Fatti | Calcio Padova
Alla vigilia mister Calabro lo aveva detto, di porre la massima attenzione nei primi minuti, perché la Cremonese, reduce da un periodo no, sarebbe entrata in campo con il coltello tra i denti. E invece, fischio d’inizio e subito un uno-due da ko, da far girare la testa e da complicare una partita già difficile di per sé. Sono proprio l’ex Bonazzoli, autore di una doppietta, e il tedesco Licina a consegnare i tre punti ai grigiorossi e a far tornare a casa il Padova a mani vuote. L’unica consolazione il gol di Pompetti in pieno recupero della prima frazione, e la voglia di restare in partita anche dopo il 3-1, che però non è bastata a riaprire davvero i giochi.
Calabro opta per la stessa formazione scesa in campo contro il Verona, con Sorrentino in porta; Dellavalle, Lovato e Pastina in difesa; a centrocampo Carissoni sulla fascia destra, Cocchi sulla sinistra, Zuelli in regia con Pompetti e Fusi mezze ali; in attacco Caprari e Moro. 4-2-3-1 per la Cremonese di Pecchia, con Agazzi tra i pali; Vogliacco (ex di turno), Luperto, Bianchetti e Rocchetti a comporre la linea a quattro; Gerli e Pontisso in mediana, con Licina, Berti e Vandeputte a supporto dell’ex Bonazzoli.
Inizio shock per i biancoscudati. Il Padova non fa in tempo a prendere le misure che si ritrova già sotto: al 1° Vandeputte scappa via sulla sinistra e mette in mezzo un traversone velenoso, sul quale Bonazzoli si avventa in tap in battendo Sorrentino. Partita in salita dopo appena sessanta secondi.
E le cose peggiorano quasi subito. Al 4° arriva il raddoppio grigiorosso, costruito con qualità: Bonazzoli difende la palla spalle alla porta e apre per Berti, che allarga ancora per Licina. Il tedesco confeziona una giocata di grande tecnica, dribbla Sorrentino e infila da posizione ravvicinata. 2 a 0.
I padroni di casa annusano il colpo del ko e continuano a spingere. Al 10° ci prova ancora Bonazzoli, stavolta di testa, ma Sorrentino risponde presente e tiene in piedi i suoi. Al 15° occasione da calcio piazzato per la Cremonese: punizione dal limite battuta da Caprari, la barriera respinge.
Superata la mezz’ora iniziale di sofferenza, il Padova prova pian piano ad alzare il baricentro. Al 20° arriva il primo segnale: traversone dalla sinistra e stacco imperioso di Moro, che però non trova lo specchio e manda alto sopra la traversa. Al 24° i biancoscudati costruiscono dalla bandierina, Pompetti mette dentro un buon pallone ma Bianchetti anticipa proprio Moro sul più bello.
Al 30° ancora Padova in avanti, con un colpo di testa a campanile di Cocchi che si spegne senza impensierire Agazzi: conclusione debole, ma il segnale che la squadra ospite è tornata a giocare.
La pressione cresce nel finale di frazione. Al 41° bella discesa sulla destra dei biancoscudati, palla al centro dove Moro tenta il tap in vincente: Agazzi si distende e para a terra.
Il premio arriva in pieno recupero. Al 45° il Padova costruisce l’azione migliore della sua partita: Moro apre per Carissoni, cross rasoterra in mezzo e Pompetti arriva a rimorchio battendo Agazzi. 2-1 e squadre negli spogliatoi con un match che si riapre completamente.
Si riparte senza cambi al 46°, con lo stesso undici che aveva chiuso la prima frazione: il Padova rientra in campo forte dell’inerzia del gol di Pompetti, la Cremonese con la necessità di ricacciare indietro gli ospiti. I grigiorossi si rifanno vivi al 52°, quando Licina prova ad accentrarsi dalla destra per il tiro ma trova la chiusura di Pastina. Al 53° arriva il corner, ed è il segnale che la Cremonese ha ripreso il pallino del gioco. Il colpo che chiude i conti arriva al 55°: Rocchetti se ne va sulla sinistra, arriva sul fondo e serve al centro Bonazzoli, che non sbaglia e firma la personale doppietta. 3-1 e Padova di nuovo costretto a inseguire. Al 56° i primi cambi: dentro Lasagna e Varas, fuori Caprari e Fusi. E proprio nei minuti successivi i biancoscudati provano a rimettersi in partita a colpi di calci piazzati. Al 62° corner e stacco di Lovato, con Agazzi che vola a togliere la palla dall’incrocio; al 63° ci prova Pastina di testa, ancora angolo per il Padova. Al 64° esce Bonazzoli e al suo posto entra Nasti. Al 68° Moro prova la conclusione da fuori area, ma Agazzi è attento e blocca.
