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Non c’è due senza tre. Dopo il turno infrasettimanale, che ha visto il Padova battere l’Avellino in terra irpina e il Südtirol tra le mura amiche dell’Euganeo, il tour de force si conclude oggi alle 17:15 in Calabria, dove ad attendere i biancoscudati c’è il Catanzaro del neo tecnico Mignani, subentrato a Gorgone dopo la sconfitta di domenica scorsa, quando i giallorossi hanno dovuto arrendersi in casa all’Ascoli con il punteggio tennistico di 1-6. Mignani, inoltre, era stato accostato alla panchina biancoscudata come possibile sostituto di Calabro proprio dopo la sconfitta contro l’Entella, ma alla fine la proprietà ha scelto di non toccare il tecnico salentino. Una scelta che per ora le sta dando ragione: 6 punti nelle ultime due partite e, come ultima nota lieta, il gol di Gabriele Artistico, “El Tiburón”, vero gioiello della campagna acquisti estiva, che ha sbloccato la gara contro gli altoatesini firmando il primo gol di un attaccante biancoscudato in questo campionato.
Guardando la classifica, la sfida sembra impari: il Catanzaro, ultimo a 5 punti insieme alla Sampdoria, è reduce dall’1-1 di Benevento e nelle ultime cinque partite ha raccolto appena due punti, frutto dei pareggi con Verona e Benevento, a fronte delle tre sconfitte con Sampdoria, Mantova e Ascoli. Un ambiente in crisi, anche alla luce della scorsa stagione, in cui i giallorossi si erano giocati la finale playoff per la Serie A, poi persa contro il Monza. Ma proprio perché questo è un campionato imprevedibile, nessun risultato è scontato, tanto più contro una squadra che ha appena cambiato allenatore e che potrebbe trovare nel nuovo corso di Mignani la scossa per ripartire: ecco perché l’attenzione dovrà essere massima.
Sono 26 i precedenti tra Catanzaro e Padova in Serie BKT, ma soltanto due nell’era dei tre punti a vittoria. Il bilancio sorride ai veneti, avanti con 10 successi contro i 7 dei calabresi, mentre sono 9 i pareggi. L’ultimo incrocio risale allo scorso marzo, quando il Catanzaro espugnò l’Euganeo con un netto 3-1. Al Ceravolo, però, i biancoscudati hanno vinto le ultime due trasferte, invertendo una tendenza che li aveva visti raccogliere un solo successo nelle precedenti 11 gare esterne (4 pareggi e 6 sconfitte). Quella calabrese è tradizionalmente una sfida avara di reti: in 11 dei 13 confronti cadetti disputati a Catanzaro almeno una delle due squadre è rimasta a secco, con 8 clean sheet per i giallorossi e 6 per i biancoscudati. I numeri recenti raccontano due momenti opposti. Il Catanzaro arriva da due sconfitte interne consecutive e rischia il terzo KO casalingo di fila, cosa che non accade dal periodo tra marzo e maggio 2006, quando la serie negativa arrivò a cinque. Il Padova, dopo il colpo di Avellino, va invece a caccia di due vittorie esterne consecutive nello stesso campionato, un traguardo che manca da novembre-dicembre 2025. In trasferta, del resto, la squadra di Calabro non conosce mezze misure: non pareggia da 11 gare (4 vittorie e 7 sconfitte), e l’ultimo segno X lontano dall’Euganeo è il 3-3 di febbraio sul campo della Juve Stabia. Occhio poi all’area di rigore giallorossa: il Catanzaro ha incassato già 21 gol da dentro i sedici metri, almeno cinque in più di Arezzo e Vicenza, seconde in questa graduatoria. Allo stesso tempo, insieme a Padova, Ascoli e Palermo, è una delle quattro squadre a non aver ancora subito reti da fuori area. Sfida nella sfida tra i due attaccanti. Pietro Iemmello ha firmato proprio contro il Padova l’ultima delle sue 13 marcature multiple in Serie BKT (playoff compresi), con la doppietta nel ritorno della scorsa stagione. Ora però il capitano giallorosso è a digiuno da cinque partite, e con la maglia del Catanzaro gli era capitato di restare a secco più a lungo solo una volta, tra aprile e maggio 2025 (sei gare). Dall’altra parte c’è Gabriele Artistico, decisivo nelle ultime due uscite con l’assist ad Avellino e il gol al Südtirol. Il classe 2002 può partecipare a una rete per la terza partita consecutiva, cosa che non gli è mai riuscita in 68 presenze nella categoria. Nessuno squalificato tra le due squadre. Nel Padova sono diffidati Fusi e Giunti.
Alla vigilia della trasferta di Catanzaro, terza gara del trittico, mister Antonio Calabro presenta la sfida con due vittorie in cassaforte, ma senza abbassare la guardia. Sul fronte infermeria la situazione non cambia: «Non recuperiamo nessuno in extremis», spiega, aggiungendo che le due partite ravvicinate hanno lasciato «qualche strascico», anche se c’è ancora «un giorno e mezzo per cercare di avere tutti al massimo». Nessuna preoccupazione, però, perché «ho una rosa ampia con giocatori affidabili sotto tutti i punti di vista».
