L’incontro di mons. Giuliano con i maturandi, nel segno di GPII: “Se vivi con i giovani, dovrai diventare anche tu giovane”

Sono molti i diciottenni che nei vari Istituti superiori di secondo grado di Lucera, in questi giorni, si stanno preparando al primo grande esame della vita: quello di maturità. È con loro che il vescovo Giuseppe Giuliano è voluto “ritornare giovane”. L’ha fatto con la stessa intuizione che lo mosse sin dal suo primo anno di ministero episcopale in questa Chiesa di Lucera-Troia, quando desiderò incontrare tutti i maturandi delle scuole del territorio diocesano “a casa sua”, in Episcopio, per conoscerli, per parlare con loro, per ascoltare le esigenze dei loro cuori.

Un podcast su Papa Luciani. Tornielli: “Un pastore vicino alla gente e fedele alla Chiesa”

Il “colpo di fionda” fu quello di padre Remigio, frate cappuccino venuto a compiere una missione a Canale d’Agordo quando Albino Luciani - il futuro Papa che sarà proclamato beato il prossimo 4 settembre - era ancora un ragazzino. Affascinò i chierichetti del paese con i suoi racconti e poi, durante una passeggiata verso la chiesetta di Garés, li stupì con la sua abilità a tirar di fionda. E quando chiese a quei ragazzi chi voleva seguirlo in convento, Albino disse subito “Io, io!”. Voleva partire davvero. Lo trattennero il parroco e la famiglia... È uno dei racconti contenuti del podcast di Radio Vaticana in quattro puntate, dedicato a Papa Luciani, narrato da Andrea Tornielli, direttore editoriale dei media vaticani. Il Sir lo ha intervistato.

Ucraina. Bertolotti (Start InSight): “Indebolire la Russia senza umiliarla”

Il 24 febbraio scorso la Russia invadeva l'Ucraina. Dopo 100 giorni di guerra sembra che l'obiettivo perseguito dagli Usa e dalla comunità internazionale, che sostengono l'Ucraina, sia quello di "indebolire la Russia senza umiliarla". Sul campo però la Russia mantiene un vantaggio tattico e punta alla conquista del Donbass. Ne abbiamo parlato con Claudio Bertolotti, esperto dell’Ispi e direttore di Start InSight

Reggio Calabria: il primo cimitero per i migranti morti nei naufragi. Mons. Morrone: “Riconosciuti almeno nella morte”

A fine maggio dell’anno 2016, il Mediterraneo restituì quarantacinque corpi di migranti deceduti a causa di un naufragio. Proprio il desiderio di restituire dignità e rispetto ad ogni vita umana ha portato la diocesi di Reggio Calabria-Bova a costruire, all’interno del camposanto di Armo, un vero e proprio cimitero dei migranti e delle vittime del mare. L’opera, finanziata coi fondi dell’8xmille alla Chiesa cattolica, sarà consegnata venerdì 10 giugno al comune di Reggio Calabria