Polonia. Ritrovate 17,5 tonnellate di resti umani in una foresta

Il recente ritrovamento di 17,5 tonnellate di resti umani in una foresta al centro della Polonia, nel fragore delle notizie dall’Ucraina in guerra, non ha suscitato molto clamore. Eppure, fra le ceneri di oltre 8 mila corpi bruciati nel 1944 dai nazisti per nascondere l’orrore del campo di concentramento KL Soldau, e seppelliti alla profondità di 3 metri in due fosse comuni lunghe 28 e 12 metri, ci potrebbero essere quelle del beato Antoni Julian Nowowiejski (1858-1941) arcivescovo titolare di Silio e vescovo di Płock beatificato da Giovanni Paolo II nel 1999, del suo ausiliario mons. Leon Wetmański, e di alcune decine di altri sacerdoti, religiosi e religiose fra cui la beata s. Mieczysława Kowalska clarissa del convento di Przasnysz.

Suicidio. Pompili (psichiatra): “Cogliere segnali di sofferenza e incoraggiare a chiedere aiuto, ma serve strategia nazionale di prevenzione”

Oggi, Giornata internazionale per la prevenzione del suicidio, Telefono Amico Italia rivela segnalazioni totali cresciute del 55% rispetto al 2020. Ed è allarme per gli under 25. "Occorre insegnare ai giovani a capire chi può avere bisogno d’aiuto”, spiega lo psichiatra, ma è necessaria una strategia nazionale di prevenzione. I consigli dell’esperto per riconoscere i soggetti a rischio e l'evento di sensibilizzazione in 16 piazze italiane

Morte Regina Elisabetta II. Cassamagnaghi (Università di Milano): “Ha saputo confrontarsi con la modernità”

"Ha attraversato il Novecento che è stato un secolo complicato. Il mondo è cambiato più negli ultimi 70 anni che nei secoli precedenti e alcuni cambiamenti sono partiti proprio in Gran Bretagna. Basti pensare alla nascita del welfare state che dopo la seconda guerra mondiale ha diffuso l’idea di agevolare la vita dei cittadini". Silvia Cassamagnaghi, docente di storia contemporanea dell’Università Statale di Milano, commenta la morte della Regina Elisabetta II

Inflazione. Di Taranto (Luiss): “Il problema va affrontato a livello internazionale”

Bisogna andare indietro nel tempo, al Natale del 1985, per ricordare un’inflazione tanto elevata. Dopo quasi quarant’anni, l’impatto sull’economia è pesante, specie per le famiglie meno abbienti. Secondo l’Istat, ad agosto 2022 l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività (Nic) è salito dell’8,4% su base annua. Per Giuseppe Di Taranto, professore emerito di Storia dell’economia e dell’impresa all’Università Luiss e di Economia politica all’Università Europea di Roma, il problema non si può affrontare solo a casa nostra ma insieme all’Unione europea