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È un pareggio d’oro quello conquistato dal Padova a Catanzaro, considerato l’andamento del primo tempo: 15 tiri a 1 per i padroni di casa, 21 tocchi nell’area biancoscudata contro uno solo dei veneti in quella avversaria. Bastano questi numeri per raccontare la netta supremazia degli uomini di Mignani e le difficoltà della squadra di Calabro, andata al riposo in svantaggio per la rete di Dorval al 27′. Nella ripresa gli ingressi di Zuelli e Pompetti danno più qualità al centrocampo e il Padova riesce almeno a raddrizzare la partita grazie a Varas, a segno al 66′ sul cambio di gioco di Pompetti e sul cross di Capelli. Un punto prezioso, nonostante una prestazione tutt’altro che brillante.
I biancoscudati di mister Calabro si schierano con il 3-5-2: Sorrentino in porta; Dellavalle, Lovato e Sgarbi in difesa; Carissoni, Fusi, Giunti, Varas e Capelli a centrocampo; Artistico e Moro il duo d’attacco. Il Catanzaro di Mignani risponde con Pigliacelli tra i pali; Frosinini, Matías Antonini e Imperiale in difesa; Candela, Tchaouna, Petriccione, Alesi e Dorval a centrocampo; Iemmello e Koffi in attacco.
Al Ceravolo l’avvio è dei biancoscudati: al primo minuto Fusi conquista un corner e al 2′ Varas e Capelli liberano al cross Carissoni, fermato però dal fuorigioco. È un fuoco di paglia, perché il Catanzaro prende presto in mano il possesso e il Padova si limita a difendersi con ordine. All’8′ il primo brivido: Sorrentino esce a vuoto su un lancio lungo per Iemmello, che cade in area dopo un contatto con Fusi, ma l’arbitro lascia correre. All’11′ Alesi calcia dal limite, palla a lato. Al 16′ Candela viene ammonito per una trattenuta su Varas, che al 19′ si incarica della punizione: la barriera respinge. Dopo venti minuti senza tiri nello specchio, i padroni di casa trovano il vantaggio: al 25′ Moro devia in angolo un destro di Alesi, è il preludio al gol che arriva al 27′, quando Dorval risolve di sinistro un batti e ribatti in area e batte Sorrentino. Catanzaro avanti 1-0. I biancoscudati accusano il colpo e faticano a costruire e i calabresi sfiorano il raddoppio: al 39′ Candela, servito al limite, calcia di poco a lato. Al 44′ l’ultimo brivido: sull’angolo di Alesi incorna Imperiale e il pallone sfiora l’incrocio dei pali. Dopo un minuto di recupero si va al riposo con il Padova sotto di una rete.
Nella ripresa il Padova cambia volto: dentro Zuelli e l’ex Pompetti per Fusi e Giunti. Al 47′ Zuelli ci prova su punizione, palla sul fondo. Il Catanzaro però resta pericoloso. Al 52′ Dellavalle viene ammonito, al 56′ nel Padova esce Sgarbi ed entra Cocchi, e al 57′ Iemmello fa tutto da solo: salta Pompetti e scarica un destro secco, Sorrentino si supera e mette in angolo. Al 62′ l’occasione più nitida per il raddoppio: sugli sviluppi di un corner prima Koffi e poi Iemmello vanno vicini al gol, ma Artistico salva sulla linea. È lo scampato pericolo che accende i biancoscudati: al 66′ Pompetti apre per Capelli, cross dalla destra e Varas irrompe dalla sinistra, battendo Pigliacelli di prima intenzione. È 1-1. Il Padova prende coraggio, mentre i giallorossi rinnovano l’attacco con D’Alessandro, Mosti, Buso e Arditi. Al 77′ Moro, dopo una finta, calcia di poco a lato; all’80′ Bortolussi rileva Artistico. All’86′ il brivido finale: Buso fugge sulla sinistra e serve all’indietro Mosti, tiro a botta sicura, ma Sorrentino ci mette il piede e salva il risultato. Dopo quattro minuti di recupero il Padova strappa un punto prezioso al Ceravolo, firmato da Varas e difeso da uno strepitoso Sorrentino.