Al 71° girandola di sostituzioni: dentro Thorsby, Elia e Fellipe Jack, fuori Licina, Vogliacco e Rocchetti. Un minuto più tardi ancora cambi, con Di Mariano al posto di Cocchi e Capelli che rileva Pastina. L’assalto biancoscudato prosegue. Al 74° Moro calcia ancora dal limite e la palla viene deviata in corner; al 75° arriva l’occasione più nitida della ripresa, con Varas che pennella dalla sinistra e Capelli che gira al volo, ma Agazzi si salva in angolo con un intervento non banale. Al 77° dentro Collocolo per Vandeputte, all’81° Seghetti rileva Moro. All’83° Thorsby si presenta in area ma si incespica al momento decisivo, con Lovato bravo a chiudere lo spazio. All’84° tiro al volo di Di Mariano dalla sinistra: ancora Agazzi in corner, con il portiere che si conferma tra i protagonisti di questo secondo tempo. All’89° la Cremonese sfiora il poker in contropiede: Berti vede l’inserimento di Thorsby sulla sinistra, diagonale secco ma Sorrentino chiude lo specchio con un’uscita provvidenziale. Nei tre minuti di recupero concessi dal signor Manganiello si registrano solo due fiammate. Al 91° Thorsby serve Nasti al limite, ma il tiro a giro si spegne sul fondo. Al 92° è invece il Padova a chiudere in avanti, con il tentativo di Pompetti smorzato da Agazzi.
Un inizio da dimenticare, cinque minuti che hanno indirizzato tutto. Mister Antonio Calabro non cerca appigli: «Non me l’aspettavo nemmeno io un approccio così. Eravamo a conoscenza dell’approccio dell’avversario perché era scontato, e siamo mancati nei contrasti nei primi cinque minuti. Il primo gol troppo facile, la palla recuperata e regalata successivamente con molta superficialità. Secondo gol uguale. Non troviamo alibi, non troviamo scuse». Resta il dubbio sul perché: «Questa settimana non mi hanno dato avvisaglie i ragazzi di superficialità o di mancanza di concentrazione. Fino a pochi istanti prima della partita c’era la tensione giusta, la concentrazione giusta, la cattiveria agonistica giusta». Da lì la scelta di non scoprirsi: «Potevamo soccombere in maniera pesante. Ho visto i ragazzi un po’ spaesati, quindi li ho tenuti compatti, perché vedevo un po’ di titubanza nell’andare a staccare da dietro con il reparto. Ho preferito tenere la partita più aperta possibile, e ci eravamo anche riusciti». Nel mirino l’ampiezza mancata: «Troppi passaggi sulla figura, pochi movimenti senza palla, molti giocatori che volevano ricevere di spalle. La prima volta che abbiamo fatto un lato forte e lato debole abbiamo trovato Carissoni e poi il gol». Sui cambi, pronti proprio mentre nasceva il 3-1: «Gli episodi stasera non sono stati per niente dalla nostra parte, erano pronti già da un bel po’, l’azione non finiva. A chi è entrato devo fare i complimenti». Niente tre punte: «Eravamo già in parità numerica con due attaccanti contro due difensori centrali. Dovevamo incidere sugli esterni, per poi inserirsi con Varas e con Pompetti, così com’è stato in occasione del gol». Il saldo finale: «La squadra non ha perso la testa. Andiamo a casa e facciamo tesoro di quello che è successo».
Gli fa eco Marco Pompetti, autore della prima rete in biancoscudato: «Questi due gol sono stati un colpo duro, nei primi quattro o cinque minuti non ce lo aspettavamo. Ci hanno destabilizzato, la partita è stata un pochino compromessa. Nonostante questo eravamo riusciti a riaprirla». Sulla rete: «È stata una cosa provata ed è poi riuscita. Siamo un gruppo con tanti giocatori nuovi, me compreso, dobbiamo lavorare molto di più rispetto ad altre squadre che sono insieme già da tanto tempo, per creare il prima possibile un gruppo e diventare poi una squadra: è quello che in Serie B fa la differenza». Poi il bilancio personale: «Dopo l’anno scorso, difficile per via dell’infortunio, ero stato fermo sei mesi e avevo una voglia di riscatto grandissima. Sono venuto a Padova con tutto l’entusiasmo e la voglia di lavorare». Infine l’avversario: «Sapevamo che la Cremonese è costruita per tornare in Serie A, ha giocatori importantissimi. Siamo stati bravi ad accorciare, ci abbiamo provato fino alla fine: questa è una cosa che non dobbiamo perdere».
Sabato prossimo all’Euganeo, alle ore 15, per la quarta giornata di campionato, arriverà l’Ascoli, ancora imbattuto e a quota 7 punti contro i 4 dei biancoscudati: per il Padova, davanti ai propri tifosi, quale migliore occasione per rimettersi in carreggiata? Nella settimana che porta a quell’appuntamento Calabro avrà parecchio materiale su cui lavorare, ma l’aspetto su cui insistere di più sarà quello mentale: non ci si può permettere di regalare due gol in avvio a nessuna formazione, specie se questa fino a quattro mesi fa giocava in Serie A, perché in questa categoria ogni errore si paga. Ora però, almeno per un po’, il ciclo con le retrocesse è finito.