Fatti | Calcio Padova
Finisce 1-0 per l’Udinese e perdere non piace mai, come detto alla vigilia da mister Calabro, ma la prestazione offerta dai biancoscudati dimostra che la squadra è sulla strada giusta, sia per il gioco espresso sia per la capacità di rimanere in partita contro un avversario ormai consolidato in Serie A. Unica nota negativa la mancanza di concretezza sotto porta, qualità invece mostrata dai friulani, che hanno deciso il match con la rete di Davis al 34′ del primo tempo. Ora manca una settimana al debutto in campionato, con il mercato sullo sfondo che può ancora aggiungere qualche pedina (specialmente in attacco) allo scacchiere di Antonio Calabro.
Nella prima partita ufficiale della stagione il Padova si schiera con il 3-5-2 con Sorrentino tra i pali, difesa con Dellavalle, Sgarbi e Pastina; a centrocampo Zanimacchia sulla fascia sinistra, Carissoni sulla fascia destra, Zuelli in regia con Pompetti (esordio in biancoscudato per lui) e Fusi a sostegno. In attacco il duo Caprari e Lasagna (ex di turno, essendo tra le file dei friulani dal 2017 al 2021).
L’Udinese risponde con un 3-4-2-1 con Okoye in porta, Abankwah, Palma e Solet a comporre la linea difensiva; Vojvoda, Piotrowski, Karlstrom e Kamara a centrocampo; Zaniolo ed Ekkelenkamp a sostegno dell’unica punta Davis.
Un primo tempo di buona personalità per il Padova, che però va al riposo sotto di un gol. Avvio propositivo dei biancoscudati, pericolosi già al 5′ con un cross basso dalla destra e subito dopo con un calcio d’angolo; al 17′ e al 19′ è Lasagna a provare a innescare la ripartenza, ma trova la strada sbarrata prima da Palma — deviazione in corner — poi da Kamara. L’Udinese risponde al 21′ con Zaniolo, che prova ad approfittare di un’incertezza della retroguardia ospite senza però superare Sorrentino. Dopo il cooling break del 23′ i veneti alzano il baricentro: al 26′ il traversone velenoso di Zanimacchia dalla sinistra è respinto da Solet, al 28′ è Pastina a chiudere Kamara in fallo laterale. Intorno al 30′ Zaniolo si accentra e lascia partire un sinistro dalla distanza che non trova lo specchio; due minuti più tardi Karlstrom finisce sul taccuino dell’arbitro per un fallo di mano su ripartenza di Fusi. Il vantaggio arriva poco dopo la mezz’ora: manovra avviata da Zaniolo, rifinitura di Solet e stoccata di Davis, che con controllo e girata mancina infila l’angolino alle spalle di Sorrentino. Il portiere biancoscudato si ripete al 39′ su Ekkelenkamp — intervento straordinario poi vanificato dal fischio per pallone uscito nell’azione di Kamara — e soprattutto al 43′, quando Zaniolo si presenta solo davanti a lui e si fa ipnotizzare da Sorrentino tentando il pallonetto di scavetto. Si va all’intervallo sull’1-0.
Calabro rompe subito gli indugi e all’intervallo manda in campo Bortolussi al posto di Lasagna, con il Padova che riparte propositivo. Al 48′ Pastina anticipa Davis e manda in corner, ma al 53′ lo stesso difensore ha la peggio in uno scontro di gioco con l’attaccante bianconero e resta a terra. L’Udinese si affaccia dalle parti di Sorrentino con Davis, che arriva a tu per tu con il portiere trovando però una risposta sicura. La girandola dei cambi cambia i connotati della partita: al 62′ Runjaic richiama Davis e Zaniolo per Buksa e Gueye, mentre Calabro toglie Pompetti e Pastina — quest’ultimo per un problema muscolare — inserendo Lovato e Di Mariano e passando di fatto ai tre attaccanti. Nel mezzo il Padova costruisce le sue occasioni: al 61′ il cross di Carissoni finisce in corner, sullo sviluppo Dellavalle non trova la porta di testa. Al 68′ l’Udinese sfiora il raddoppio con Ekkelenkamp, servito all’indietro in contropiede da Gueye, ma il sinistro dai venti metri termina alto. Nell’ultimo quarto d’ora, con la stanchezza che si fa sentire, i biancoscudati alzano il forcing: al 74′ Di Mariano pesca Varas in area, il tap in non riesce da ottima posizione; all’81’, dopo l’incursione di Cocchi sulla sinistra, Fusi viene anticipato in extremis al momento del tiro. Ci prova anche Bortolussi con un diagonale deviato in angolo, mentre all’87’ un traversone velenoso di Fusi viene respinto da Gomez. Nei cinque minuti di recupero il Padova insiste: al 91′ il corner di Cocchi trova Dellavalle che appoggia per Bortolussi, conclusione di poco a lato; al 93′ il traversone di Zanimacchia si spegne sul fondo; al 94′ un’uscita alta di Okoye su punizione manda a terra Lovato, ma l’arbitro lascia proseguire. Finisce 1-0: passa l’Udinese, il Padova esce dalla Coppa Italia a testa alta. Ora testa al campionato, con Pisa all’orizzonte.
Antonio Calabro, mister del Padova, è soddisfatto al termine della gara di Udine. Il tecnico biancoscudato parte proprio dal rammarico per l’occasione mancata sotto porta, ma sposta subito l’accento sulla personalità della squadra: «Già il fatto che, al cospetto di una squadra di Serie A stabilmente di media classifica, siamo stati in partita fino alla fine, è un segnale importante. Abbiamo concesso poco e creato i presupposti per fare bene. È ovvio che la zampata finale sia mancata, ma preferisco concentrarmi sulla personalità mostrata in campo dal Padova oggi». Poi l’ammissione che pesa più di un risultato: «Onestamente, non pensavo nemmeno io che la squadra fosse già a questi livelli, sia fisici che tattici. Mi inorgoglisce il fatto che i ragazzi abbiano tenuto viva la gara, lottando su ogni pallone e mettendo alle corde l’Udinese, che ha dovuto sudarsi il passaggio del turno».
Un capitolo a parte lo meritano i nuovi arrivati, aggregati al gruppo solo da pochi giorni o settimane. «Sono molto soddisfatto sia di chi ha iniziato, sia di chi è subentrato. Gli ingressi hanno permesso di rialzare il livello di intensità quando la condizione fisica sembrava calare. Nonostante l’Udinese abbia effettuato cambi importanti, nel finale siamo stati noi i protagonisti nel cercare di riprendere la gara». L’unico appunto riguarda la rete incassata: «Analizzeremo il gol subito perché non mi è piaciuto: con la squadra schierata ci siamo fatti schiacciare troppo in quel momento. Forse con più lucidità nelle scelte saremmo potuti essere più incisivi sotto porta, ma questa è solo una piccola fetta di una prestazione che per tre quarti mi ha mostrato solo cose positive».
Non manca il capitolo scelte, a partire dalla difesa e dalla decisione di lasciare inizialmente fuori Lovato: «Sì, Lovato è squalificato per la prima partita di campionato. Non ritenevo opportuno presentarmi alla sfida contro il Pisa senza aver prima provato un assetto difensivo alternativo». Infine il tema attacco: «Di Mariano è entrato bene, ma è vero che le caratteristiche di Seghetti somigliano di più a quelle di Lasagna. Lasagna aveva dato molto fastidio all’Udinese nella prima parte, poi ho preferito non rischiarlo nel secondo tempo a causa di un affaticamento, in vista dell’inizio del campionato. Le caratteristiche di Seghetti sono effettivamente quelle più vicine alle sue».