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Un pareggio che sa più di due punti persi che di uno guadagnato. È questa la sintesi di Padova-Empoli, finita 2-2 all’Euganeo dopo una gara che i padroni di casa erano riusciti a indirizzare per due volte. Prima il colpo di testa di Artistico, poi, dopo il momentaneo pari di Ceesay, la conclusione al volo di Pastina avevano mandato la squadra al riposo meritatamente in vantaggio. A costare caro sono stati due episodi: il primo su calcio d’angolo, l’ennesimo concesso agli ospiti, il secondo su una sfera non allontanata in area, tra le proteste per il posizionamento del direttore di gara che ha ostacolato l’intervento di Zuelli, ed ha permesso a Distefano di firmare il 2-2 definitivo. Nel finale è servito addirittura un miracolo di Sorrentino su Distefano per evitare la beffa. Resta così l’immagine di un gruppo capace a tratti di esprimere un buon palleggio e di rendersi pericoloso, ma ancora fragile dal punto di vista mentale: basta un leggero vento di difficoltà per sbriciolare quanto di buono costruito.
Il Padova si schiera con il 4-4-2: Sorrentino in porta; Carissoni, Silletti (a sorpresa al posto di Lovato), Pastina e Cocchi in difesa; Capelli, Zuelli, Pompetti e Varas a centrocampo; Moro e Artistico in attacco. Andreoletti, molto applaudito al suo ingresso nel prepartita, risponde con il 3-5-2: Seghetti tra i pali; Bembnista, Indragoli e Curto nel terzetto difensivo; Zedadka, Bandinelli, Yepes, Saporiti e Corrado in mediana; Ceesay e Popov di punta.
L’avvio è equilibrato e sono gli ospiti a farsi vedere per primi, conquistando un corner già al 4′, ma il Padova prende presto le misure e al 6′ si affaccia in avanti con un traversone di Pompetti che Curto è costretto a deviare sul fondo. Al 7′ arriva la prima vera occasione: Moro calcia di mancino dall’interno dell’area, ma Seghetti si supera e respinge. È il preludio al vantaggio, che matura al 14′: Carissoni pennella un cross perfetto e Artistico, con una splendida girata di testa, firma l’1-0 facendo esplodere l’Euganeo. I padroni di casa continuano a spingere, mentre l’Empoli prova a reagire soprattutto sui piazzati, puntualmente respinti da una retroguardia attenta. Al 20′ i toscani tornano a farsi vivi con Ceesay, il cui mancino termina alto. Al 28′ i biancoscudati sfiorano il raddoppio: Pompetti tenta la botta dalla distanza, l’estremo difensore respinge e Artistico, il più lesto ad avventarsi sulla ribattuta, calcia però debolmente tra le sue braccia. Al 30′ arriva il pari: dalla bandierina l’Empoli riesce finalmente a far breccia nel muro difensivo. Saporiti batte, Indragoli spizza e Ceesay, sul secondo palo, realizza l’1-1. La reazione, però, è immediata e rabbiosa. Al 36′ la squadra di casa sfrutta uno schema su punizione: Pompetti serve Zuelli, che appoggia per Varas; sul suo cross Pastina, al limite, controlla di coscia e lascia partire un gran sinistro al volo che si infila nell’angolino, imparabile per Seghetti. È il 2-1. Ritrovato il vantaggio, il Padova fa girare palla con ordine, senza concedere spazi. Al 41′ arriva il primo cartellino giallo della gara, per Capelli. Nel finale il forcing prosegue: sul cross di Carissoni, dopo un rimpallo, la sfera arriva a Varas, che calcia da posizione defilata trovando solo il fondo. Dopo un minuto di recupero le squadre rientrano negli spogliatoi con i biancoscudati avanti di un gol.
