Rapporto di Medici senza Frontiere “Chiediamo aiuto”. In un anno, assistite oltre 25 mila vittime: è il numero più alto registrato nel Paese. Il 98% delle vittime sono donne e ragazze, un decimo sono minorenni
In vista del 3 ottobre, Giornata della memoria e dell’accoglienza, nella quale si ricorda il naufragio al largo di Lampedusa che costò la vita ad almeno 368 migranti, Fondazione Ismu fa presente che nel 2024, secondo i dati dell’Organizzazione internazionale per le migrazioni (Iom), finora sono almeno 1.452 i morti e dispersi nel Mediterraneo, con una proiezione a fine anno di poco inferiore a 2mila.
In occasione della Giornata del 3 ottobre, Fondazione Ismu Ets rilancia e commenta i dati di Oim: da inizio 2024, almeno 1,452 morti e dispersi in mare. Il naufragio più tragico lo scorso 17 giugno in Calabria. Aprile il mese peggiore
Il progetto è ideato dalla Fondazione AIFR. Questo percorso formativo anticipa e lancia l’ottava edizione del GivingTuesday, la giornata mondiale del dono, che si celebra martedì 3 dicembre 2024
Nella Giornata del Seminario il rettore, don Raffaele Gobbi, evidenzia come una delle tre scelte di cambiamento missionario indicate dal Sinodo diocesano – la Parola di Dio come centralità della nostra pastorale – sia il “cuore” dell’anno formativo dei seminaristi
Allarme di Unicef per "il rapido deterioramento della situazione umanitaria in Libano. Il numero di sfollati interni a causa delle violenze è salito a più di 1 milione, tra cui oltre 300 mila bambini. Urgente cessazione delle ostilità"
In un anno, morti almeno 6 mila donne e 11 mila bambini: è il dato più alto rispetto a tutti i conflitti recenti. Oltre 25 mila bambini hanno perso almeno un genitore. Vittime indirette potrebbero essere oltre 180 mila. “Immediato cessate il fuoco”
Raggiunto dal Sir, parla mons. César Essayan, vicario apostolico dei Latini nel Libano. "Si sta male, veramente male", dice subito. "La gente è stanchissima. Gli sfollati sono più di 120.000. Molti hanno trovato rifugio nelle scuole o nelle strutture. Molti però vivono ancora per le strade. Alcuni hanno deciso di lasciare il Paese e sono partiti per la Siria, la Giordania, l'Iraq”. L'inverno sta per arrivare e la preoccupazione è trovare una casa per tutti. “Stanno arrivando aiuti di vario tipo", osserva il Vicario. "Ma non è questo quello di cui abbiamo bisogno. Abbiamo bisogno che Israele si fermi e si trovi un accordo per un cessate il fuoco". "La soluzione militare non porta da nessuna parte”.
Durante la guerra in Siria, cominciata nel 2011, oltre 1,5 milioni di siriani, secondo le autorità libanesi, avevano trovato rifugio nel Paese dei Cedri. Adesso, con l'attacco di Israele contro Hezbollah, il flusso si è invertito e sono i libanesi a fuggire nella Siria del presidente Bashar al-Assad. Le stime parlano di circa 100mila sfollati tra libanesi e siriani che hanno varcato i confini della Siria. L'impegno di Caritas Siria sostenuta da Caritas Italiana.