Il report di Disability Rights International, che ha portato in Ucraina una delegazione di osservatori, tra cui esperti di servizi medici e disabilità. Quattro le strutture visitate, oggi sovraffollate e a corto di personale e risorse. Il patriottismo dei direttori: “Non ci lamentiamo, non abbiamo bisogni”. Ma la trascuratezza e la mancanza di terapie hanno conseguenze fisiche e psichiche devastanti
Una mamma ucraina e i suoi tre figli, fuggiti dalla guerra, sono stati accolti dalla Caritas diocesana di Ancona-Osimo, come racconta il quindicinale “Presenza”, aderente alla Fisc, ad Osimo. Potranno vivere in alcuni locali di proprietà della Lega del Filo d’Oro, che sono stati benedetti dall’arcivescovo Angelo Spina. L’accoglienza è stata realizzata sotto la regia del presidente della Lega del Filo d’oro, Rossano Bartoli, che ha donato loro un uovo di Pasqua.
Una delegazione di Acs in visita di solidarietà a Leopoli ha incontrato ieri alcuni profughi accolti nel monastero benedettino di san Giuseppe, dove le monache suonano le campane per dare l'allarme aereo, e nella parrocchia di san Giovanni Paolo II. Testimonianze di guerra con l'orrore di Bucha, raccontato da una testimone di quei giorni, Olga Stroieva.
“Non abbiamo scelto di fare la guerra, ma siamo stati costretti. Difendere il proprio Paese è una responsabilità civile e tutti sono tenuti a farlo e non necessariamente con le armi”: parola di mons. Vitalii Kryvytskyi, arcivescovo latino della diocesi di Kiev-Zhytomyr (200mila cattolici suddivisi in 160 parrocchie), all’interno della quale insistono città e villaggi come Bucha, Polissyia, Irpin, Vorzel, “martiri” della guerra scoppiata dopo l’invasione russa dell’Ucraina, il 24 febbraio scorso.
I dati del settimo Rapporto “Le Equilibriste: la maternità in Italia 2022” di Save the Children. Il 42,6% delle mamme tra i 25 e i 54 anni non è occupata e il 39,2% con 2 o più figli minori è in contratto part-time. Lavoro femminile è sinonimo di precarietà: solo poco più di 1 contratto a tempo indeterminato su 10 attivato a favore delle donne nel primo semestre 2021. Il problema del mancato sostegno e il peso della pandemia
Il racconto del direttore di Caritas-Spes di ritorno da una delle stazioni della metropolitana di Kharkiv. Una rete sotterranea di vagoni e tunnel dove si dorme, si cucina, si studia, e dove i bimbi - nonostante le bombe - continuano a nascere. “Quello che si avverte è un grande sentimento di incertezza sul futuro. Allo stesso tempo il fatto di prendersi la responsabilità l’uno dell’altro all’interno di queste piccole comunità, dà un senso per andare avanti”. “La guerra non finirà presto con un accordo di pace. Rimarrà tra di noi ancora per lungo tempo. C’è sempre il timore di essere dimenticati dall’Europa, perché dopo il primo choc, è facile abituarsi alla guerra. Il nostro compito quindi come chiesa ucraina e come Caritas è quello di esserci per tutto il tempo che questo conflitto richiederà”
La richiesta delle organizzazioni di cooperazione e solidarietà internazionale: approvare una risoluzione che impegni il Governo a manifestare in ogni sede internazionale la propria opzione indirizzata al cessate il fuoco il prima possibile
Non più soltanto cocaina da immettere nel mercato. Tra i sequestri anche pasta di coca, cocaina base e precursori soprattutto in Belgio, Paesi Bassi e Spagna. Cresce il rischio di produzione di prodotti a base di cocaina, come il crack. Preoccupa anche l’incremento della produzione di metanfetamine: in 10 anni sequestrato il 477% in più