Florovivaismo, Coldiretti chiede strumenti aggiornati: Padova prima in Veneto
Il ciclo di incontri con le imprese ha fatto tappa anche a Saonara, cuore del distretto padovano: in regione il comparto conta 1.278 aziende, 2.430 ettari e quasi 2 miliardi di piante. A fronte di costi crescenti, eventi climatici estremi, carenza di manodopera ed emergenze fitosanitarie, la richiesta è rivedere i parametri per l'assegnazione del gasolio agricolo. Presentata anche una proposta di legge per piantare alberi nei piccoli Comuni.
Il florovivaismo veneto è cambiato e anche gli strumenti a disposizione delle imprese devono essere aggiornati. È questo il messaggio emerso dagli incontri promossi da Coldiretti Veneto nell’ambito del ciclo “Florovivaismo in Veneto: Coldiretti incontra le imprese”, che ha fatto tappa in varie località venete tra cui Saonara, cuore del distretto florovivaistico padovano. Secondo i dati di Veneto Agricoltura, il comparto conta 1.278 imprese, circa 2.430 ettari di superficie e una produzione vicina ai 2 miliardi di piante. Padova è la prima provincia per numero di imprese con 383 aziende, seguita da Treviso e Verona. Numeri che raccontano un settore che negli ultimi anni ha modificato profondamente le proprie modalità produttive: sono aumentate le attività legate alla coltivazione, alla movimentazione, alla preparazione delle piante e alla difesa fitosanitaria. Al contempo, le aziende devono fare i conti con costi crescenti, eventi climatici estremi, difficoltà nel reperimento della manodopera e nuove emergenze fitosanitarie. Da qui la richiesta di Coldiretti Veneto di aggiornare gli strumenti regionali, a partire dai parametri per l’assegnazione del gasolio agricolo, affinché siano più aderenti alle lavorazioni e ai consumi effettivi delle aziende. Coldiretti ha inoltre presentato alla Regione una proposta di legge per sostenere la messa a dimora di alberi nei piccoli Comuni, rafforzando le filiere forestali locali e creando nuove opportunità per le imprese florovivaistiche.