Fatti | Calcio Padova
Dopo il successo di Pisa, alla seconda giornata il Padova affronta un’altra retrocessa dalla Serie A: il Verona. Un derby che manca dalla stagione 2018-19, quando all’andata finì 1-1 (Almici per i gialloblù, Ravanelli per i biancoscudati) e al ritorno i patavini vinsero 3-0 (doppietta di Mbakogu e rete di Morganella). Torna un classico del calcio veneto e l’Euganeo si prepara al pienone: entrambe le curve sono già esaurite e, dopo i 6.324 abbonamenti sottoscritti, è molto probabile che si superi quota 11mila.
I biancoscudati arrivano con grande entusiasmo, sia per la vittoria di domenica scorsa sia per il colpo di mercato del direttore sportivo Mirabelli, che, sbaragliando la concorrenza, ha portato all’ombra del Santo la punta di peso invocata da tempo: Gabriele Artistico. L’attaccante romano, 24 anni, arriva dalla Lazio a titolo definitivo per 3,5 milioni dopo la scorsa stagione allo Spezia, chiusa con 14 gol (13 in campionato, 1 in Coppa Italia) e un assist: il pacchetto offensivo è completo. Nota meno lieta l’infortunio di Zanimacchia: gli esami hanno evidenziato una frattura alla base del quinto metatarso del piede sinistro, con conseguente intervento chirurgico. Di fronte ci sarà una squadra reduce dalla sconfitta interna all’esordio (2-1 contro l’Ascoli), a caccia dei primi tre punti e sostenuta da oltre 1.500 tifosi al seguito.
L’ultimo incrocio in Serie BKT risale al 20 gennaio 2019, quando i biancoscudati si imposero per 3-0. Da allora il bilancio sorride al Padova: il Verona non batte i patavini da sei partite di campionato (tre pareggi e tre successi biancoscudati) e per ritrovare un’affermazione degli scaligeri bisogna tornare al 15 febbraio 1998, quando al Bentegodi finì 5-1. All’Euganeo il dato è ancora più netto: sette gare interne senza sconfitte (quattro vittorie e tre pareggi), cinque delle quali chiuse senza subire reti, e un’ultima espugnazione veronese datata 28 gennaio 1968 (1-2).
I momenti di forma, però, viaggiano in direzioni opposte. Dopo cinque ko consecutivi, il Padova ha vinto cinque delle ultime sei gare, comprese le tre più recenti: con un altro successo infilerebbe quattro vittorie di fila per la prima volta dal maggio 2011, quando in panchina c’era Alessandro Dal Canto. Il Verona, sommando l’ultima partecipazione al torneo (2018-19) e la prima giornata di quest’anno, ha vinto una sola delle ultime dieci sfide di categoria (quattro pareggi e cinque sconfitte): il 2-1 al Foggia del maggio 2019, griffato dalla doppietta di Samuel Di Carmine. Attenzione alla produzione offensiva degli ospiti: all’esordio i gialloblù hanno mandato alla conclusione dieci giocatori differenti, meglio solo il Vicenza. Occhio a Samuele Mulattieri, a segno contro l’Ascoli e capace di andare in gol con cinque maglie diverse in ciascuna delle cinque stagioni disputate in Serie BKT. Sul fronte biancoscudato il riferimento è Pietro Fusi, andato a referto nelle ultime due gare di categoria (assist al Cesena lo scorso maggio, rete al Pisa domenica).
Alla vigilia del primo appuntamento davanti al pubblico dell’Euganeo, Antonio Calabro si presenta in sala stampa con la lucidità di chi sa che il lavoro è appena cominciato, e parte dai margini di crescita: «Ci sono nello stato di forma dei singoli, nell’amalgama di determinati movimenti in entrambe le fasi, nelle transizioni. C’è tanto da migliorare; solo il tempo può farlo». Nessun allarme, però: «Quello che ho visto fino ad adesso mi lascia soddisfatto».

Sugli indisponibili il quadro è chiaro: «Tranne Zanimacchia, i ragazzi sono tutti disponibili. Artistico non verrà convocato perché venti giorni fa ha avuto un affaticamento al polpaccio ed è nella fase di recupero». Sui tempi di rientro preferisce non sbilanciarsi: «Lo staff della Lazio ci ha detto che il rientro con la squadra era previsto tra una settimana, poi ci sarà la riatletizzazione. Non rischio di dirti una data».
