Valbrenta e Arsiè. Rinasce la Cismon-Incino, è sempre più paradiso per le due ruote
Un nuovo collegamento per la mobilità dolce tra l'alta valle del Brenta e il Feltrino. Il Comune di Valbrenta stanzia 500 mila euro dai fondi di confine. Il sindaco Luca Ferazzoli: «Un'opera strategica che creerà un anello attrattivo per i ciclisti»
La strada che collega Cismon del Grappa, in Comune di Valbrenta, e Incino, piccola frazione di Arsié a picco sulla diga del Corlo è chiusa dal 2008 per ragioni di sicurezza: la caduta massi non la rende percorribile nemmeno dalle biciclette. Ma adesso qualcosa si muove e nell’arco di alcuni anni la tratta tornerà percorribile, ripristinando un secondo collegamento per la mobilità dolce tra l’alta valle del Brenta e il Feltrino, oltre alle celebri “scalette” di Primolano. Nell’ultimo consiglio comunale, celebrato a metà giugno, il Comune di Valbrenta ha stabilito di dedicare alla progettazione e alla realizzazione di quest’opera 500 mila euro dai fondi di confine, mentre il Comune di Arsiè, sotto la cui giurisdizione ricade la tratta più lunga, si è affidato a Veneto Strade per quanto di sua competenza. «Si tratta di un’opera strategica – spiega il primo cittadino di Valbrenta Luca Ferazzoli – perché offrirà un nuovo collegamento tra la ciclovia del Brenta e il Feltrino grazie anche a un ponte stradale che creeremo sulle sponde del fiume all’altezza di Cismon. L’accesso ad Arsié attraverso Incino consentirà ai turisti un rapido arrivo al lago del Corlo e all’offerta già presente a Rocca di Arsié, inoltre nascerà un anello, sfruttando la tratta di Primolano a nord e questa di Cismon a sud che renderà il percorso ancora più attrattivo per i tantissimi ciclisti che ogni anno percorrono la nostra ciclovia». I prossimi tre mesi – il tempo per lo sblocco dei fondi – serviranno al Comune per i passaggi preliminari alla progettazione, che consisterà principalmente nell’aggiornamento di un vecchio progetto dell’opera datato 2013-2014. A progettazione completata si avrà una stima più dettagliata della spesa, a partire dalla quale l’amministrazione comunale si attiverà per reperire eventuali altre somme necessarie per arrivare al risultato. «Siamo convinti che Bassa Valsugana, Alta Valbrenta, Feltrino ed Enego devono ragionare e programmare sempre più insieme – conclude Ferazzoli – Una serie di aree periferiche, se ragionano in questo modo, possono diventare baricentriche e offrire molto di più di quanto farebbero singolarmente».