In corsa per la presidenza l'uscente Alessandro Frizzarin, il sindaco di Vo' Mauro Delluniversità e quello di Cervarese Santa Croce Massimo Campagnolo. Nessuno con competenze ambientali
Un parco regionale naturale. Una storia a gestione politica, con tre candidati alla sua presidenza sempre e solo nominati da Venezia. è l’unica area protetta di Padova quella dei Colli Euganei, considerata il polmone verde della città patavina. Circa 19 mila ettari di colline di origine vulcanica, 15 Comuni, che nei secoli hanno catalizzato l’interesse di poeti e scrittori come Francesco Petrarca, pittori romantici e amanti della natura. Tutti sentimenti che dal 10 ottobre 1989 sono stati riassunti nella legge regionale n.38, che sanciva la nascita del Parco regionale dei Colli Euganei. In realtà, alla poesia e bellezza, si è frapposta una costante volontà politica, che maschera da sempre l’identità naturalistica del luogo. Non è un segreto che il Parco nacque allora per intenzione politica. Il Parco da allora non ha mai trovato pace, sia con i rapporti verso i residenti, come per gli interessi edilizi, la gestione del patrimonio arboreo e faunistico e la sua stessa promozione. La cosa che balza all’occhio con la prossima nomina del presidente del Parco, rimane quella che al vertice non si sia mai visto un nome titolato sul piano naturalistico. La Regione ha sempre preferito scegliere tra avvocati, giornalisti o liberi professionisti, per un ruolo che invece richiederebbe un minimo di conoscenza naturalistica. Ecco servita allora l’ennesima lizza di coloro che gestiranno il Parco per i prossimi tre anni: l’uscente Alessandro Frizzarin, attivista leghista e avvocato in carica dal 2023; il sindaco di Vo’, Mauro Delluniversità, tecnico commerciale e il sindaco di Cervarese Santa Croce Massimo Campagnolo, politico già direttore del Parco nel 2019, geometra. La domanda resta la medesima: basteranno queste nomine per salvaguardare il Parco Colli del futuro? La risposta è davanti agli occhi di tutti.