Parole di grande rispetto per gli avversari: «Una squadra come il Verona, che fino a due mesi fa era in Serie A, ha giocatori importanti in tutti i reparti: di gamba, bravi in transizione e nel palleggio, strutturati». E il debutto degli scaligeri non va letto male: «Non ci deve ingannare il risultato d’esordio: il Verona ha espresso un ottimo calcio e ha avuto occasioni importanti. Non sempre vince chi gioca meglio». Rispetto alla gara di Pisa, avverte il tecnico, cambierà molto, a partire dal sistema di gioco degli avversari: «Le caratteristiche dei loro attaccanti permettono di esprimere le potenzialità meglio fuori casa. Dobbiamo stare attenti quando siamo nella metà campo avversaria, a fermare immediatamente le loro ripartenze». L’insidia è «l’enorme potenziale che questa squadra ha davanti, che può essere espresso sia quando l’avversario ti attacca nella tua metà campo, sia quando sei tu ad attaccare. A tutto c’è un pro e a tutto c’è un contro: quando ci difendiamo nella nostra metà campo possiamo tirare fuori le loro lacune. La partita si svolge non tanto quando le squadre sono ben messe in campo, nell’occupazione degli spazi, ma probabilmente sulle transizioni».
Sulla prima all’Euganeo il tecnico resta fedele al suo equilibrio: «Lo stato d’animo è particolare, ma cerco di tenere sempre un equilibrio importante. Ci sarà un’emozione forte domani, davanti a un palcoscenico di rilievo, con la curva piena».
Per sostituire Zanimacchia le soluzioni non mancano: «Abbiamo Cocchi, abbiamo Di Mariano per completare le due caselle. Mi dispiace per Luca, ma io prendo quello che viene: ho un organico che mi garantisce sempre una prestazione adeguata». Poi le gerarchie: «Se voglio un destro a sinistra ho Di Mariano, se voglio un sinistro c’ho Cocchi; se voglio essere più difensivo posso far giocare Faedo». E sul mercato il messaggio è netto: «Di Mariano rimane, perché non ha sbagliato niente da quando sto qua».
Spazio infine all’attacco. Su Artistico: «Ha una struttura fisica importante, presenza in area di rigore, la capacità di pulire palle sporche e di allungare la squadra negli spazi, oltre a dare una grossa mano in fase di non possesso». Sei attaccanti non spaventano: «Non sono troppi da allenare, sono pagato per allenare», con Moro «in pieno ballottaggio con gli altri cinque». Un’idea, però, ce l’ha già: «La partita dura cento minuti: avrà una storia nel primo tempo, una nei primi venti minuti del secondo e un’altra negli ultimi venticinque, soprattutto con le cinque sostituzioni». Da limare i tiri da fuori concessi al Pisa: «Ci siamo abbassati troppo con la linea di centrocampo. È un aspetto su cui abbiamo lavorato».
PORTIERI: 1 Mouquet, 12 Scaglia, 22 Sorrentino
DIFENSORI: 5 Lovato, 18 Silletti, 24 Carissoni, 27 Dellavalle, 32 Sgarbi, 34 Cocchi, 58 Pastina, 72 Faedo
CENTROCAMPISTI: 6 Giunti, 7 Varas, 8 Fusi, 14 Pompetti, 17 Capelli, 21 Zuelli, 23 Di Mariano, 74 Marcolini
ATTACCANTI: 9 Moro, 10 Caprari, 11 Seghetti, 15 Lasagna, 20 Bortolussi
PADOVA (3-5-2): Sorrentino; Pastina, Lovato, Dellavalle; Cocchi, Fusi, Zuelli, Pompetti, Carissoni; Caprari, Lasagna. All. Calabro
VERONA (4-2-3-1): Leali; Bradaric, Edmundsson, Dawidowic, Oyegoke; Kastanos, Le Borgne; Sarr, Harroui, Compagnon; Mulattieri. All. Baroni
Arbitro: Maresca (Napoli). Assistenti: Fontemurato e Bianchini. IV ufficiale: Drigo. Var: Giua (Olbia), Avar: Aureliano (Bologna). Diretta tv su DAZN e “La B Channel”, radiocronaca su Radio Veneto24.