Dopo la guerra in Ucraina dobbiamo poter dire che “Nulla sarà come prima”

Nei giorni difficili del Covid, dinanzi all’irrompere di un virus che ci stava cambiando letteralmente la vita, al punto da costringerci a un durissimo lockdown, ci siamo interrogati sul futuro. Proprio in quelle ore d’angoscia, dal profondo delle nostre coscienze venne un sussulto che ci spinse a guardare al domani, complice anche la fiducia nella scienza e nella medicina, come un tempo in cui ci saremmo ritrovati migliori: “Nulla sarà come prima”. Questa frase, divenuta popolarissima nei primi mesi della pandemia, è valida anche oggi, mentre si consuma nel cuore dell’Europa l’aggressione russa al popolo ucraino?

Ucraina. Appello di Caritas italiana alla solidarietà: “Non abituarsi alla guerra”

Paolo Beccegato, vice direttore di Caritas italiana, conferma al Sir il rischio che venga meno l'onda di solidarietà iniziale nei confronti dell'Ucraina a causa del perdurare del conflitto. Anche perché il 30% degli ucraini ha bisogno di sostegno. Finora sono stati donati 2 milioni di euro per aiuti umanitari e le spedizioni continuano. 6.000 i profughi accolti nelle comunità cattoliche. Entro metà maggio dovranno pervenire a Caritas italiana le collette realizzate nelle diocesi, su indicazione della Cei

Italia: lavoro, cura, servizi: ecco dove essere madri è più “facile”

Per il 7° anno consecutivo, Save the Children diffonde il rapporto “Le Equilibriste. La maternità in Italia 2022”, che include l’”Indice delle madri” con i valori delle regioni italiane in termini di attenzioni e servizi. Le regioni del Nord sul podio e quelle del Sud, seppure più in basso nella classifica, comunque in ripresa nell’area dei Servizi alla prima infanzia

Andrea, 19enne affetto grave ischemia prenatale lancia il suo nuovo brano musicale “Il Tempo di un Secondo”

Una storia di coraggio e determinazione. È quella di Andrea Tomassini, 19 anni che nonostante una grave ischemia prenatale, ha sempre lottato e grazie alla sua tenacia e all'amore della sua famiglia è riuscito a raggiungere molti traguardi tra cui quello di comporre buona musica e brani dal significato intenso e profondo che raccontano il suo inno alla vita. Già con “Mai mollare”, quella che potremmo definire la “canzone-evento”, Andrea aveva voluto ripercorrere le tappe più significative della sua vita e ricordare, a tutti e a sé stesso, che la vita è un cammino, facile o difficile che sia, che vale la pena percorrere fino in fondo. Ed è sulla scia di questo grande successo che oggi Andrea lancia ora “Il Tempo di un Secondo”.

Bambini disabili in Ucraina, il grido d’allarme: “Dimenticati e abbandonati”

Il report di Disability Rights International, che ha portato in Ucraina una delegazione di osservatori, tra cui esperti di servizi medici e disabilità. Quattro le strutture visitate, oggi sovraffollate e a corto di personale e risorse. Il patriottismo dei direttori: “Non ci lamentiamo, non abbiamo bisogni”. Ma la trascuratezza e la mancanza di terapie hanno conseguenze fisiche e psichiche devastanti

Ucraina: Caritas Ancona, accolta a Osimo, in una struttura della Lega del Filo d’Oro, una famiglia in fuga dalla guerra

Una mamma ucraina e i suoi tre figli, fuggiti dalla guerra, sono stati accolti dalla Caritas diocesana di Ancona-Osimo, come racconta il quindicinale “Presenza”, aderente alla Fisc, ad Osimo. Potranno vivere in alcuni locali di proprietà della Lega del Filo d’Oro, che sono stati benedetti dall’arcivescovo Angelo Spina. L’accoglienza è stata realizzata sotto la regia del presidente della Lega del Filo d’oro, Rossano Bartoli, che ha donato loro un uovo di Pasqua.

Ucraina: mons. Kryvytskyi (Kiev), “difendere il proprio Paese è una responsabilità civile di tutti”

“Non abbiamo scelto di fare la guerra, ma siamo stati costretti. Difendere il proprio Paese è una responsabilità civile e tutti sono tenuti a farlo e non necessariamente con le armi”: parola di mons. Vitalii Kryvytskyi, arcivescovo latino della diocesi di Kiev-Zhytomyr (200mila cattolici suddivisi in 160 parrocchie), all’interno della quale insistono città e villaggi come Bucha, Polissyia, Irpin, Vorzel, “martiri” della guerra scoppiata dopo l’invasione russa dell’Ucraina, il 24 febbraio scorso.