Fatti | Dal Municipio al Campanile
Una città in cambiamento. Il sindaco: «La programmazione del Pnrr ha avuto la priorità assoluta. Ora in calendario ci sono l’avvio della casa di comunità e la riorganizzazione della medicina territoriale»
L’elezione del 2022 è stato il suo debutto in politica. «Mi ero sempre impegnato in associazioni culturali e di volontariato; da ragazzo avevo fatto l’animatore in parrocchia – racconta Gianmaria Boscaro, sindaco di Vigonza, 36 anni il prossimo 27 agosto, avvocato amministrativista – Mi è arrivata la proposta di costituire un gruppo civico, e così con alcuni amici ho fondato la lista Prima Vigonza. Poi è arrivata la richiesta di candidarmi a sindaco. Dopo la nascita della civica sono arrivati nella coalizione i partiti di centrodestra, la Lega, Fratelli d’Italia, l’Udc e Forza Italia».
«Da quando mi sono insediato fino a un mese fa, la programmazione del Pnrr ha avuto la priorità assoluta. Abbiamo gestito una mole di investimenti enorme. Penso ad esempio al rifacimento integrale della scuola media di Codiverno, un’opera da 4 milioni e mezzo. Oppure al nuovo asilo nido, costato 2,6 milioni di euro. E poi ancora le mense, il rifacimento del campo sportivo, l’abbattimento delle barriere architettoniche al castello dei Da Peraga. Ce l’abbiamo fatta, ma non era scontato. Basti pensare che, per rispettare i tempi, il terreno per l’asilo nido l’abbiamo comprato in un mese con una trattativa diretta».
Adesso, dunque, si mette mano al programma elettorale: «Speriamo, in questo anno e poco più che manca al voto, di aggiungere qualche altro risultato. Ci sono l’avvio della casa di comunità e la riorganizzazione della medicina territoriale». Intanto Vigonza guarda con grande interesse all’avvio della seconda linea del tram di Padova. «Il primo stralcio di lavori del Sir 2, che è in esecuzione da Rubano a Vigonza contempla anche un piccolissimo tratto nel nostro Comune, con l’arrivo alla stazione di Busa. Abbiamo ereditato il progetto e pertanto è giusto riconoscere i meriti a chi ci ha preceduto. Però non era chiaro dove arrivasse il tram. Abbiamo affidato, a spese nostre, uno studio trasportistico che ha individuato tre possibili soluzioni per l’arrivo: Capriccio, Peraga, Vigonza centro. Il punteggio più alto, in base al bando ministeriale, poteva averlo Capriccio. Credo nell’utilità del mezzo perché Vigonza è forse l’unico Comune della Cintura urbana che non ha mai avuto un collegamento diretto con il capoluogo».
Sono due, al momento, le occasioni di collaborazione fra Vigonza e Padova. «La prima è il tavolo dei sindaci del Sir 2, l’altra è il Co.Me.Pa. La Conferenza Metropolitana di Padova, che riunisce 16 sindaci della cintura urbana, dove Vigonza ha una delle vicepresidenze». Ma esiste pure un rapporto strettissimo con il Camposampierese, con cui si sviluppano tutti i servizi socio-sanitari. «L’Ats Padova ha sede a Vigonza, e siamo una delle sedi dei distretti socio-sanitari dell’Alta Padovana. Abbiamo poi contatti continui con la Riviera del Brenta, con i sindaci di Stra, Fiesso d’Artico e Pianiga e poi con Cadoneghe e Vigodarzere».
I rapporti con la parrocchia di Vigonza? «Sono ottimi, don Alessandro Spiezia è il mio parroco. Come amministrazione collaboriamo bene non solo con lui, ma con i cinque parroci che operano nel Comune. Con tutte le parrocchie abbiamo anche sottoscritto delle convenzioni in base alle quali abbiamo finanziato la realizzazione, all’interno delle aree parrocchiali di alcuni impianti sportivi, che siano fruibili dall’intera comunità cittadina».
