Don Vito Piccinonna non è "solo" il direttore della Caritas di Bari-Bitonto. Il suo sguardo si è allenato a scorgere quelli che il resto del mondo, troppo spesso, non vuole vedere. Come i ragazzi della Comunità terapeutica "Lorusso-Cipparoli", che lottano contro le dipendenze per riappropriarsi della propria dignità e della propria vita
Don Giuseppe. Masiero Scomparso un mese fa, viene ricordato da Paolo Giaretta, don Cesare Contarini e don Marco Cagol: «Ci ha lasciato in eredità una Chiesa improntata a un protagonismo laicale»
Papa Francesco ha affidato alle famiglie le meditazioni e le preghiere della prima Via Crucis al Colosseo, dopo la pandemia. Nella tredicesima stazione, Irina e Albina, una infermiera ucraina e una studentessa russa, portano insieme la Croce, mentre la meditazione è sostituita dalla preghiera silenziosa e preceduta da questa invocazione: "Di fronte alla morte, il silenzio è più eloquente delle parole. Sostiamo pertanto in un silenzio orante, e ciascuno nel proprio cuore preghi per la pace nel mondo". "Converti al tuo cuori i nostri cuori ribelli, perché impariamo a seguire progetti di pace", la preghiera finale del Santo Padre dalla terrazza del Palatino
Gesù, il Cristo, il nazareno, è veramente risorto! E noi sentiamo in tutte le fibre del nostro essere che la sua vita ci avvolge, ci intride, ci rigenera. Lo sentiamo non con i sensi della carne – ché anzi tanta stanchezza e annunci sinistri di morte ci sfiancano - ma con lo sguardo e l’udito della fede, con l’odorato e il tatto e il gusto dell’amore, con l’intuito dello Spirito che – sola grazia – si unisce al nostro spirito per attestarci che più forte di tutti i macigni di morte è la fedeltà del Vivente
“La Pasqua non accade per consolare intimamente chi piange la morte di Gesù, ma per spalancare i cuori all’annuncio straordinario della vittoria di Dio sul male e sulla morte”.
San Frumenzio è una parrocchia giovane ma da cui sono già usciti un cardinale e due vescovi. Tante le iniziative di carità a beneficio degli ultimi del Nuovo Salario e dei quartieri vicini e un ponte missionario che da Roma arriva fino al Mozambico
E sono 107. Due guerre mondiali e il Covid lo scorso anno non hanno scalfito la voglia di vivere della signora Antonietta Marcato, che da sei anni abita al centro residenziale Nazareth e nei giorni scorsi ha festeggiato il suo 107esimo compleanno. Per motivi di sicurezza, non è stato possibile festeggiarla come si sarebbe sperato, ma l’appuntamento è solo rinviato a quando l’emergenza Covid lo permetterà.