Ucraini cattolici, ortodossi, ebrei, ma anche pastori afroamericani e bianchi delle tante chiese evangeliche, della Chiesa luterana e presbiteriana, assieme a leader musulmani ed indù si sono ritrovati nel cuore della cattolicità di Pittsburgh per un momento di preghiera comune, fortemente voluto dal vescovo cattolico, mons. David Zubich, che in appena quattro giorni è riuscito a riunire tutti nel nome del Dio della pace. Pittsburgh è la quarta città Usa, per numero di Ucraini: la Pennsylvania è seconda solo allo stato di New York per la numerosa presenza ucraina
A tutti i valichi di frontiera con l’Ucraina i cellulari strillano in continuazione. Quelli che chiamano sono spesso amici o conoscenti, o addirittura degli sconosciuti amici di un qualche parente dei profughi. Telefonano per concordare il modo di ritrovarsi una volta i profughi saranno passati dalla parte polacca del confine. Ma i cellulari strillano anche quando cadono i missili in Ucraina dove è stata inventata un’applicazione speciale che avverte dei bombardamenti, quando bisogna scendere nei sotterranei e nascondersi nelle cantine, in attesa della fine dell’attacco
Il numero dei rifugiati che arrivano in Moldavia, cresce di giorno in giorno. A Chisinau, si guarda con attenzione alla situazione ad Odessa, città a pochi chilometri dalla capitale della Moldavia, dove si teme che da un momento all’altro possa essere attaccata. “Ci stiamo quindi preparando ad accogliere masse di gente che parte da lì e viene qui da noi”. È il vescovo di Chisinau, mons. Cosa, a fare al Sir il punto della situazione
Numeri record. La maggior parte si è rifugiata in Polonia, poi in Ungheria, Moldavia, Romania, Slovacchia, mentre altri hanno proseguito in direzione di altri Paesi europei. Oltre un milione di persone sfollate all'interno del paese
“Tutte le parti devono garantire che il passaggio sia organizzato in modo effettivamente sicuro”. Così Carlotta Sami, portavoce dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (Unchr) commenta al Sir la tregua momentanea concessa dalla Russia in Ucraina per l’apertura di sei corridoi umanitari, indirizzati solo verso la Russia e la Bielorussia. Il governo di Kiev però li rifiuta, considerando la proposta “completamente immorale”.
Sono 1.390 i chilometri che separano Leopoli da Prato della Valle. Ma un filo sottile, resistente e generoso unisce le città. E le anime di chi qui vive o ci passa, di transito, alla ricerca di un futuro. Così, per esempio, nella sera di sabato 5 marzo, la comunità della parrocchia di San Camillo ha consegnato "al volo" un pasto caldo ai circa 60 bambini ucraini passati da Padova e diretti a Napoli; mentre medici e pediatri si sono messi a disposizione per una visita di controllo. Piccoli gesti dal valore umano enorme
"Che sia un 8 marzo di pace. Adesso è tempo di dire basta”: è l'appello di Pangea, che insieme a F. e ad altre donne afghane che l'Ong ha aiutato a fuggire, oggi chiede a gran voce la pace, dopo aver visto in faccia la guerra. “In Ucraina come in Afghanistan, sulle donne ricade il costo economico e sociale delle guerre”
Save the Children ha creato uno spazio caldo e accogliente per i piccoli rifugiati ucraini che stanno arrivando in Romania. Di Benedetto: “Sono bambini infreddoliti e spaventati, dopo giorni e giorni passati all’addiaccio, senza cibo né acqua. Alcuni sono molto piccoli"
"La maggior parte delle profughe afghane che avevamo aiutato a trovare asilo in Ucraina hanno vissuto giorni di panico e hanno dovuto fuggire di nuovo all'estero. E' una situazione traumatica...