Mosaico
Basta prendere la lente e osservare con un minimo di attenzione il valore da 75 centesimi (di lira), emesso il 9 marzo 1931 (all’interno di una serie di sette francobolli disegnati da Corrado Vincenti e incisi da Alberto Repettati) e dedicato al settimo centenario della morte di Sant’Antonio. In alto a sinistra – sullo sfondo, rispetto allo zoom sui frati costernati per il trapasso del Santo – s’intravvede la chiesa dell’Arcella, quella che molti padovani chiamano di Sant’Antonino. Questa è una delle tante curiosità suggerite dalla mostra internazionale “Posta e Patrimonio di Padova e Provincia”, aperta nei fine settimana, fino al 24 maggio (dalle 10 alle 19), a Palazzo Santo Stefano, sede della Provincia (ingresso dal civico 1 di riviera dei Ponti Romani).
La rassegna è promossa da Alliance Française Padova, diretta da Magali Boureux, e dall’Associazione Filatelica Veneta “Luciano De Zanche”, coordinata dall’esperto di storia postale Giorgio Mastella. Proprio per sottolineare i quattro cardini della mostra (Posta, Patrimonio, Padova, Provincia), nella locandina della mostra è stata recuperata l’elegante P rossa che svetta – tra le cupole della basilica del Santo – sul francobollo da 25 lire, opera di Pierbattista de Sanctis, emesso il 19 giugno 1952 in occasione della trentesima edizione della Fiera Campionaria. L’ente di via Niccolò Tommaseo è stato poi ricordato l’11 maggio 1998 nel dentello da 800 lire, confezionato da Nicola Russo.
In un agile gioco di rimandi tra lettere e cartoline, che conservano le immagini di un mondo trasformato, il visitatore viene accompagnato al caffè Pedrocchi (raffigurato sul 4 lire della serie Centenario del Risorgimento, emesso il 3 maggio 1948, dov’è citata l’insurrezione degli studenti, contro gli austriaci, avvenuta l’8 febbraio 1848, data che da allora è la Festa delle Matricole). Poi, dall’altra parte del Listòn, si accede all’Università, celebrata il 14 aprile 1997, con un valore da 750 lire, disegnato dal maestro Francesco Tulli, e nel 2022 (con un B; da 1,10 euro) che riproduce il Teatro Anatomico del Bo.
Non mancano naturalmente i riferimenti alla Cappella degli Scrovegni (citata il 15 ottobre 1987, grazie all’Adorazione dei Magi di Giotto, nel valore natalizio da 600 lire, e il 20 marzo 2003, nel 41 centesimi di euro che raffigura l’Incontro alla Porta Aurea). A testimoniare la speciale intesa tra la filatelia e la città del Santo anche il 500 lire dell’8 aprile 1989 che riproduce gli affreschi del Palazzo della Ragione.
Sicuramente interessante pure la cartolina che un soldato piemontese spedisce ai primi del Novecento, dal piccolo centro di Campodoro, raccontandone la vita quotidiana e i luoghi che frequenta. Così, da cronaca, la posta si fa inevitabilmente storia.