Paulo Freire, il pedagogista che aveva fiducia nel futuro. Dom Medeiros Silva (Conf. ep. brasiliana): “Eredità importante”

Nonostante nel 2012 il Governo brasiliano lo abbia proclamato “patrono dell’educazione”, e le sue opere continuino a essere tradotte e lette in tutto il mondo (“Pedagogia degli oppressi” risulta essere, secondo un’indagine del 2016, il terzo libro più citato al mondo in studi riguardanti le scienze sociali), neppure una riga è uscita dal ministero dell’Educazione di Brasilia per celebrare, lo scorso 19 settembre, il centenario della nascita di Paulo Freire. Figura iconica, emblema dell’alfabetizzazione ed educazione che diviene presa di coscienza politica, Freire - nato a Recife nel 1921, e morto nel 1997 a San Paolo del Brasile, è del resto quanto di più lontano di possa immaginare dall’orientamento di Jair Bolsonaro. Quest’ultimo, del resto, più volte ha espresso tesi nostalgiche rispetto alla dittatura militare, la stessa che negli anni sessanta mise in carcere Freire e lo costrinse all’esilio, prima in Bolivia e poi in Cile

Festa del Cinema: tuffo al cuore per “Belfast” di Branagh. In cartellone anche “C’mon C’mon” e la docuserie con Papa Francesco

“Belfast” di Kenneth Branagh è un film elegante in bianco e nero, un omaggio alla città natale dell’autore, alla sua famiglia e alle radici identitarie. Con delicatezza e umorismo gentile, Branagh (ri)percorre i sentieri della Storia attraverso lo sguardo di un bambino. Sempre in cartellone c’è “C’mon C’mon” firmato Mike Mills, intenso viaggio-dialogo lungo gli Stati Uniti tra un giornalista e suo nipote, con un eccellente Joaquin Phoenix. Infine, svelata la prima puntata della docuserie “Stories of a Generation with Pope Francis” firmata Simona Ercolani

Giovani e società. Pollo: “Devono percepire che per il mondo sono un bene prezioso, non persone in attesa in parcheggi comodi”

Parcheggiati. E pure comodamente. No, per Mario Pollo, antropologo dell’educazione, già docente di sociologia e pedagogia all’Università Lumsa di Roma, i giovani hanno desiderio di partecipare e vogliono contare. È il caso del movimento Friday for future e della giovane attivista Greta Thunberg o della grande partecipazione al Salone del libro di Torino. Anche perché, come spiega al Sir, una società che non pensa ai giovani non sa guardare nemmeno al proprio futuro

Missione e vocazione oggi. La ministerialità dei laici

Una prima domanda che ci poniamo quando si sente parlare di ministerialità dei laici, è la seguente: quale potrebbe essere il ruolo dei laici in una Chiesa in evoluzione? Ciascuno di noi ha ricevuto una chiamata ad andare ed annunciare una Parola acquisita che, in virtù di una vocazione, possiamo testimoniare ed annunciare. Il binomio Vocazione - Missione oggi non è riferito solo al mondo “ecclesiale” ma ad ognuno di noi: ciascuno di noi riceve una missione nel mondo in virtù del battesimo ricevuto. Si tratta quindi di un binomio che coinvolge tutti nella Chiesa e di un cammino da intraprendere insieme, laici e consacrati

“Una democrazia liberale non può fare a meno di una stampa locale, libera, indipendente”. Parla Giuseppe Moles, Sottosegretario all’Editoria

« Continuerò ad impegnarmi con tutte le mie forze affinché anche l’editoria locale continui ad avere non ristori, ma sostegni. Perché una democrazia liberale compiuta non può fare a meno di una stampa locale, libera, indipendente e professionale». La promessa è di Giuseppe Moles, Sottosegretario all’Editoria, enunciata dal Salone del Libro di Torino, luogo simbolo in questi giorni della rinascita culturale del Paese.