vita”. È l’invito dei vescovi italiani, nel Messaggio per la prossima Giornata per la vita, in programma il 3 febbraio prossimo sul tema: “La morte non è mai una soluzione. ‘Dio ha creato tutte le cose perché esistano; le creature del mondo sono portatrici di salvezza, in esse non c’è veleno di morte’ (Sap 1,14)”.
Verrà presentato domani, 17 novembre, il I Report nazionale sulle attività di tutela nelle diocesi italiane promosso dalla Conferenza episcopale italiana. L’iniziativa, la prima per la Chiesa italiana, è attuazione immediata e concreta da parte della Chiesa che è in Italia della richiesta di Papa Francesco il 29 aprile scorso alla Pontificia Commissione per la tutela dei minori. Il Report si riferisce al biennio 2020-2021 ed è affidato all’Università Cattolica del Sacro Cuore - sede di Piacenza, scelta non solo per le riconosciute competenze nel campo della ricerca statistica e sociologica, ma per la specifica e non comune esperienza in campo di tutela e protezione di minori nelle associazioni a carattere religioso
“Esprimiamo la nostra profonda preoccupazione per gli ultimi sviluppi in Ucraina e Polonia. Dall’inizio dell’aggressione militare russa contro l’Ucraina, il mondo intero ha trattenuto il respiro, temendo un grande conflitto globale”.
«I miei con quel loro ristorante-birreria, io lì con la bici di mia sorella, bella gialla, ce l’ho ancora, che mi divertivo. Chiportava ai miei la carne era un amico di famiglia, lui aveva corso in bici, lui così a dirmi che mi avrebbe portato “a correre”, avevo cinque anni e ho dovuto aspettare di averne sei per cominciare. Un anello attorno allo stadio di calcio, strada asfaltata, ne chiudevano metà. I miei? Subito ok anche se loro sono stati sempre più vicini al calcio, a partire da mio nonno e poi pure mio padre, come dirigenti della società di qui e mia madre che con mia zia andava pure a pulire gli spogliatoi».