Idee
“Il mondo è incredibilmente bello. Forse l’avevo dimenticato, ma l’ho visto da lontano, e adesso ne ho le prove. Ma anche da vicino può essere meraviglioso, se guardato con gli occhi giusti: occhi come quelli vostri, che osservano con il dono della curiosità, illuminata dalla luce della meraviglia. Occhi che credono ancora all’incanto, e non se vergognano – che comprendono senza bisogno di spiegazioni”.
Così scriveva Luca Parmisano nel 2014 alle figlie Maia e Sara al rientro dalla missione “Volare” dell’Esa (Agenzia spaziale europea). Come lui stesso scriveva è una lettera che vale anche oggi, vale a distanza di dodici anni, vale nel giorno in cui è stato scelto come pilota della missione Artemis III della Nasa, l‘ente aerospaziale americano, il cui lancio è previsto il prossimo anno. Non si andrà sulla luna ma le manovre che verranno fatte in orbita sono essenziali affinché si possa nuovamente sbarcare sul satellite naturale della Terra.
Si legge ancora nella lettera: “Ma, prima o poi, il cammino che sceglierete divergerà dal precedente in maniera irreversibile, e non ci saranno molte occasioni per tornare indietro. Ho imparato questo: avrete abbastanza tempo per scegliere il vostro cammino. A volte, scoprirete che il cammino non esisteva fino a che non avrete fatto il primo passo. Non ha importanza. L’unica cosa che conta è amare camminare. Scegliete quel che amate, amate quel che avrete scelto!”.
Anche in questo passaggio un padre si rivela in tutta la sua autorevolezza e in tutta la sua credibilità: le indicazioni sono precise, si condensano in quei due verbi: “amare camminare”.
È un incoraggiamento ad andare verso il futuro con consapevolezza e fiducia, un invito a prepararsi a un incontro decisivo, a tenere la direzione del cammino per raggiungerlo.
Si coglie in quel “camminare” un movimento che coinvolge il corpo e l’anima come peraltro suggerisce la navigazione nello spazio.
“E se il bivio sarà impervio – scrive ancora Luca Parmisano – quando gli ostacoli sembreranno insormontabili, quando la luce non arriverà a illuminarvi il passo, sappiate che a volte è necessario perdersi nel buio per potersi trovare. Abbracciate le difficoltà: impreziosiranno il percorso. Cercate le sfide: renderanno il passo più sicuro”.
Una lettera dallo spazio, un messaggio che, anche se non espressamente, richiama orizzonti altri che si svelano pian piano andando alle radici delle parole di cui lo stesso messaggio è composto. Non c’è bisogno di forzarlo: sarebbe piegarlo a un proprio calcolo, a una propria sensibilità, a una propria visione della vita.
Sono parole, scritte e non scritte, sono parole di un padre, aprono alla bellezza e alla fatica della ricerca, invitano a osare un’avventura, a dare un nome e un volto al futuro, a rendere più sicuro il passo sulla strada che unisce lo spazio all’Infinito.