Fatti | Calcio Padova
Si apre il sipario sulla stagione 2026/2027 del Padova, la prima della gestione interamente in mano al patron Alessandro Banzato, e la prima avversaria è la neoretrocessa Pisa, reduce da un campionato sottotono in Serie A ma che, con gli acquisti fatti quest’estate — Leone, Zanon, Correia, Confente e Petagna, solo per citarne alcuni — e con la scelta di affidarli a Paolo Bianco, il tecnico che ha riportato il Monza in Serie A vincendo la finale playoff contro il Catanzaro, ha dato segnali chiari di voler recitare un ruolo da protagonista. Anche il Padova, però, vuole alzare l’asticella, come dichiarato più volte dalla società: gli acquisti di Zuelli, Pompetti, Carissoni, Zanimacchia e, ultimo in ordine cronologico, il ritorno del nativo di Sant’Elena d’Este Luca Moro, ufficializzato nella mattinata di venerdì, dimostrano come i biancoscudati puntino a una salvezza senza patemi, con l’ambizione di ritagliarsi il ruolo di mina vagante del campionato. Si continua a lavorare anche su un’altra punta: raggiunto l’accordo con la Lazio per Artistico, si attende l’ok del giocatore. Per cautelarsi, il direttore sportivo Massimiliano Mirabelli ha già pronta l’alternativa: Merkaj, 28 anni, attaccante del Südtirol, il cui cartellino la società bolzanina valuta un milione di euro. Per questa partita, però, la squadra di mister Antonio Calabro dovrà fare a meno del proprio pubblico: le autorità competenti hanno infatti vietato la vendita dei tagliandi del settore ospiti ai residenti a Padova e provincia, e potranno assistere alla gara soltanto i possessori della Tessera del Tifoso residenti fuori dalla provincia. Stesse restrizioni per la trasferta di Cremona, in programma domenica 6 settembre.
Un equilibrio quasi perfetto. Le ultime dodici sfide tra Pisa e Padova in Serie BKT raccontano di quattro successi per parte, quattro pareggi e otto gol segnati a testa: difficile immaginare un bilancio più simmetrico. Il problema, semmai, è che di quel bilancio si è persa memoria recente, visto che l’ultimo incrocio nel torneo cadetto risale al 30 gennaio 1994, uno 0-0 all’Arena Garibaldi. E proprio l’Arena resta un fortino: il Pisa è imbattuto in otto delle ultime nove gare interne contro i biancoscudati (sei vittorie e due pareggi), avendo incassato in tutto quel periodo una sola rete, quella dell’1-0 del 3 maggio 1992. I precedenti all’esordio, poi, sorridono ai toscani, imbattuti in nove delle ultime undici prime giornate (cinque vittorie e quattro pareggi, l’ultimo il 2-2 con lo Spezia nel 2024/25), mentre il Padova non vince al debutto stagionale in B da sei edizioni: quattro pareggi e due sconfitte, e per ritrovare un successo bisogna tornare all’agosto 2009, 1-0 al Modena.
Sul campo, il duello promette di giocarsi molto sulla palla ferma. Il Pisa è stata la squadra con la più alta percentuale di gol da situazioni di calcio piazzato nell’ultima Serie A (54%, 14 su 26); il Padova quella che in percentuale ha segnato di più su calcio d’angolo nella regular season di B (28%, 11 reti su 39). Due letture diverse dello stesso spartito. Davanti, il neoacquisto nerazzurro Tommaso Marras arriva forte di sette gol in cadetteria: insieme ad Antonio Raimondo (11) è l’unico classe 2004 ad aver raggiunto quota sette nel campionato 2025/26. Dall’altra parte c’è Mattia Bortolussi, miglior marcatore biancoscudato con dieci centri all’esordio assoluto in Serie B — nessun debuttante ha fatto meglio, solo John Yeboah lo ha eguagliato — e primo giocatore del Padova a chiudere in doppia cifra una stagione regolare di seconda divisione dai tempi di Aniello Cutolo (12) e Diego Farias (10) nel 2012/13. Infine il Padova dovrà fare a meno di capitan Lovato per una squalifica ereditata nel campionato scorso.
