Fatti | Calcio Padova
Tra i volti storici del settimanale Topolino c’è il professor Marlin, lo scienziato che ha costruito la macchina del tempo custodita nei sotterranei segreti del museo di Topolinia, dove lavora insieme all’archeologo Zapotec. Sono decine le storie del settimanale che ha cresciuto generazioni di lettori in cui quell’invenzione diventa il motore della narrazione. Cosa c’entra con il Padova? Che per rivedere una vittoria biancoscudata alla prima giornata di Serie B serve davvero la macchina di Marlin, con data di destinazione 21 agosto 2009: diciassette anni fa, all’Euganeo, il Padova neopromosso piegò il Modena per uno a zero con una rete di Di Nardo nella ripresa. Da allora, sette debutti in cadetteria e mai più tre punti. Ieri, sul campo del Pisa, l’attesa è finita. Il Padova ha portato a casa la prima vittoria della stagione con il gol di capitan Fusi — fascia al braccio per l’assenza di Lovato, squalificato — al termine di una gara equilibrata, decisa da un dettaglio: la pressione alta sui portatori di palla. Confente, braccato da Lasagna, ha sbagliato il disimpegno e ha consegnato il pallone al centrocampista biancoscudato, che ha firmato la rete dei primi tre punti.
Nessuna sorpresa tra i ventidue scesi in campo dal primo minuto: 3-5-2 per il Padova, con Sorrentino tra i pali e Dellavalle, Sgarbi e Pastina a comporre il pacchetto arretrato; Carissoni e Zanimacchia sulle fasce, rispettivamente a destra e a sinistra, Zuelli in regia affiancato da Pompetti e Fusi; in attacco spazio al duo Caprari-Bortolussi. 4-3-3 per il Pisa di Bianco, con Confente in porta e una linea difensiva composta da Zanon (a lungo inseguito dai biancoscudati durante l’estate), Caracciolo, Canestrelli e Leris; a centrocampo Leone, Vural e Loyola; tridente offensivo formato da Marras, Petagna e Tramoni.
Il primo tempo dell’Arena Garibaldi ha raccontato un copione chiaro: Pisa padrone del gioco, Padova ordinato e pronto a colpire in ripartenza. I nerazzurri hanno messo la testa avanti già al 5′, quando la sponda di Zanon ha liberato Petagna in area: il contrasto di Sorrentino ha però reso il rimpallo velenoso e Marras, a un passo dalla porta, non ha trovato lo specchio. La risposta biancoscudata è arrivata immediata, con il cross di Dellavalle per Caprari e, al 10′, con due calci d’angolo consecutivi battuti dall’ex Monza. Poi, però, il campo si è inclinato: al 17′ Vural ha impegnato Sorrentino da fuori area e il portiere ha volato a deviare in corner, al 26′ è toccato a Zanon provarci dai venticinque metri, con l’estremo difensore ospite ancora attento a respingere di pugni. In mezzo, un tentativo deviato di Fusi che ha costretto Confente alla presa sicura e un’uscita in tuffo di Sorrentino sul traversone di Tramoni. Al 31′ è stata la difesa a salvare i suoi, con Pastina provvidenziale su Petagna lanciato da Leris, e sei minuti più tardi il centrale si è ripetuto in scivolata su un’altra transizione nerazzurra. Il Padova ci ha provato dalla parte di Zanimacchia, che al 38′ ha pescato Bortolussi in area senza però superare l’uscita alta di Confente. L’ultimo brivido porta la firma di Tramoni: doppio dribbling su Dellavalle e Pastina al 42′ e destro secco di poco a lato. All’intervallo, uno 0-0 che il Padova si è dovuto sudare.
La ripresa si è aperta con Calabro che ha giocato subito la carta Lasagna al posto di Bortolussi, e il Padova è entrato in campo con un altro piglio. Bastano tre minuti per capirlo: Dellavalle sfonda a destra e mette in mezzo per Caprari, la cui conclusione a botta sicura si spegne sul muro di un difensore. Il Pisa risponde al 52′ con Petagna, murato da un intervento strepitoso dello stesso Dellavalle in scivolata, ma al 55′ i biancoscudati vanno vicinissimi al vantaggio: cross perfetto per la testa di Lasagna, che colpisce il palo esterno. Il gol arriva poco dopo l’ora di gioco, e arriva nel modo più sporco: pressione di Lasagna su Confente, disimpegno sbagliato del portiere nerazzurro e Fusi che non deve far altro che appoggiare in rete a porta vuota. Da lì in avanti è stata resistenza, con tutto lo stadio a spingere i padroni di casa. Sorrentino ha confermato la giornata di grazia all’84’, distendendosi sulla conclusione rasoterra di Ferrah, dopo aver già bloccato a terra lo stesso subentrato al 75′. Il Padova, però, non si è limitato a difendere: Cocchi ha impegnato Confente all’86’ e Lasagna ha avuto un’altra occasione nel finale, mentre in pieno recupero il numero 34 si è divorato il raddoppio calciando sull’esterno della rete. Dopo cinque minuti di sofferenza e un giallo a Dellavalle, il triplice fischio ha consegnato ai biancoscudati i primi tre punti del campionato, conquistati con maturità su un campo difficilissimo.