La ripresa si apre con un cambio per Andreoletti, che inserisce Shpendi al posto di Popov, e con un Empoli subito arrembante. Al 46′ Yepes calcia da fuori mandando alto, un minuto più tardi ci prova Saporiti dalla distanza, ma Sorrentino blocca senza problemi. Al 48′ Ceesay si invola verso la porta, ma la difesa di casa intercetta il suo passaggio per il compagno libero al centro dell’area. Il Padova resta ordinato e cerca di colpire in ripartenza: al 53′ Varas tenta la conclusione da lontano, alta. Poco dopo Sorrentino fa suo un altro corner ospite, mentre al 55′ sono i biancoscudati a guadagnarne due consecutivi, entrambi respinti. Al 58′ Moro sfiora il terzo gol con una grande incornata in tuffo che esce per questione di centimetri. Sul fronte opposto, al 59′ Saporiti prova il destro a giro e la deviazione involontaria di Bandinelli spedisce la sfera sul fondo. Andreoletti cambia ancora, inserendo Distefano per Curto e Degli Innocenti per Bandinelli. Al 62′ tegola per il Padova: Varas è costretto a uscire per infortunio, al suo posto entra Fusi. Due minuti più tardi gli ospiti rimettono in equilibrio la gara, non senza polemiche: in area l’arbitro si trova sulla traiettoria di Zuelli e gli impedisce di spazzare, tanto che il centrocampista arriva a spintonarlo per liberarsi. Il pallone finisce a Distefano, appena entrato, che ne approfitta e sigla il 2-2. Le proteste sono veementi e al 66′ a farne le spese è Sorrentino, ammonito. I biancoscudati non si scompongono e tornano a caccia del vantaggio: al 69′ Fusi salta un paio di avversari e lascia partire una conclusione a giro di poco alta. Al 72′ doppio cambio, con Galazzi e Seghetti, omonimo del portiere ospite, al posto di Capelli e Moro, e al 75′ Pompetti scaglia una gran botta da fuori, deviata in angolo. Al 79′ l’Euganeo trattiene il fiato, ma la rete dell’Empoli viene annullata per fuorigioco. Spazio poi a Bortolussi per Artistico e a Faedo per Silletti, mentre Andreoletti inserisce Biondini per Saporiti. Nel finale nessuno si risparmia. All’83′ Shpendi ci prova dal limite, con il pallone che sorvola l’incrocio; un minuto più tardi è ancora lui a lavorare un’ottima palla per Distefano, che da pochi passi trova sulla sua strada un miracoloso Sorrentino. Il Padova gestisce il possesso, ma fatica a rompere le linee avversarie: al 90′ Zuelli, servito da Fusi, calcia dai venti metri sopra la traversa. Nei quattro minuti di recupero c’è spazio ancora per una girata al volo di Seghetti che esce a lato e per un ultimo corner, prima del triplice fischio.
Nel dopogara mister Antonio Calabro parte dalla prestazione: «Abbiamo fatto una delle migliori partite in fase di palleggio e abbiamo fatto bene contro una squadra importante. Non ci sta però di prendere un gol irregolare: abbiamo passato una settimana complicata, eravamo tirati, e se l’arbitro influisce nell’azione il gol deve essere annullato. Nel primo tempo non abbiamo concesso niente all’Empoli, se non un calcio d’angolo dove ci siamo fatti infilare sul primo palo». Poi la ripresa: «Abbiamo iniziato forte, cercando di andare alti in fase di non possesso e di mettere pressione agli avversari. Se hai giocatori come Shpendi che entrano nel secondo tempo, vuol dire che l’Empoli ha un potenziale importante, nonostante la classifica». Sull’episodio del 2-2, però, Calabro non ha chiesto spiegazioni al direttore di gara: «È inutile, poi si tirano fuori i cartellini rossi come se piovesse». Pesano anche i sette assenti: «Abbiamo fatto scelte forzate e alcune per precauzione, eravamo corti. Abbiamo pagato a livello fisico nel finale: siamo rimasti sul pezzo, ma non avevamo più energie». Da qui il passaggio alla difesa a quattro: «Per necessità, perché le distanze si stavano allungando. Con Galazzi e Seghetti ci siamo messi col 4-3-3 e, nonostante la stanchezza, c’è stata l’occasione di Seghetti dove per un nulla non abbiamo fatto gol». I cambi «sono entrati bene, è che il resto della truppa era cotta». Sul piano del gioco il mister rivendica il lavoro: «Quando questa squadra fa le cose che proviamo in settimana propone qualcosa di importante. Il momento chiede cose semplici: il primo gol nasce da un giro palla da destra a sinistra, poi siamo tornati a destra e abbiamo trovato lo spazio alle spalle della linea difensiva». Sugli infortunati: «Spero che i problemi muscolari non siano gravi, per la prossima partita recupereremo qualcuno». Infine il bilancio delle ultime gare, chiuse con quattro risultati utili consecutivi: «Aver tenuto la barca dritta dopo le sconfitte in casa con Carrarese ed Entella per me è un vanto. Con due punti in più in quelle gare, forse saremmo già proiettati in quinta posizione. Oggi volevamo vincere per chiudere un cerchio, ma la squadra deve capire che gli avversari sono forti in qualsiasi posizione si trovino e mantenere lucidità ed equilibrio: perdendo la testa vanifichiamo tutto il lavoro della settimana».


