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È da poco visibile online la performance di Gorgo di Wolfango Dalla Vecchia, a cura del padovano Alessandro Cozza (classe 1999): unica fonte per conoscere e apprezzare, sotto tutti gli aspetti, questo rivoluzionario brano per multipercussione. Ce ne parla l’esecutore (a cui si deve anche il lavoro di restauro della partitura).
Qual è l’importanza di quest’opera ritrovata?
«È sempre bello quando si ritrova un brano, quando un compositore scrive in un dato momento della vita e poi, per qualche ragione, il lavoro rimane da parte. Gorgo è una delle ultime composizioni di Dalla Vecchia, aveva avuto pochissime esecuzioni al tempo. Per me ha un grande valore, mi ha insegnato moltissime cose, sia musicalmente che da un punto di vista teorico ed estetico. Una persona che abita a Chicago e che ho conosciuto pochi mesi fa durante un corso in cui ero assistente mi ha mandato una foto della partitura (edizione curata da Cozza e pubblicata da Armelin Musica, ndr) dalla biblioteca della Northwestern University: il fatto che sia arrivata oltreoceano è significativo dell’importanza».
Essendo una rarità come tipologia di brano, un “assolo” di percussioni, avrà su tutto un valore didattico: è così?
«Oggigiorno cominciano a esserci più composizioni sul tipo, ma all’epoca i brani per multipercussione erano pochi e quindi tra gli obiettivi di Dalla Vecchia c’era sicuramente anche quello di accrescere il repertorio. È stato il suo primo brano per sole percussioni, il penultimo composto. Gli spunti didattici sono molti, perché non è, appunto, un lavoro solamente musicale, e richiede un approccio visivo da parte del musicista: spostandosi su un grande spazio l’esecutore è come un ballerino che si muove su un palco».
Dalla Vecchia è legato al nostro territorio, tuttavia considerato a livello nazionale ed internazionale.
«È sicuramente uno dei compositori di spicco del 20° secolo, importante per la nostra città in quanto si trasferisce a Padova e qui comincia poi a insegnare al Conservatorio, facendo anche il direttore per alcuni anni. Una grossa fetta di compositori ancora in attività, emersi tra gli anni Settanta e i Novanta, escono dalla sua scuola. Era inoltre un punto di riferimento anche per gli organisti, essendo lui organista».
Oggi Gorgo è anche una performance visibile su YouTube.
«È l’unica versione audio-video attualmente reperibile del brano, delle performance di Antonio Segafredo (il primo esecutore, ndr), da quanto ne so, non esistono registrazioni. Si tratta dunque dell’unica fonte esistente per ascoltare il pezzo. In secondo luogo, visivamente è qualcosa che potrebbe sorprendere anche chi non ha un’esperienza musicale sulla composizione o sulle percussioni. Il brano è impegnativo, sono 20 minuti senza mai una pausa vera e propria: si passa dai momenti più distesi al finale vorticoso, come scrive lui, quindi è veramente un turbine o un “gorgo”, appunto. Bisogna mettersi a disposizione dell’ascolto, ma penso ne valga la pena».
Qual è la storia musicale di Alessandro Cozza e come mai le percussioni?
«Sono l’unico musicista in famiglia, in senso stretto, poi mio nonno paterno suonava l’organetto per passione, mentre mia madre cantava nel coro della chiesa. Mi hanno raccontato che a un anno avevo già in mano dei mestoli e che li battevo ovunque, mentre la mia prima batteria giocattolo l’ho ricevuta a tre anni. Andavo a vedere i concerti della banda del mio paese e a sei anni ho cominciato con le prime lezioni. Nasco quindi come batterista. Dopo il liceo ho dovuto scegliere fra batteria jazz e percussioni classiche: la mia filosofia mi porta sempre a fare la cosa, non dico più difficile, ma quella più lontana e con la strada più tortuosa. Ed eccomi qui».
Nel 2025 Cozza partecipa alla realizzazione dell’edizione critica e al restauro della partitura di Gorgo – Assolo per multipercussione di Wolfango Dalla Vecchia, pubblicata da Armelin Musica, maturando un’esperienza specifica nell’ambito della ricerca, della revisione e della valorizzazione del repertorio musicale. L’esperienza è anche il tema della sua tesi di diploma di biennio che gli è valsa un 110 e lode, con menzione d’onore. Cozza è un professionista dal curriculum importante (Orchestra della Rai) impegnato in diversi ambiti musicali, dalla musica sinfonica e cameristica alla musica contemporanea, dal repertorio popular (con l’Orchestra ritmico sinfonica italiana di Diego Basso) alla big band e al jazz. Il video è sul canale YouTube @alessandrocozza7825