Quest’anno, il tema della festa della parrocchia del Santissimo Crocifisso in Padova, dal 14 al 25 settembre, è la frase di Maria alle nozze di Cana scelta per accompagnare il Sinodo della Chiesa di Padova: «Qualsiasi cosa vi chieda, fatela» (Gv 2, 5).
Villa Immacolata. Programma ricco di proposte, tra conferme e novità, quello proposto dalla casa di spiritualità diocesana per l’anno pastorale che inizia
«Mi sento piccolo davanti a te»: con queste parole, lo scorso martedì 6 settembre, il cardinale Angelo Comastri ha consegnato una reliquia e una pergamena di santa Teresa di Calcutta ad Alessandro Bottin.
Ciò che è fondamentale è non perdere la direzione del nostro desiderio, la volontà già su questa terra, quando ancora siamo distanti, di ricongiungersi con Lui nel Regno.
Parla mons. José Luis Mumbiela Sierra, vescovo di Almaty e dal 29 aprile di quest’anno presidente della Conferenza episcopale dell’Asia centrale, delle attese e delle speranze che le piccole comunità cattoliche di questi Paesi nutrono per il viaggio apostolico di Papa Francesco. Arriverà a Nur-Sultan il 13 settembre e il giorno dopo parteciperà al “VII Congress of Leaders of World and traditional Religions”, insieme a 108 delegazioni provenienti da 50 Paesi. “Si tratta – dice il vescovo – certamente di un’occasione provvidenziale da non perdere: nel cuore geografico dell’Eurasia si ascolterà un appello speciale all'unità e al dialogo, un appello corroborato dai leader delle diverse confessioni religiose. Il Papa sta dimostrando ancora una volta di fare tutto il possibile, nonostante le sue condizioni di salute limitate, per costruire ponti di pace e di dialogo, per risolvere i conflitti attuali e porre le basi che servano a evitare un futuro ancora più oscuro. Cosa posso dirgli? Vorrei esprimergli e trasmettergli tutto l'affetto e il sostegno dei cattolici di questo Paese
Nel Messaggio per la Gmg, che quest’anno si celebra a livello diocesano e l’anno prossimo a Lisbona, il Papa esorta i giovani ad imparare dalla “fretta buona” di Maria per andare incontro alle necessità e ai bisogni dei fratelli. La “fretta cattiva” è quella invece dei giovani immobili davanti allo specchio, a contemplare le loro immagini, o “intrappolati” nelle reti