Il parroco: «La partecipazione dei giovani è meno abitudinaria, chi viene fa una scelta responsabile. Numerosi poi i progetti che condividiamo con l’amministrazione»
Nel paese dei sette campanili a don Alessandro Spiezia, insediatosi nel 2018, ne sono toccati due. «Faccio il parroco di due comunità: Vigonza, che è quella centrale, intitolata a Santa Margherita, e poi Peraga, che è quella vicina. Fino all’anno scorso facevamo parte dell’unità pastorale che comprendeva Pionca e Codiverno. Nel 2025 abbiamo avviato, su indicazione della Diocesi, una collaborazione pastorale: quindi a Vigonza, Peraga, Pionca e Codiverno si sono aggiunte Busa e Perarolo, che fanno sempre parte del Comune. Il referente della collaborazione è don Andrea Segato».
Vigonza è un Comune che si allarga e dove si stanno costruendo diverse case nuove. «Possiamo contare su un contesto di prima periferia della città, alla quale approdano parecchie famiglie giovani che si spostano qui dal capoluogo perché vi trovano ancora spazi verdi. Altri nuclei arrivano dal Veneziano perché magari lavorano a Padova. Questo è un territorio ben servito, con banche, poste, scuole, supermercati e la fermata del treno. Sul versante della formazione spirituale da tre anni, abbiamo la fortuna di avere con noi un prete, don Francesco Trovò, dedicato proprio a seguire i ragazzi e i giovani, soprattutto delle medie e delle superiori. La partecipazione oggi è meno abitudinaria di un tempo, quando come luogo di aggregazione c’erano solo la parrocchia e il patronato; chi viene fa una scelta responsabile».
Dopo il grest in giugno nelle parrocchie di Vigonza-Peraga e Codiverno-Pionca, per i ragazzi dalla prima elementare alla seconda media, a luglio ci saranno i campi scuola: prima e seconda media a Tonezza del Cimone; terza a Lastebasse; prima superiore a Santa Giustina Bellunese; seconda a Rimini; la terza ad Assisi; quarta, quinta e gruppo giovani ad agosto a Cracovia in Polonia.
Ma a Vigonza si fa formazione spirituale anche per gli adulti. «Abbiamo una fascia interessante, di cui fanno parte i genitori dei bambini delle due scuole dell’infanzia, di Peraga e di Vigonza, che vengono coinvolti nelle attività educative. Per le mamme e i papà degli alunni della scuola elementare ci sono le attività della catechesi».
Sul fronte assistenziale operano il gruppo Caritas parrocchiale, che tutte le settimane si ritrova in patronato, il giovedì mattina, per dare un primo aiuto, per borse spesa e vestiti, a chi ne ha bisogno. A livello vicariale c’è poi il centro di ascolto che si attiva per le bollette, i contratti di lavoro, l’insegnamento della lingua italiana agli stranieri e l’accompagnamento di situazioni abitative particolari.
Quanto ai rapporti con il sindaco e con il municipio di Vigonza, don Spiezia li definisce «ottimi». «Sono numerosi – argomenta il parroco – i progetti che condividiamo con l’amministrazione. A livello locale, al di là degli schieramenti politici e del colore dei vari partiti, quel che conta è l’intesa fra le persone, il fatto di conoscersi, aiutarsi, sostenersi. E anche di correggersi, perché a volte si può capire dove si può fare di più e meglio».
L’ultima settimana di agosto Vigonza celebrerà invece la sua patrona, Santa Margherita, con la sagra paesana. «Il mio obiettivo è di rendere i laici sempre più partecipi della vita e dell’attività della parrocchia. Stiamo passando da un modello, consolidato negli anni, dove il parroco era un po’ il capo incontrastato della parrocchia, a un modello in cui i laici sono sempre più coinvolti e protagonisti. Pertanto dobbiamo provare, per quel che è possibile, a condividere il lavoro, a trovare disponibilità, a decidere insieme. Questo è il macrotema, anche perché noi preti saremo sempre di meno».