Discriminazioni, Grandi (Unhcr): “Solidarietà per tutti i rifugiati, indipendentemente dalla provenienza”

In occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della discriminazione razziale, l’Alto Commissario lancia un messaggio con cui chiede che “mentre milioni di persone in tutto il mondo si sono giustamente commosse per la situazione estrema del popolo ucraino, le stesse difficoltà sono vissute dai rifugiati di tutto il mondo che meritano ugualmente la nostra compassione, la nostra empatia e il nostro sostegno”

Le armi della penitenza: la preghiera

La preghiera che accompagna il digiuno ci ridimensiona, mostrando che la nostra grandiosità, che è tutta nella nostra testa, e che va in pezzi quando lo stomaco è vuoto e ci afflosciamo, può e deve lasciare spazio all’Unico davvero forte, davvero vivo, davvero autosufficiente. Se il digiuno mette a stecchetto il nostro corpo, la preghiera fa fare la dieta all’ego, ricordandoci che solo in Dio, proprio perché è oltre, ma al contempo vicinissimo a noi, la nostra carne tremebonda può trovare pace, può trasfigurarsi, e diventare carne di comunione tra Dio e l’uomo, nel “sì” perfetto e irrevocabile del primo e in quello da ridirsi quotidianamente del secondo

Dal confine ucraino-slovacco. Mons. Cyril Vasil’: “Ho visto una bimba con una gabbietta tra le braccia, era tutta la sua casa”

Una Chiesa in prima linea negli aiuti umanitari e nella accoglienza dei profughi in fuga dalla guerra. Siamo a Košice, città della Slovacchia orientale, a pochi chilometri dall’Ucraina. Dall’inizio del conflitto, sono arrivati in Slovacchia 260mila persone, con una media di 15mila al giorno. La curia si è dovuta organizzare per gestire le prime fasi dell’emergenza. La macchina umanitaria si è costruita cosi, strada facendo e cambiando secondo le nuove esigenze pratiche che emergevano: dalle coperte all’acqua calda per il latte in polvere dei bambini. “Se non fosse una tragedia – dice il vescovo mons. Cyril Vasiľ -, dovrei essere grato per quello che è successo. Perché questa crisi mi ha fatto vedere il lato più bello della mia chiesa, dei miei sacerdoti, dei seminaristi, della gente”