Nel post partita Antonio Calabro non nasconde la soddisfazione, girando però subito i meriti allo spogliatoio: «Sono contento, mando i complimenti ai ragazzi perché hanno fatto una signora partita. Non era semplice, il Pisa è una squadra forte». Il tecnico biancoscudato spiega poi la chiave tattica della serata: «Abbiamo studiato strategicamente una gara in cui restare o altissimi o bassi, perché sapevamo che il rischio che ci saremmo presi stando altissimi ci poteva portare qualche vantaggio, così come è stato in occasione del gol». Un piano completato dal lavoro difensivo: «Inoltre, la chiusura delle traiettorie nella nostra metà campo ci ha permesso di concedere veramente poco. Questo è tutto merito dei ragazzi, di quello che fanno in settimana e della disponibilità che mi danno». Nessuna tentazione di sedersi sul risultato, perché per Calabro il cantiere resta aperto: «C’è sempre da lavorare. Fino all’ultima partita di campionato ci sarà sempre qualcosa che andrà meglio rispetto a qualcos’altro che andrà peggio. Sicuramente oggi ci prendiamo la soddisfazione di aver fatto un grosso risultato al cospetto, ripeto, di una squadra forte, in un palcoscenico con un pubblico importante e senza i nostri tifosi». Proprio ai sostenitori rimasti a casa va la dedica del successo: «A loro mi sento di dedicare questa vittoria, perché l’entusiasmo che si sta respirando a Padova è travolgente e avremmo voluto condividere con la tifoseria questa prestazione e, di conseguenza, questa vittoria. Giocare fuori casa senza tifosi non è mai semplice; oggi lo abbiamo fatto e sappiamo bene quanto abbiano sofferto a non essere presenti». Sul cambio di Bortolussi, il mister chiarisce che non si è trattato di un problema fisico: «No, è stata una scelta tattica, perché Lasagna non aveva la salute per giocare gran parte dei minuti in questa partita e le caratteristiche di Kevin a noi servono tanto. Quindi me la sono rischiata, ho pensato che fosse più opportuno farlo giocare nel secondo tempo. Avrei voluto inserirlo dopo un quarto d’ora della ripresa, ma l’ho fatto prima perché avevo bisogno di qualcuno che mi allungasse la squadra». Infine, un passaggio sulla lettura della gara già anticipata alla vigilia, quando aveva volutamente mantenuto un profilo vago: «Sì, ho i miei giornalisti che mi fanno domande sulla strategia e sulla formazione. Sanno che non è che io non voglia rispondere, ma ovviamente preferirei non dare vantaggi agli avversari svelando quello che andremo a fare in campo. Quindi cerco sempre di essere un po’ vago. Tuttavia, sapevamo cosa fare. Quando ho detto che, a prescindere dall’avversario, avremmo dovuto mettere la nostra identità in campo, mi riferivo proprio a quello. L’ho presa larga, ma il concetto era che saremmo venuti a Pisa cercando di trarre vantaggio da quelle poche lacune che questa squadra ha. Una di queste poteva essere proprio qualche pallone perso in fase di costruzione avanzata».
A decidere la sfida dell’Arena Garibaldi è il capitano Pietro Fusi, fresco di rinnovo di contratto, che racconta le sensazioni provate al momento del gol: «Sicuramente emozioni super positive, sia personali che di squadra, perché ci tenevamo a iniziare bene. Quando ho visto la palla entrare piano piano è stato un momento di sollievo, di gioia totale. È come se mi fossi liberato di un po’ di nervosismo, perché iniziare non è mai facile. Iniziare bene, soprattutto in questo stadio e contro una squadra così forte, è fondamentale. Quindi dai, siamo contenti, soprattutto per la squadra». Un successo però vissuto a metà, per l’assenza forzata del tifo biancoscudato: «È sicuramente una grande perdita, soprattutto per il tifo che ci ha seguiti per tutto l’ultimo anno. Lo abbiamo visto anche a Udine: c’era tantissima gente che ci ha supportato dal primo all’ultimo minuto. Infatti, quando abbiamo fatto gol, non poter esultare con loro è stato un po’ brutto. Sappiamo però che ci supportano da casa e da altrove, anche se non sono allo stadio, e sicuramente lo facciamo sempre per loro». Poi il riferimento all’atteggiamento richiesto dal tecnico: «Sputiamo sangue e corriamo sempre. Questa è un po’ l’idea del mister: dare tanta intensità e voler ripartire veloci. Credo che oggi, per buona parte della gara, lo abbiamo fatto». Infine, spazio alla dedica personale per la rete che ha deciso il match: «La volevo dedicare alla mia neomoglie. Ci siamo sposati quest’estate, quindi la dedico a Viola, mia moglie».
La seconda giornata vedrà il Padova debuttare tra le mura amiche dell’Euganeo sabato alle 21, quando in città arriverà il Verona per un derby veneto che manca dalla stagione 2018-2019. Un classico del calcio regionale, contro un’avversaria che come il Pisa arriva dalla retrocessione dalla Serie A e che si presenterà con il coltello tra i denti: i gialloblù di Baroni hanno infatti perso all’esordio in casa contro l’Ascoli per 1-2, rimontati nella ripresa dopo essere passati in vantaggio con Mulattieri. Ma il Padova ha dimostrato di esserci. Insomma, chi ben comincia…