Due recenti studi hanno provato a stimare a livello mondiale il numero di persone esposte a livelli nocivi di particolato fine e ad altre sostanze pericolose per la salute.
Una vita piena di difficoltà e acrobazie, affrontate sempre tenendo gli occhi fissi sul punto in cui si incrociavano le linee che segnavano lo spazio del suo presente.
Si apre un nuovo anno. Forse lo percorreremo con le luci e le ombre, con le gioie e le sofferenze, a volte in compagnia e a volte da soli. L’importante è che ognuno abbia chiara la meta da raggiungere, che non è il 31 dicembre, ma il seguire il Signore. Vivendo senza sconti il Vangelo nel quotidiano, ci impegniamo ad annunciare a tutti non la nostra superiorità, ma il dono gratuito di sé, della propria vita, come Gesù. Oggi dilaga il solipsismo: sembra che tutti corriamo insieme, ma di fatto ognuno porta acqua al proprio mulino, senza una motivazione profonda o senza verificare la fonte della sorgente. Anche noi credenti stiamo rischiando di cavalcare la logica dei tuttologi: ci manca forse un punto di appoggio! Dove abbiamo collocato il Signore nella nostra vita? Che cosa dice il Vangelo al nostro modo di vivere?
Serve uno scossone forte, perché gli episodi di violenza pare non bastino. La società si dice scioccata per le aggressioni che alcune ragazze hanno subito in piazza Duomo da parte di un gruppo di coetanei. Eppure fatti di questo genere sono il risultato di un’assenza di politiche giovanili che sappiano cogliere i segnali e intervenire per colmare i disagi. Ne è convinto Mario Pollo, antropologo dell’educazione, già docente di sociologia e pedagogia all’Università Lumsa di Roma, che al Sir spiega come sia ora per la società italiana di fare i conti con le lacune e rimettere mano ai processi educativi finora da bocciare.