Università e Chiesa a Padova. Spazi, interazioni, conflitti

La ricorrenza dell’ottavo centenario dalla nascita dell’Università di Padova è parsa all’Istituto per la storia ecclesiastica padovana un’occasione irrinunciabile per adempiere con questo convegno il compito assegnatogli dal vescovo Girolamo Bortignon che lo istituì, quasi sessant’anni or sono, quello cioè di unire le competenze degli studiosi per promuovere una ricerca storica rigorosamente scientifica attraverso cui diffondere una seria conoscenza della storia della Chiesa locale nelle sue molteplici dimensioni.

Il matematico russo Arutyunov: “Prigione o diserzione, ma non combatterò contro gli ucraini”

Il docente dell’Istituto moscovita di fisica e tecnologia e co-presidente del sindacato indipendente “Solidarietà universitaria” non ha alcuna intenzione di combattere la guerra voluta da Putin. Al Sir racconta una situazione pesante: non è possibile manifestare in piazza, chi lo fa finisce in carcere e rischia di essere inviato al fronte. Spiega: "le proteste hanno un effetto, perché la gente si accorge di non essere da sola". E aggiunge: "il governo russo non è più così forte, non ha troppe persone leali"

Le elezioni italiane viste dagli Usa: “L’Italia è un alleato fondamentale”

Il segretario di Stato americano, Antony Blinken, è stato il primo a sciogliere gli indugi, dopo la conferma dei risultati lunedì, quando ha twittato: "Siamo ansiosi di lavorare con il governo italiano sui nostri obiettivi condivisi" e ha ribadito che "l'Italia è un alleato fondamentale, una democrazia forte e un partner prezioso". L’addetto stampa della Casa Bianca nel pomeriggio di ieri ha precisato che “lavoreremo con il nuovo governo italiano sulle sfide globali condivise, incluso il sostegno all’Ucraina”, ribadendo che “l’Italia è un alleato della NATO, un partner del G7; e membro dell'Ue”

Kazakhstan: p. Trezzani (Caritas), “ci chiamano dalla Russia per sapere se possiamo accogliere e ospitare ragazzi in transito per l’Europa”

“Ci arrivano in questi giorni messaggi di persone che ci chiamano e ci chiedono se siamo disposti ad accogliere e ospitare ragazzi in fuga dalla Russia. Hanno iniziato ad arrivarci messaggi di questo tipo tre o quattro giorni fa ed ora aumentano. Non sono organismi o enti. Sono, almeno per il momento, singole persone, privati cittadini che chiamano per sapere se possiamo aiutare magari un amico, un figlio che ha deciso di passare per il Kazakhstan per raggiungere da qui, qualche paese in Europa”.