Il gol del vantaggio porta la firma di Gabriele Artistico, El Tiburon, che parte proprio dalla sua girata di testa: «È un movimento che provo in allenamento e che i ragazzi ormai riconoscono, quindi ci tenevo particolarmente. Soprattutto sull’altra porta, perché volevo sfatare un po’ il tabù». Sul pari l’attaccante non nasconde l’amarezza: «Eravamo partiti molto forte, l’avevamo preparata benissimo, con tanta spinta in fase di non possesso, e siamo passati in vantaggio con un’azione corale. Poi la partita prende sfaccettature che non sempre riesci a gestire. Il risultato lascia un po’ di rammarico, perché si entra in campo sempre per vincere, soprattutto a casa nostra, però è un punto che ci sta». Un’amarezza che può diventare uno stimolo: «Arrivare alla sosta così ci porta ad avere più cattiveria agonistica e a curare ancor di più i dettagli». Sul momento della squadra: «C’è stato un guardarsi in faccia tra di noi ed è iniziato un nuovo ciclo. È servita quella scintilla che ad Avellino ci ha riportato in carreggiata. Andremo con le giuste cautele in questa pausa per le Nazionali, per non farci prendere dal relax e tornare con il dente avvelenato». Sul finale, merito agli avversari: «Hanno preso più coraggio, ma noi siamo stati bravi a non farci trasportare da questa onda. C’è stato un calo fisico dovuto alle partite ravvicinate, ma non drastico: il palleggio ce l’avevamo noi. Lavoreremo per trovare l’episodio che ci porti i tre punti». La crescita, per il numero 90, è evidente: «Abbiamo sposato in pieno la filosofia del mister. Siamo un gruppo con tanti giocatori nuovi, il tempo ci porterà a conoscerci sempre meglio. Sarà sempre un crescendo». Anche fisicamente: «Stiamo bene, si vede anche da fuori». Quanto ai moduli adottati finora, con la difesa a tre e quella a quattro: «Mi trovo bene con entrambi. In questo momento gioco insieme a Luca (Moro), un compagno di reparto eccezionale che ringrazio: abbiamo caratteristiche che si completano». Poi il momento più toccante, la dedica: «La scorsa settimana ho perso mia nonna. Ci tenevo a dedicarle questo gol, perché stando lontano da casa tante volte non riesci a goderti la famiglia nei momenti belli, ma soprattutto in quelli brutti. Voglio stare vicino a mio papà e ai miei zii e mandare un bacio a mia nonna». Nessuna polemica, infine, sull’episodio del 2-2: «Non entro nel merito dell’arbitraggio. Che la decisione sia giusta o meno non sta a me dirlo, io faccio l’attaccante. Penso più alla prossima che a quello che è successo».
Ora, con la sosta per le Nazionali, mister Calabro avrà il tempo di recuperare qualche infortunato in vista della trasferta di domenica 22 novembre ad Arezzo, dove i biancoscudati proveranno a tornare alla vittoria.