Fatti
La prestazione c’è stata, ma il Padova porta a casa soltanto un pugno di mosche: all’Euganeo contro il Palermo finisce 0-1 per gli ospiti, una sconfitta che condanna i biancoscudati alla quarta consecutiva, nonostante sprazzi di bel gioco e occasioni non sfruttate. Un risultato che pesa doppiamente, perché a evidenziare la gravità del momento è anche la scelta della società di annunciare il silenzio stampa: nessun tesserato si è presentato ai microfoni nel post-partita. In serata arriva la notizia che chiude definitivamente l’era Andreoletti sulla panchina biancoscudata: il tecnico bergamasco viene esonerato insieme al suo staff. Così recita il comunicato ufficiale del club: «Il Calcio Padova comunica di aver deciso di sollevare dall’incarico il tecnico della prima squadra Matteo Andreoletti ed il suo staff. La Società desidera esprimere al Mister un sentito ringraziamento per il lavoro svolto e per le straordinarie emozioni regalate con la promozione della scorsa stagione, unitamente ai migliori auguri per il prosieguo della carriera». Ora, con la sosta per le nazionali, il Padova avrà quindici giorni per riorganizzare le idee — a partire dalla panchina — perché raccogliere punti non è più un’opzione, ma una necessità assoluta. Inizia il totoallenatore: Guido Pagliuca sembra essere il prescelto, con Andreazzoli e Maran più indietro nelle valutazioni.
All’Euganeo con oltre 8372 spettatori, dove però il “silenzio” degli Ultras si fa sentire, Andreoletti prova a mischiare le carte a partire dal modulo rispetto alle ultime partite: si ritorna al 3-5-2 con Sorrentino in porta; in difesa Belli, Pastina, Perrotta i tre della difesa;a centrocampo Ghiglione a sinistra, Capelli sulla fascia destra, Di Mariano e Fusi a sostegno di Varas in regia (oggi con la fascia di capitano) ; coppia d’attacco «pesante» con il duo Lasagna e Bortolussi. Il Palermo opta per un 4-2-3-1 con Joronen in porta; Pierozzi, Bani, Ceccaroni (altro ex di turno, 16 presenze in maglia biancoscudata per lui nell’ultima stagione di Serie B, anno 2018-2019) e Augello in difesa; Segre e Ranocchia nella linea mediana, con Rui Modesto, Palumbo e Johnsen a supportare l’unica punta, l’ex Venezia Pohjanpalo.

Il Padova approccia la gara con piglio propositivo fin dai primissimi minuti dimostrando la voglia e la determinazione di fare risultato. Al 9′ arriva la prima vera occasione della partita, ed è del Padova: ripartenza biancoscudata, cross di Capelli, e Ghiglione si avventa sul pallone in tuffo riuscendo a toccarlo ma non a indirizzarlo verso la porta di Joronen. Il Palermo si fa pericoloso al 14′ con un corner insidioso: la difesa allontana di testa ma il pallone arriva a Rui Modesto che, da fuori area, mette di poco a lato. Brivido per Sorrentino. Al 20′ altro spavento per i biancoscudati: grande cross di Ranocchia, spizzata di Johnsen, pallone che esce di poco alla sinistra di Sorrentino. L’episodio che cambia la partita arriva al 22′: Rui Modesto stende Di Mariano con un brutto fallo e si becca il cartellino giallo. Il Var, però, non perdona: dopo il check, l’arbitro rivede la decisione ed estrae il rosso. Il Palermo resta in dieci uomini dopo appena venticinque minuti. Da quel momento il Padova assedia la metà campo avversaria, con il Palermo che prova a colpire in ripartenza. Al 31′ ci prova Di Mariano da fuori, tiro forte ma centrale: blocca il portiere finlandese. Al 33′ Lasagna tenta il mancino, largo. Al 34′ Bortolussi si avventura dal limite ma il pallone si impenna e termina alto sopra la traversa. La pressione biancoscudata è costante. Al 37′ arriva l’occasione più nitida del primo tempo: Fusi allarga su Lasagna, che serve Bortolussi in area; il numero 20 scarica su Ghiglione che calcia dall’interno dell’area, ma Bani si immola e salva tutto con il corpo. Al 41′ la punizione conquistata da Varas produce il cross di Di Mariano e la testa di Perrotta: pallone alto. In pieno recupero, al 44′, altra chance sprecata: Fusi crossa per Lasagna che arpiona il pallone e lo rimette al centro, ma Pierozzi allontana prima che un attaccante biancoscudato possa avventarsi sulla sfera. Dopo due minuti di recupero la prima frazione si conclude a reti bianche.
