Monselice. Tanti i fedeli che “fanno visita” a san Valentino
L'oratorio che conclude il sacro percorso custodisce le spoglie di santi e martiri, tra cui san Valentino, protettore dall'epilessia. Due i momenti più sentiti dell'anno: la festa del santo, il 14 febbraio, e quella di Tutti i santi, il 1° novembre
Il santuario delle Sette Chiese giubilari è per importanza il cuore devozionale di Monselice, ma per i fedeli è forse più immediata la devozione al “santuario nel santuario”, ovvero l’oratorio che conclude il sacro percorso, dove si può sostare in preghiera e dove sono realmente contenute reliquie e spoglie di santi e martiri. Tra tutte, l’oratorio contiene le spoglie di san Valentino presbitero e martire, che la tradizione locale vuole protettore dall’epilessia, soprattutto infantile. Per questo l’oratorio è visitato in particolare il 14 febbraio di ogni anno, festa di san Valentino, occasione in cui chi vi si reca in visita può ricevere una chiavetta benedetta con l’effigie del santo, emblema degli strumenti usati, nei secoli passati, per soccorrere chi soffriva di attacchi di epilessia. Oggi essa aiuta simbolicamente ad aprire il cuore al bene. Nel 1791 il santuario, fino allora ancora cappella privata della famiglia Duodo, venne ufficialmente aperto al pubblico consentendo a tutti di visitare il luogo di devozione, dove erano e sono ancora presenti i corpi di ventisette martiri: ecco quindi che l’altro momento importante dell’anno è la festa di Tutti i santi, il 1° novembre, quando migliaia di pellegrini affollano la cittadina euganea sia per le attrazioni dell’importante fiera annuale, sia per salire al santuario. La via sacra oltre la “porta romana”, oltretutto, è considerata, come l’ha definita il poeta Gian Antonio Cibotto, una delle passeggiate più belle del Veneto.