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Il ricordo di una bambina, custodito dalla madre, si è fatto libro e occasione di condivisione. Venerdì 9 ottobre, nella sede di AIL Padova, è stato presentato «Un sì al Cielo», scritto da Enrico Graziano Giovanni Solinas ed edito da Velar. Attraverso la testimonianza della mamma, Paola Franceschetto Degan, il volume ripercorre la storia di Laura Degan, morta l’11 settembre 1994 a soli sette anni dopo una dolorosa malattia.
L’incontro, promosso da AIL Padova, è stato moderato da don Marco Eugenio Brusutti, presbitero della Diocesi di Trieste, bioeticista e presidente dell’associazione, alla presenza della madre di Laura e dei familiari. Al centro, la breve vita della bambina, la fede con cui affrontò la sofferenza e i legami con le persone che le furono accanto.
«Ho soltanto prestato la mia mano e la mia penna a mamma Paola, la quale mi ha raccontato non senza riviverla, tutta la storia di Laura», scrive Solinas nell’introduzione. Sono parole che danno il senso di un racconto nato dall’ascolto e dalla volontà di custodire una memoria familiare, con il dolore e l’amore che ancora la attraversano. Dalle pagine emerge una bambina sostenuta da una profonda fiducia nel Signore e nella Madre di Dio: l’autore la descrive come «piccola, ma un vero e proprio “gigante nella Fede”» e ricorda quanto la preghiera fosse presente nella sua quotidianità e nel rapporto con chi la circondava. È una dimensione spirituale che accompagna il racconto della malattia e aiuta a comprendere come Laura e la sua famiglia abbiano vissuto quel tempo.
Alla sua storia si intreccia quella del reparto di Oncoematologia pediatrica di Padova, dove Laura fu curata dal professor Luigi Zanesco. Nella presentazione al volume, Brusutti ricorda il medico come una persona che «ha insegnato a me e a tutti coloro che lo hanno incontrato che cosa significa “amare”». Della bambina conserva invece l’immagine di una vita che, nonostante la gravità della sofferenza, ha lasciato «una scia di luce».
A ricordarla è stata anche Maria Caterina Putti, pediatra di oncoematologia che l’ha seguita: «Laura aveva una grinta e una voglia di vivere, di essere sempre presente nella propria vita, di esserne l’attore principale. Ricordo una bambina affaticata, ma anche divertente, simpatica, una che non te le mandava a dire. È stata una ricchezza per noi medici. Ho imparato veramente tanto da lei e da tutto quello che intorno a lei è stato costruito dalla comunità: un insegnamento che mi ha portato a fare delle scelte nella mia vita e nella mia professione».
La presentazione è stata così anche un’occasione per parlare di cura, volontariato e sostegno alle famiglie. Accanto alle terapie e all’assistenza ci sono l’ascolto, la presenza e l’attenzione ai bisogni di ogni giorno: gesti con cui una comunità può far sentire meno solo chi affronta la malattia. Lo stesso desiderio di condivisione si ritrova nella lettera del cardinale Angelo Comastri ai familiari, citata nel volume: «Auspico davvero di cuore che la storia di Laura entri in tante case». È in questo passaggio dalla memoria privata all’incontro con gli altri che il libro affida al presente il ricordo di Laura.
All’incontro ha partecipato anche il vescovo di Padova, mons. Claudio Cipolla, che ha portato il suo saluto e la sua vicinanza ai genitori di Laura e a tutti i genitori che perdono un figlio. «La comunità dei credenti deve saper stare dove c’è il dolore, dove c’è la sofferenza. È il dolore dei familiari, degli amici, di un’intera comunità», ha affermato. «Vorrei che questa occasione diventasse un’opportunità per incontrarsi e stare accanto a chi ha accompagnato e perso una persona cara dopo una lunga malattia, soprattutto alle famiglie che perdono un figlio. Ho proposto di ritrovarci ogni anno il 15 settembre, nella memoria della Madonna Addolorata, per un momento di preghiera per celebrare insieme una messa per i bambini scomparsi prematuramente e per le loro famiglie».
AIL Padova
La Sezione AIL Padova è impegnata da oltre 50 anni nella lotta contro i tumori del sangue. È stata la prima associazione a sostenere la nascita del reparto di Oncoematologia pediatrica, fondato dal prof. Luigi Zanesco, e ha contribuito alla formazione del personale medico e paramedico con borse di studio, congressi e aggiornamenti. Ha dotato i laboratori di ricerca scientifica e le corsie del reparto delle attrezzature più moderne, e ha ideato e supportato il servizio di assistenza domiciliare specialistica pediatrica. Insieme ai genitori, AIL Padova dedica la massima attenzione ai bisogni dei bambini, sostenendo borse di ricerca e di lavoro, attività di animazione e programmi mirati di assistenza: case di accoglienza, supporto psicologico durante tutto il percorso di cura, servizio di accompagnamento alle terapie.