Alla vigilia dell’esordio in campionato sul campo del Pisa, mister Antonio Calabro si presenta ai microfoni con uno stato d’animo che riassume in due aggettivi: «Sono sereno e determinato. Queste sono le prime due sensazioni che mi vengono in mente». Sul fronte degli uomini, oltre allo squalificato Lovato, non ci sono defezioni: «Verranno via tutti. Quelli che avevano avuto qualche problemino fisico nella partita contro l’Udinese, (Lasagna e Pastina), sono stati recuperati man mano che ci si avvicinava alla sfida contro il Pisa. Chi prima e chi dopo, ma li abbiamo tutti a disposizione». Nella lista dei convocati c’è anche l’ultimo arrivato, Luca Moro: «È convocato e sarà disponibile. Sono contentissimo del nuovo arrivo: arricchisce un reparto e una squadra già competitivi». Sulle condizioni dell’attaccante e su un suo possibile impiego dal primo minuto, però, il tecnico invita alla calma: «Sta bene e si è allenato. È ovvio che ogni allenatore ha il proprio modo di impostare l’intensità delle sedute. Io ci ho parlato, lui ha dato la piena disponibilità; poi ci sarà da fare un percorso di inserimento, com’è giusto che sia».

Sul tipo di gara che attende i biancoscudati all’Arena Garibaldi, Calabro ha le idee chiare: «Me la immagino come la tipica partita di campionato in cui il Pisa giocherà nel proprio stadio, che mi risulta essere sold out. Cercheranno di partire forte, di imporre il loro gioco, le loro caratteristiche, la loro mentalità e le loro potenzialità. Me la immagino esattamente così». A chi gli domanda se, in questa fase, conti più l’approccio che il rodaggio tattico, il tecnico dà ragione e spiega il perché: «Dici bene, perché in un gruppo che sta prendendo forma, e nel percorso di avvicinamento alla fine di questo calciomercato, è mio dovere non dare troppi input e non pretendere troppe cose dalla squadra. Partiamo da concetti semplici nelle tre fasi: idee chiare per cercare, una volta che il gruppo sarà completo e avremo consolidato queste fondamenta, di allargare ulteriormente le conoscenze. Però già assimilare quelle poche cose semplici e avere un’identità chiara in entrambe le fasi sembra banale, ma per vederlo in campo serve tanto lavoro. Avere un’identità in una squadra che si sta formando il prima possibile ti assicuro che non è affatto semplice. Quando questa sarà consolidata, vorrà dire che c’è stato dietro un grande sforzo, sia da parte dello staff che da parte dei giocatori. Non parliamo di schemi, ma di concetti tecnici, tattici, fisici e, soprattutto, mentali: quelli sono di primaria importanza».
Alla richiesta di anticipazioni sull’undici iniziale, come da copione, arriva un cortese diniego: «È ovvio che non ti posso svelare la formazione. Ho bisogno di tutti e la prestazione dell’ultima partita mi ha dato degli input importanti. In linea di massima potremmo provare a riproporre la stessa strategia; non dico la stessa formazione, perché fino a domani può succedere di tutto avendo ancora un allenamento a disposizione, ma non ci sarà molto da cambiare». Sull’ipotesi di una gara costruita sull’aggressione alla manovra dal basso dei nerazzurri, apre alla suggestione ma avverte sui rischi: «Ci può stare, perché essere aggressivi è una nostra caratteristica. A prescindere dalla zona del campo in cui si va a difendere, le lacune che potremmo evidenziare nella squadra avversaria rischiano di trasformarsi in una loro potenzialità se non riusciamo a contrastarli efficacemente. Se riescono a superare la nostra prima linea di pressione, hanno giocatori davanti che a campo aperto possono mettere in difficoltà non solo i nostri difensori, ma chiunque in questa categoria. Dobbiamo provare a imporre la nostra mentalità a prescindere da quello che farà l’avversario». E quando un cronista gli fa notare quanto sia importante partire col piede giusto per morale, convinzioni e ambiente, taglia corto: «Ovvio, lavoriamo proprio per quello».