Il cambio di assetto visto contro il Südtirol ha fatto discutere, e il tecnico lo inquadra come il frutto di una lettura lucida: «C’era da rivedere qualcosa» sotto il profilo tecnico, fisico, mentale e tattico. La squadra è stata costruita per il 3-5-2, ma «con gli stessi elementi si possono fare tutti i sistemi di gioco di questo mondo». Il punto, insiste Calabro, è un altro: «Il modulo conta veramente poco se alla base non si vede quello che si è visto ad Avellino e contro il Sud Tirol», cioè «l’atteggiamento» e «la grinta». Non è detto che il nuovo schieramento venga riproposto, ma «sapere che quando ne abbiamo bisogno questa squadra ha la possibilità di fare più cose» è un patrimonio prezioso. Il Padova visto con il Südtirol è apparso più compatto e corto, e il tecnico spiega come lo step successivo sia riconoscere «più sistemi di gioco in entrambe le fasi».
Tra i miglioramenti richiesti, il primo riguarda il coraggio: «Continuare a stare alti anche nelle difficoltà», senza «il freno a mano mentale». Il baricentro, precisa, «si abbassa non per scelta tua ma perché c’è un avversario che ti costringe a farlo». C’è poi la gestione dei momenti: Calabro auspica la capacità di «addormentare» il gioco quando l’intensità avversaria è altissima, con un possesso più redditizio per recuperare energie, e di colpire quando si aprono spazi, come nell’ultimo quarto d’ora di Avellino, quando «si liberava il nostro pivot».
Sull’avversario, il Catanzaro ha cambiato allenatore e ha ora in panchina Mignani, che ha avuto «un giorno soltanto di allenamento» a Benevento e «ha cambiato meno possibile». Domani, però, «avrà avuto quattro giorni per pensare, quindi ci possiamo aspettare di tutto». Calabro ricorda che si tratta di un gruppo storico, protagonista l’anno scorso nella finale play-off: «Non possono essere diventati in tre mesi da campioni a dei brocchi». Mignani, che conosce bene per averlo affrontato, ha proposto a Bari il 4-3-1-2 e a Cesena il 3-5-2, ma con un’identità precisa: «Compatta, aggressiva e di ripartenza negli spazi una volta riconquistata palla».
Spazio anche a Moro, impiegato in un ruolo di sacrificio. Calabro ha parlato con lui proprio in mattinata: «È molto persuaso, molto contento». Il principio è chiaro: «Non vedo una squadra che si può permettere più di un giocatore che non partecipa alla fase difensiva». Nelle due gare casalinghe con Carrarese ed Entella le due punte erano troppo lontane dalla fase di non possesso, e da lì la richiesta di sacrificio a entrambe. Il paragone è con i grandi: «Il nome conta fino a un certo punto, l’assemblaggio della squadra è ciò che conta». E ancora: «Tutti si devono mettere a disposizione del Padova Calcio, non dell’allenatore».
La richiesta per Catanzaro è la continuità, «soprattutto di atteggiamento» e del «nostro DNA», senza «mai abbassare le antenne». Il tecnico ha sentito anche la proprietà e pranzato con Giovanni Banzato, come prima della gara con l’Avellino, e ricorda come l’atteggiamento di Moro abbia trasformato i fischi in applausi: «Non è demerito di chi ha fischiato né merito di chi ha applaudito, ma soltanto merito suo». Le critiche, ammette, sono state giuste: «Io per primo», e «sappiamo che cosa vuol dire passare due settimane bruttissime, non vogliamo più ritornarci». Infine il ricordo di Catanzaro, dove ha allenato in epoca Covid: «Una piazza splendida, una proprietà eccezionale con cui mi rincontro sempre volentieri».
PORTIERI: 1 Mouquet, 12 Scaglia, 22 Sorrentino
DIFENSORI: 5 Lovato, 18 Silletti, 24 Carissoni, 27 Dellavalle, 32 Sgarbi, 34 Cocchi, 58 Pastina, 72 Faedo
CENTROCAMPISTI: 6 Giunti, 7 Varas, 8 Fusi, 14 Pompetti, 17 Capelli, 21 Zuelli, 23 Di Mariano, 25 Galazzi, 74 Marcolini
ATTACCANTI: 9 Moro, 11 Seghetti, 20 Bortolussi, 90 Artistico
CATANZARO (3-5-2): Pigliacelli; Ruggero, Matias Antonini, Imperiale; Candela, Tchaouna, Petriccione, Alesi, Dorval; Koffi, Iemmello. All. Mignani
PADOVA (4-4-2): Sorrentino; Dellavalle, Lovato, Pastina, Cocchi; Fusi, Giunti, Zuelli, Pompetti; Moro, Artistico. All. Calabro
Arbitro: Niccolò Turrini (sezione di FIrenze). Assistenti: Biffi e Djurdjevic. IV ufficiale: Maria Marotta (sezione di Sapri). Var: Giua (sezione di Olbia), Avar: Baroni (sezione di Firenze). Diretta tv su DAZN e La B Channel.