Idee
Nei prossimi giorni, secondo i diversi calendari regionali, migliaia di ragazzi torneranno in classe per un nuovo anno scolastico. L’inizio delle lezioni è l’occasione per perorare un rinnovato patto educativo fra i docenti e i genitori, una collaborazione che vada oltre la comunicazione formale dei programmi. È urgente che le famiglie vengano maggiormente coinvolte nel percorso formativo dei loro figli perché le nozioni apprese a scuola siano verificate e consolidate a casa. Una statistica, pubblicata di recente, ha rilevato che 50 anni fa un quindicenne utilizzava mediamente 1.500 vocaboli. Un quindicenne contemporaneo meno di 500. Questo analfabetismo di ritorno ha sicuramente una causa nella pervasività sempre maggiore della dimensione tecnologica, dove il linguaggio digitale predilige simboli ed immagini rispetto alle parole. La maggior parte della comunicazione, in particolare quella pubblicitaria, avviene per slogan, disabituando le persone ad un’elaborazione critica del pensiero. Per contrastare questa tendenza e rinfoltire il vocabolario dei nostri ragazzi non sono sufficienti le ore scolastiche, ma è necessaria un’alleanza con le famiglie. Queste ultime sono chiamate a dedicare del tempo per la lettura e la scrittura dei loro figli anche durante i pomeriggi e le sere. Si tratta di riuscire ad entusiasmare i ragazzi per i testi che sono loro sottoposti dai professori, in particolare dalla lettura dei cosiddetti classici. Essi possono divenire oggetto di dibattito e confronto a casa, con i genitori, non appena questi abbiano lasciato le altre loro incombenze. Nei limiti di tempo possibili, sarebbe bello creare dei gruppi di lettura, invitando anche degli altri compagni di scuola a casa propria. È così che si potrebbero affrontare anche opere molto ponderose e che per questo magari scoraggiano i giovani lettori prima ancora di iniziare. In questi casi potrebbe anche valere un pizzico di sano agonismo fra i gruppi partecipanti per vedere chi arriva primo a finire Guerra e Pace o Madame Bovary. Fra adulti e ragazzi può essere anche piacevole andare insieme in libreria e regalarsi reciprocamente un libro che incontri i gusti dell’altro o che davvero sappiamo raccomandabile. Gli scambi di libri all’interno della famiglia creano un clima di complicità e condivisione che durano e portano beneficio nel tempo. Anche la scrittura può essere incentivata entro le mura domestiche. Oggi l’attività in rete tramite smartphone e device vari occupa molto tempo dei nostri ragazzi, ma si potrebbe provare a proporre loro di tornare a quell’abitudine diffusa fra chi li ha preceduti di scrivere un diario, magari non con scansione giornaliera, ma più rarefatta. Riabituarsi a organizzare il pensiero per iscritto sarebbe un’azione educativa preziosa in cui scuola e famiglia potrebbero farsi alleate creando un circolo virtuoso di contributi. Una scuola esigente che chiede ai suoi alunni di fermarsi a riflettere, di non avere paura della pagina bianca, di scrivere dopo aver letto. Una famiglia che si rende disponibile a presentarsi, a raccontarsi e a farsi descrivere per iscritto dai suoi figli. L’augurio è che queste buone pratiche siano sempre più diffuse e contribuiscano a ridurre quella passività indotta dai social network che abituano a limitarsi a dare dei like o dislike a video preconfezionati.