Attiva dal 2015, la struttura ospita un oratorio, un centro sportivo e un doposcuola. Qui i ragazzi, grazie al lavoro di educatori e istruttori, crescono insieme, studiano e praticano sport, in un luogo sicuro e lontano dalle tentazioni della microcriminalità, sempre più diffusa nel cuore della città
«Quando avevo 8 anni, alle scuole elementari, la maestra ci mostrò la foto di un bambino africano e ci chiese che cosa potevamo fare per lui. Io dissi: vendere qualcosa, raccogliere dei soldi e mandarglieli. La maestra mi rispose: “giusto! Ma ancora meglio sarebbe andare lì per aiutarlo”».
Adolfo Piron da sempre è incuriosito delle origine romane della Saccisica. Per questo negli anni si è messo ad arare campi trovando reperti di ogni tipo, tra cui il “Tesoretto di Arzergrande”: 613 monete dell’epoca in cui Vallonga era snodo commerciale di grande rilievo
Il 19 luglio del 1992 nella strage di via d'Amelio moriva il magistrato e gli agenti della sua scorta. Il fratello, Salvatore Borsellino: “Invece di fare tesoro di ciò che in questi trent’anni è successo, ci accorgiamo che la lotta alla mafia non fa più parte di nessun programma politico. Anzi, alcuni recenti provvedimenti legislativi fanno carta straccia degli insegnamenti di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. Adesso basta con queste disonestà!”
Claudio Fiore, nipote di Paolo Borsellino e figlio di Rita Borsellino, aveva 22 anni il 19 luglio 1992, giorno dell’attentato in cui persero la vita, proprio sotto casa sua in via D’Amelio, lo zio Paolo e i cinque agenti della scorta. Fiore vive nella campagna di San Miniato in provincia di Pisa: in questa intervista a Toscana Oggi ricorda quei giorni e ci regala un ritratto a tutto tondo dello zio
L'autore di un libro sulla "verità negata" della strage di via d'Amelio ricorda il magistrato ucciso dalla mafia. E dedica un focus ai 57 giorni vissuti, dalla strage di Capaci all’attentato a Palermo, con aggiornamenti sui suoi movimenti, incontri e spunti di indagine che ricevette, interrogando collaboratori di giustizia o confrontandosi con altri inquirenti: "Nella vicenda giudiziaria che ha riguardato il depistaggio, l'eredità di Paolo Borsellino e il suo rigore morale non sono stati seguiti"
Il collega e amico ripercorre, in un'intervista al Sir, alcuni momenti condivisi, tra Marsala e Palermo: "Paolo era un grande padre, un grande magistrato, un fervente credente. Era una persona che aveva la consapevolezza di quello a cui andava incontro"