Capitolo mercato, con la rosa ancora da completare, dieci giorni alla chiusura e il tema delle possibili uscite: «Quando finirà il calciomercato si potranno fare determinati lavori e andare sul dettaglio oltre che sulle fondamenta. Sapendo che in questi ultimi giorni può succedere di tutto, non mi sbilancio. La rosa è comunque competitiva e completa. Succederà qualcosa? Magari no. Il vero ostacolo non è tanto la composizione della rosa, quanto le tempistiche del mercato: solo alla fine hai la certezza di poter lavorare su tutto il gruppo in modo definitivo. In uscita può succedere di tutto e non ci sono certezze». Nessun peso, invece, ai pronostici che inseriscono il Padova tra le outsider da playoff, con una risposta rivolta direttamente alla sala stampa: «Penso che anche voi siate abituati a pronostici che vengono spesso disattesi. Io non guardo tantissimo queste previsioni, anche perché sapete benissimo com’è il campionato di Serie B: è un torneo subdolo, complicato e difficile. Se non hai l’atteggiamento giusto e l’umiltà, fai fatica, perché trovi sempre compagini molto attrezzate. Varia troppo, ma è il campionato più bello d’Italia proprio per la sua imprevedibilità. Chi fa pronostici alla vigilia di una Serie B, rischia quasi certamente di essere smentito alla fine». Un ragionamento che vale anche per il Pisa, indicato sulla carta tra le prime favorite: «Sarà un campionato difficile per tutti, anche per loro, per il Verona o per la Cremonese. L’anno scorso abbiamo assistito a situazioni incredibili: chi l’avrebbe mai detto che una squadra, dopo aver fatto la finale playoff l’anno precedente (La Spezia), potesse poi retrocedere? Nessuno lo avrebbe pensato. Quindi bisogna avere l’occhio vivo e le antenne sempre ben dritte».
Tornando alla serenità e alla determinazione dichiarate in apertura, Calabro spiega da dove nascono: «Non sono soddisfatto per quello che ho raccolto a livello di risultati, semplicemente perché abbiamo giocato una sola partita ufficiale. Anche se mi ha soddisfatto per la prestazione sotto molti aspetti, è ancora troppo poco per accontentarsi del risultato in sé. Tuttavia, sono sereno per come vedo operare e pensare la società, la proprietà, e per come lavorano gli addetti ai lavori e i miei giocatori. Questa è la base della mia serenità e della determinazione nel dover fare determinate cose insieme alla società e soprattutto con il gruppo squadra». Promosso, senza riserve, il lavoro del club sul mercato: «Sono molto contento di chi è arrivato e di chi è rimasto. Le conferme sono state sempre figlie di un pensiero condiviso e di valutazioni molto accurate. Posso assicurarvi che anche per gli acquisti in entrata sono state fatte osservazioni estremamente dettagliate». Quando poi gli viene chiesto se, dopo aver definito la Serie B il campionato più bello, difficile e divertente d’Italia, questa sia anche la squadra più bella, forte e divertente che abbia mai allenato, il tecnico ribalta la domanda con un aggettivo tutto suo: «Manca un aggettivo: io vorrei che fosse “ergonomica”. Non mi interessa che sia bella, forte o divertente se poi non è ergonomica, ossia se non raccoglie concretamente sul campo quanto produce. Questa concretezza è la base e la forza su cui voglio lavorare. Se giochiamo bene, dobbiamo pretendere di vincere. È questa la forza che racchiude tutti gli altri aggettivi»
Infine, il rapporto con la classe arbitrale, in particolare con la designazione di Perri, già arbitro incontrato da Calabro nelle stagioni scorse: «Al di là di qualche alto e basso – che spesso capita per colpa mia e non degli arbitri – ho un rapporto di grande rispetto con tutti. Con lui, poi, ci sono ricorrenze positive: ricordo che è stato l’arbitro di una finale playoff che ci ha visti vincere. Inoltre, il mio primo anno in Serie B ci ha arbitrato quattro volte ed è sempre arrivato un risultato positivo. Quindi, è decisamente un arbitro che mi suscita pensieri positivi».
PORTIERI: 1 Mouquet, 12 Scaglia, 22 Sorrentino
DIFENSORI: 18 Silletti, 24 Carissoni, 27 Dellavalle, 32 Sgarbi, 34 Cocchi, 58 Pastina, 72 Faedo
CENTROCAMPISTI: 6 Giunti, 7 Varas, 8 Fusi, 14 Pompetti, 17 Capelli, 21 Zuelli, 23 Di Mariano, 74 Marcolini, 98 Zanimacchia
ATTACCANTI: 9 Moro, 10 Caprari, 11 Seghetti, 15 Lasagna, 20 Bortolussi
PISA (4-3-3): Confente; Zanon, Caracciolo, Canestrelli, Leris; Leone, Vural, Loyola; Marras, Petagna, Tramoni. All. Bianco
PADOVA (3-5-2): Sorrentino; Pastina, Sgarbi. Dellavalle; Zanimacchia, Fusi, Zuelli, Pompetti, Carissoni; Caprari, Bortolussi. All. Calabro
Arbitro Mario Perri (sezione di Roma 1). Assistenti: Alassio e Luciani. IV ufficiale: Mucera. Al Var ci sarà Alessandro Prontera della sezione di Bologna, Avar affidato a Camplone (sezione di Lanciano). (Diretta Tv DAZN, “La B Channel”, diretta radiofonica su Radio Veneto24)