Undici giovani per una staffetta umanitaria da Rimini ai confini dell’Ucraina

Fin dalle prime fasi del conflitto in Ucraina è stata grande la risposta di solidarietà proveniente dal territorio romagnolo, soprattutto per quanto riguarda l’accoglienza dei profughi. Da Rimini, però, c’è anche chi ha deciso di fare un passo ulteriore, andando a prendere chi fugge dalla guerra direttamente dove il conflitto è in atto. È la storia che vede come protagonisti undici giovani riminesi (dai 21 ai 28 anni) che hanno organizzato, in completa autonomia, una staffetta umanitaria tra Ucraina e Italia

Giornata acqua, Unicef-Oms: l’emergenza fa più vittime delle guerre

A livello globale 1,42 miliardi di persone, con 450 milioni di bambini, vivono nelle aree ad alta vulnerabilità idrica, la probabilità di morire a causa della scarsità o mancanza di acqua è 20 volte maggiore rispetto ai proiettili e alle bombe o agli incidenti stradali. L’appello al governo italiano e alle governance planetarie partito dal secondo webinar dei Sapiens tecnologici, evento in avvicinamento a Ete (Earth technology expo)

Le donne in fuga dalla guerra: “I nostri figli ci chiedono, quando torniamo a casa?”

Il volto delle donne nella guerra che si sta combattendo in Ucraina. Sono loro ad aver portato in sicurezza i loro figli e i loro nipoti. Sono uscite dal Paese in macchina, a piedi, sul treno. Hanno salutato i loro uomini e sono andate via. Hanno gli occhi pieni di lacrime ma non si fanno vedere piangere. Ad accoglierle un popolo a braccia aperte. Mai solidarietà è stata così unanime. Hanno sistemato strutture, centri di accoglienza, aiuti di prima necessità. Angelica racconta: “Ci ho messo 5 giorni per uscire dall’Ucraina. Tornare indietro sarà forse impossibile, non abbiamo più dove andare”. Poi si ferma. Alza il viso, cerca lo sguardo e dice: "Avevamo una vita normale. Avevamo tutto. Ora non abbiamo più niente. Questo significa essere rifugiati. È terribile"

La testimonianza di un sacerdote dal fronte: “Chi è qui si occupa di prepararsi all’eventuale scontro a terra e presta aiuto ai profughi”

“Devo stare attento a quel che dico perché sono convinto che le telefonate siano intercettate e non vorrei che si capisse dove stiamo operando per non mettere a rischio la nostra azione a sostegno dei profughi e degli ucraini al fronte”. Fa tremare i polsi la frase pronunciata da don Igor, nome di fantasia che un sacerdote ucraino si è dato per non essere scoperto. Il settimanale diocesano "Il Nuovo Torrazzo" lo ha chiamato nel suo Paese, nella parte occidentale della nazione, nei pressi del corridoio umanitario verso la Polonia che fa capo a Leopoli. È lì che opera per aiutare chi combatte e chi cerca di mettersi in salvo

In Italia oltre un milione di romeni: 30 anni di immigrazione

Sono la prima collettività straniera nel paese e contribuiscono ogni anno ad almeno il 2% del Pil italiano. Dall'emigrazione delle donne che "ha creato problematiche sociali spesso irrisolte" al crescente protagonismo imprenditoriale fino all'impatto della pandemia: l'indagine promossa dall’Istituto di Studi Politici S. Pio V e realizzata dal Centro Studi e Ricerche Idos