Vialone nano, Carnaroli o Arborio? Purché sia risotto!
Il Vialone nano, semifino dal chicco tondo e dal cuore perla, è considerato il re del "risotto all'onda" veneto; superfini come Carnaroli, Arborio e Baldo hanno invece chicchi grandi che tengono bene la cottura. Dallo storico banco di piazza delle Erbe a Padova i consigli di stagione — zucca e porcini, ma anche ortica e tarassaco — e il segreto della tostatura: "I chicchi devono brillare".
Sono tantissime le varietà di riso (Oryza Sativa) in commercio: le più note sono quelle classiche per risotti e minestre, dal Carnaroli al Vialone nano, dall’Arborio al riso Roma; ci sono poi le varietà orientali come il Basmati (Oryza Sativa subspecie Indica), anch’esse oggi in voga. Il Vialone Nano è considerato il re del “risotto all’onda” tipico veneto: è un riso semifino con chicchi tondi, tozzi e dotati di un “cuore” perla che assorbe i liquidi rilasciando il suo amido in modo molto graduale. Sono invece considerati superfini le varietà come Carnaroli e Arborio, tipiche del Delta, come il Baldo, anche se la loro area d’elezione è tra Piemonte e Lombardia. Hanno chicchi grandi e compatti e tengono bene la cottura. «Il migliore per i risotti all’onda sarebbe però il Roma, ma in Veneto si usa il Vialone nano, più piccolo e veloce da cucinare» raccontano allo storico banco “Da Luca ed Elisa La riseria” in piazza delle Erbe a Padova, che da 28 anni vende cereali e risotti sfusi, miscelati dai titolari stessi con spezie e ingredienti vari. Ad acquistarli non sono solo i padovani, ma anche molti turisti. «In questo periodo suggeriamo risotto zucca e porcini, anche con il tartufo. Tra i più gettonati? Ortica e tarassaco. Il segreto di un buon risotto è tostare i chicchi per qualche minuto con l’olio, devono brillare, poi si aggiunge il brodo. Per la mantecatura finale vanno bene burro e Parmigiano».