Nel dopogara Antonio Calabro rivendica le scelte di formazione: «Sapevamo che, alla terza partita in una settimana, potevamo pagare la verve agonistica e fisica del Catanzaro nel primo tempo. La strategia di far giocare gente più di quantità che di qualità era fatta apposta: quando i ritmi si sarebbero abbassati, inserendo Pompetti e Zuelli, sarebbero venute fuori le qualità tecniche della nostra squadra». Per il tecnico il pari è giusto: «Primo tempo a favore netto del Catanzaro, secondo tempo a favore nostro. Si poteva perdere, o si poteva vincere se ci avessimo creduto di più dopo il pareggio, perché il Catanzaro ha avuto dieci minuti di freno a mano mentale». Parole al miele per Pompetti, fischiato dal suo ex pubblico: «È un ragazzo molto sensibile, molto legato alla piazza di Catanzaro. Viene da un anno di infortunio in cui ritrovare il ritmo non è semplice, e oggi non era facile entrare ed essere fischiato a ogni palla toccata. Proprio in questo si è esaltato, e ciò vuol dire che ci sono potenzialità importanti nel ragazzo». I sette punti in tre gare non sono solo un dato sulla carta: «Abbiamo fatto in una settimana i punti che avevamo fatto in due mesi, con due trasferte e una partita in casa. C’è tanto da lavorare, ma i ragazzi sono molto disponibili nell’assorbire quello che noi come staff possiamo dare loro». Nessuna sorpresa per l’aggressività dei giallorossi dopo il cambio in panchina: «Quando si prende un allenatore così bravo e si hanno giocatori importanti, è ovvio che possa esserci una reazione. È un po’ come successo a noi contro il Südtirol, quando ci abbiamo messo quella “bava alla bocca”. Dopo Mantova e Ascoli aspettavano il Padova per fare bottino pieno: un punto a Catanzaro, in questo momento, non è semplice e ce lo portiamo a casa volentieri». Infine il suo ritorno da ex: «A me bastano dieci secondi. Le grandi storie d’amore si valutano anche dal finale, non soltanto dal percorso. Quando ripenso a Catanzaro ho soltanto pensieri positivi: un ambiente amichevole, familiare, che nei momenti di difficoltà mi è sempre stato vicino. Mai una parola in più, ma anzi una parola in meno anche quando avrei potuto dirla. Penso che il popolo catanzarese abbia apprezzato questi valori umani».
Protagonista di giornata è Kevin Varas, che non nasconde la soddisfazione per una rete pesante: «Per il gol sono contento personalmente, ma è stato importante per una partita che non era facilissima. Ci ha aiutato a portare a casa un grandissimo punto su un campo difficile e soprattutto a mantenere la continuità di risultati. L’obiettivo personale è sempre quello di migliorarsi, di stare al cento per cento e di essere disponibile per i compagni e per il mister». Il centrocampista italo-ecuadoriano racconta poi la genesi del pareggio: «Ormai conosco Capelli e lo martello su questa situazione. Tante volte gli dico: “Appena c’è la possibilità, metti la palla, che io cerco di arrivarci il prima possibile”. Era da tanto che lo aspettavo, perché l’ultimo assist che mi ha fatto risale al mio primo anno a Padova, nella partita col Novara. Appena ho visto partire la palla mi sono detto di fare il meglio per segnare, ed è andata bene». Sul primo tempo sofferto, Varas individua la chiave del Catanzaro: «Sicuramente la superiorità numerica del loro portiere. Per loro è un giocatore importantissimo, legge tante situazioni ed è molto bravo coi piedi. Siamo stati bravi a rimanere in partita, l’abbiamo mantenuta viva e questo ci ha permesso nella ripresa di alzare il baricentro e metterli più in difficoltà. Potevamo addirittura andare in vantaggio, ma il pareggio è giusto». Una dedica speciale va alla famiglia: «Alla mia ragazza e a mio figlio, perché nei momenti in cui non gioco non è facile gestirmi in casa. Sono state le prime persone a supportarmi e mi supportano ogni giorno. E poi ai compagni: questa squadra ha tanti margini di miglioramento e stiamo dimostrando, partita dopo partita, di essere squadra, fuori e dentro il campo». Infine il nodo del contratto in scadenza: «La voglia di continuare è tantissima. Sento Padova come casa, ho creato un legame fortissimo con la piazza e con i compagni. Si sta creando un bel gruppo e stiamo cercando di far integrare tutti facendo capire cos’è Padova: all’inizio ci sta avere delle difficoltà, perché si è cambiato tanto. Sento di avere una responsabilità, ma me la prendo volentieri perché sono uno dei più grandi. So di essere in scadenza, ma sono sincero: non ci penso, voglio godermi questa stagione giorno per giorno».
A far visita sabato prossimo all’Euganeo sarà una vecchia conoscenza dei biancoscudati: Matteo Andreoletti, subentrato a Guido Pagliuca sulla panchina dell’Empoli. Per il tecnico bergamasco sarà un ritorno dal sapore speciale: un anno fa guidava il Padova, che aveva riportato in Serie B, prima dell’esonero arrivato dopo la sconfitta interna con il Palermo. Sarà una partita particolare, un’insidia in più per i biancoscudati. Calabro, del resto, avrà parecchio da lavorare in settimana. Il pareggio ottenuto in Calabria può far sperare nella capacità di reagire, ma non deve nascondere i limiti emersi al “Ceravolo”. Per restare in piedi sono servite 40 respinte difensive e 11 conclusioni murate, con 11 calci d’angolo concessi e appena 2 guadagnati. In fase offensiva la produzione si è fermata a un solo tiro nello specchio e a 0,37 di xG, con il 43% di possesso. Più che la conoscenza di uno spogliatoio profondamente rinnovato rispetto a quello che ha lasciato, a pesare sarà la voglia di rivalsa di Andreoletti, deciso a dimostrare all’Euganeo che quell’esonero è stato un errore. Per questo servirà un Padova più padrone del pallone, capace di alzare il baricentro e di non subire l’iniziativa avversaria per novanta minuti.