«Come calciatore ero bravino, tecnico, ma mi mancava intanto la fisicità, non ero potente e nemmeno avevo la cosiddetta vis agonistica. Per come la vedo adesso, arrivo a dire quasi una eccessiva educazione, che ha finito per inibirmi un po’ sul piano dell’aggressività. Bello da vedere insomma, niente di più: Allievi a Vicenza, poi non riconfermato, campionato Berretti a Montebelluna e idem… Pensavo di aver chiuso col calcio e la mia fortuna è stata l’Isef, potendo così occuparmi comunque di sport».
Il ripensamento delle relazioni, un nuovo “humanum” sotto le spoglie del virtuale da accogliere ed evangelizzare, una ministerialità laicale da formare, l’esperienza del limite e il rilancio del sacramento dell’unzione degli infermi. Questi, in estrema sintesi, gli spunti emersi nel seminario promosso nei giorni scorsi da cinque istituzioni accademiche teologiche italiane, che ha dato il via ad un percorso di riflessione. Sullo sfondo le sfide lanciate dal Covid-19
Le nostre parrocchie sono un grande spazio di "terapia informale", forse "la maggiore rete di sostegno alla sofferenza emotiva delle persone". La pastorale della salute in questo ambito deve allora assumere "una forma più strutturata". Parla lo psichiatra Tonino Cantelmi, rilanciando il "paradigma della compassione" per superare l'urto del Covid e ripartire
Bisaccia in spalla, scarponi e bastone, ogni giorno si mette in cammino per i boschi della sua terra, l’altopiano dei Sette Comuni. O meglio quelli che una volta erano boschi, prima che nell’ottobre 2018 su di loro si abbattesse la tempesta Vaia, radendo al suolo migliaia di alberi.
Rimarrà aperto fino alla vigilia lo spazio solidale di riviera dei Ponti romani 44 dov’è possibile sostenere l’impegno dell’ong voluta da Gino Strada, mancato il 13 agosto
Mercoledì 15 al Verdi l’orchestra dei giovani musicisti del Pollini e l’ensemble Vivaldi dei Solisti veneti suonano a sostegno della campagna per la vaccinazione in Africa
Diciassette anni fa ha lasciato la Moldavia per trasferirsi a Trento, dove lavora come badante. L'ultima esperienza è stata drammatica: “Per sei anni ho sollevato una donna non autosufficiente di 94 anni e mi sono infortunata più volte: quando ho fatto venire la dottoressa di famiglia per ottenere ausili e infermiera, mi hanno licenziata. Ora ho gravi danni alla spalla e dovrò operarmi. Dobbiamo denunciare”
Si è svolta a Palermo la manifestazione voluta dalle associazioni per far uscire il quartiere dalla sua invisibilità sociale. Tanti i luoghi da anni in stato di forte degrado e abbandono
Le case di riposo hanno tempo fino al 10 dicembre per partecipare all’iniziativa promossa dalla onlus comasca Un sorriso in più che raccoglie i desideri degli ospiti delle strutture e li ‘consegna’ alla folta platea dei ‘nipoti’ di Babbo Natale