Il Palermo rientra dagli spogliatoi con un cambio immediato: fuori Palumbo, dentro Peda. Il Padova riprende da dove aveva lasciato, con la stessa intensità offensiva. Al 47′ Varas crossa dalla sinistra, la difesa rosanero allontana ma i biancoscudati protestano per un presunto tocco di mano di Pierozzi. Al 50′ arriva la prima vera occasione del secondo tempo: sull’invito di Perrotta, Di Mariano calcia dall’interno dell’area ma Joronen para e mette in corner. Il Padova non smette di spingere e al 56′ sfiora il vantaggio: corner conquistato da Di Mariano, cross dello stesso numero 77 dalla bandierina, e sugli sviluppi Perrotta insacca. L’esultanza dura però pochi secondi: il guardalinee ferma tutto per fuorigioco. Al 58′ Andreoletti manda in campo il Papu Gomez al posto di Fusi. Il cambio vivacizza ulteriormente la manovra: un minuto dopo Capelli tenta il tiro al volo ma Magnani si oppone con il corpo. Al 62′ il solito destro del numero 77 viene respinto ancora una volta dalla difesa avversaria. Al 64′ doppio cambio nel Palermo: fuori Pohjanpalo e Segre, dentro Giovane e Le Douaron. Il Padova risponde al 65′ con l’ingresso di Caprari e Favale per Ghiglione e Bortolussi. La gara si distende nel lungo possesso del Padova, che però fatica a trovare la porta. Al 77′ cambio Palermo: fuori Johnsen, dentro Vasic, anche lui ex biancoscudato. Al 79′ risponde il Padova con Buonaiuto al posto di Belli. Il Padova continua a macinare gioco senza trovare il varco: all’88’ il destro secco di Varas esce di poco. Al 90′ bella combinazione Di Mariano-Capelli-Buonaiuto, ma il Palermo ruba il pallone e riparte; Pastina è costretto a fermare l’azione avversaria e viene ammonito. L’arbitro concede 5 minuti di recupero. Sembra un finale di assedio biancoscudato, ma il calcio riserva sempre l’ultima parola agli episodi. Al 92′ l’Euganeo ammutolisce. Sul calcio d’angolo del Palermo il pallone resta in area tra rimpalli e batti e ribatti; ne approfitta Bani che, in girata, trova il varco e insacca. 0-1. Il difensore ex Genoa punisce un Padova che aveva dominato per quasi novanta minuti senza riuscire a segnare. Il Padova si getta in avanti nel disperato tentativo di agguantare il pareggio, tenendo il pallone nei pressi dell’area avversaria mentre il Palermo si chiude nella propria metà campo. Ma al 96′ arriva il colpo del k.o.: Pastina, già ammonito, atterra Vasic che stava guadagnando tempo vicino alla bandierina e si becca il secondo giallo. Il Padova resta in dieci a due minuti dalla fine. Gli ultimi assalti biancoscudati al 98′ non producono nulla di concreto.
Finisce 0-1 all’Euganeo. Il Palermo porta a casa tre punti d’oro nonostante un’ora abbondante di inferiorità numerica. Per il Padova è una sconfitta che brucia doppiamente: tante occasioni, lunga supremazia territoriale con un uomo in più, e una beffa finale firmata da un difensore su calcio d’angolo, e che getta la piazza calcistica padovana in un vero incubo.