Si svolgerà giovedì 8 e da sabato 10 a lunedì 12 settembre la 42° edizione della Festa del mais a Busiago Vecchio di Campo San Martino. La festa, iniziata per volontà della famiglia Finco con la collaborazione dell’Unione sportiva Busiago, da alcuni anni è organizzata dalla pro loco come retaggio, ancora presente, dei tesori della ricca civiltà contadina. Una festa rurale, che celebra la coltivazione regina di un mondo che non c’è più, ora che il mais vede diminuire il suo spazio a vantaggio di colture più remunerative.
L'impegno di Renzi al magazine "Vita" è accolto con favore, ma non bastano le dichiarazioni. Servono anche l'ascolto dell'esperienza di chi sta sul campo giorno dopo giorno, una legge sul divieto della pubblicità, un'attenzione ai percorsi di prevenzione, cura e riabilitazione, l'impegno sul territorio, come chiedono la Consulta nazionale antiusura, la campagna "Mettiamoci in gioco", la Fict e le Acli.
«Una sosta tra memoria e futuro con lo sguardo rivolto alle esigenze di oggi e in particolare dei più giovani». Con queste parole don Luca Moretti, parroco della Natività in Padova, sintetizza l’edizione 2016 della Festa della comunità in programma dal 7 all’11 settembre in patronato per onorare la natività della Beata Vergine Maria, patrona della parrocchia, che si celebra l’8 settembre. Una festa arricchita da una ricorrenza importante: gli 80 anni dalla posa della prima pietra della chiesa.
Un nuovo "Dicastero per il servizio dello sviluppo umano integrale", che riunirà dal 1° gennaio 2017 il Pontificio Consiglio per la giustizia e per la pace, il Pontificio Consiglio “Cor Unum”, il Pontificio Consiglio della pastorale per i migranti e gli itineranti e il Pontificio Consiglio della pastorale per gli operatori sanitari. Sotto la sua competenza rientreranno la Giornata mondiale della pace, la Giornata mondiale delle migrazioni e la Giornata mondiale del malato.
Due inchieste condotte in Corea del Sud e in Texas convergono su una conclusione: le donne sarebbero “phone addled” (letteralmente “confuse dal telefonino) più degli uomini. Si tratta di una vera e propria mutazione antropologica con la quale anche i governi nazionali e le grandi aziende stanno cominciando a fare i conti. Tanto che stanno nascendo veri e propri centri di riabilitazione per donne e uomini schiavi del telefono.
Il Comitato paralimpico internazionale ha scelto l’immagine simbolo dell’atleta azzurro che solleva la sua handbike con un braccio per invitare il mondo a vivere le emozioni delle Paralimpiadi.
La cooperazione internazionale passa anche per Rio e ha una radice nella diocesi di Padova: la portabandiera degli azzurri alle Paralimpiadi di Rio sostiene la fondazione Fontana e, in particolare, i progetti del centro Saint Martin in Kenya.