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Nel “Ritorno del Cavaliere Oscuro”, la graphic novel di Frank Miller pubblicata negli Stati Uniti tra marzo e giugno 1986, Bruce Wayne torna a indossare il mantello di Batman per una Gotham che lo aveva visto eroe e poi lo aveva messo da parte, una città divisa tra chi lo rimpiange e chi non lo vuole più tra i piedi. La parabola di Matteo Andreoletti a Padova ha più di un punto in comune: è stato il cavaliere che ha riportato i biancoscudati in Serie B due anni fa, salvo poi essere congedato a sei giornate dalla fine, dopo lo 0-1 interno con il Palermo. Ma il fumetto di Miller qui si capovolge: sabato alle 15 Andreoletti non torna all’Euganeo per salvare la sua vecchia città, bensì per strapparle punti, alla guida di un Empoli terzultimo a 8 e con appena due punti nelle ultime cinque giornate. E se nella storia originale il duello finale è contro Superman, un vecchio alleato passato dall’altra parte, stavolta i ruoli si invertono: l’ex alleato è proprio lui, e di fronte troverà un Padova nono a quota 14 in compagnia del Südtirol, deciso a non farsi intenerire dai ricordi. Dopo la partita ci sarà la sosta per le nazionali, al termine della quale il Padova tornerà in campo ad Arezzo domenica 22 novembre: un motivo in più per concludere al meglio.
La storia recente sorride al Padova, che nell’ultimo incrocio in Serie BKT ha battuto l’Empoli dopo aver raccolto appena un punto nei quattro precedenti (tre sconfitte). Un nuovo successo varrebbe ai biancoscudati la seconda vittoria consecutiva contro i toscani nel torneo cadetto, cosa che non accadeva dal periodo 1985-1988, quando arrivarono due 1-0. L’Euganeo, del resto, è sempre stato un campo indigesto per gli azzurri, capaci di vincere soltanto due delle undici trasferte di Serie BKT in casa dei veneti (tre pareggi e sei sconfitte). L’ultima, per 1-0 nel febbraio 2014, resta anche l’unica occasione in cui l’Empoli ha lasciato Padova senza subire gol. In sei di quelle gare, inoltre, i toscani sono rimasti a secco, compreso il match di ritorno dello scorso campionato. Il momento delle due squadre è agli antipodi. Il Padova ha raccolto sette punti nelle ultime tre giornate (due vittorie e un pareggio), dopo aver perso quattro delle cinque partite precedenti, e può allungare a quattro la striscia di risultati utili consecutivi, traguardo che in un singolo torneo cadetto manca da novembre-dicembre 2025. L’Empoli, al contrario, non vince da sette turni, nei quali ha messo insieme appena due punti (cinque sconfitte), incassando in media due reti a partita e segnandone una. E se dovesse uscire sconfitto dall’Euganeo, chiuderebbe le prime undici giornate a quota 8: un bottino così magro, nella storia azzurra in Serie BKT, si è visto solo nel 2011/12 (otto punti) e nel 1949/50 (tre, calcolando i tre punti a vittoria). Occhio anche al cronometro: l’Empoli è, insieme all’Arezzo, la squadra che ha subito più gol nell’ultima mezz’ora, ben 10 dei 17 totali, più del triplo di quelli incassati dal Padova nello stesso intervallo (tre). Curioso l’intreccio tra due protagonisti attesi. Il 23 agosto 2025, nella stessa sfida, Alessandro Capelli ha esordito in Serie BKT contro l’Empoli e Bohdan Popov ha segnato il suo primo gol cadetto contro il Padova. L’esterno offensivo biancoscudato, a segno con il Südtirol dopo l’assist contro il Catanzaro, può partecipare a una marcatura per la terza gara di fila, cosa mai riuscitagli in B. L’attaccante ucraino, in rete nell’ultimo turno contro la Juve Stabia, è uno dei tre giocatori nati dal 2007 in avanti ad aver realizzato almeno otto gol nelle ultime due stagioni tra i cinque maggiori campionati europei e le rispettive seconde divisioni, insieme a Lamine Yamal (26) e Francis Onyeka (nove). Sul fronte disciplinare, il Padova dovrà fare a meno dello squalificato Giunti e gestire i diffidati Dellavalle e Fusi. L’Empoli, invece, non ha né squalificati né diffidati.
Vigilia di sfida, ultima fatica prima della sosta, e infermeria che torna a farsi sentire. Mister Antonio Calabro apre così il suo intervento: «Dellavalle non è convocato. Abbiamo avuto anche dei problemini per quanto riguarda la partita di Catanzaro con Sgarbi». Il tecnico spiega che alcune situazioni sono state valutate con attenzione durante la settimana, ma «ce le teniamo fino all’ultimo momento per analizzarle bene». Per l’elenco dei convocati rimanda all’addetto stampa: «per il resto gli altri ci sono tutti». Le due assenze possono indirizzare le scelte tattiche, e sull’ipotesi di un’ulteriore prova della difesa a quattro Calabro non chiude: «Ci può stare, ci può stare». Sui tempi di recupero dei due giocatori resta prudente: «Lo valuteremo la settimana prossima, perché è una cosa troppo fresca e ci sono ancora valutazioni da fare di concerto con lo staff medico. Se vi dessi una risposta adesso, vi direi cose che potrebbero poi essere smentite». Più chiaro il quadro sui lungodegenti. «Su Zanimacchia, dopo la sosta potrebbe rientrare con il gruppo», dice il mister. Per Lasagna, invece, «ci sono tempi lunghi: ha avuto uno strappo importante e si parla di gennaio». Su Caprari arriva un aggiornamento a metà: «sta migliorando gradualmente e lentamente, quindi non so ancora se per la ripresa del campionato lo avrò completamente a disposizione».

Il tecnico respinge l’idea che il Padova faccia fatica con le squadre di media-bassa classifica: «Se mi parla di posizioni in classifica, sono d’accordo. Se si parla di forza di squadra, non penso». Per Calabro la stagione ha avuto una svolta precisa: «Noi abbiamo messo un punto, o uno start, dopo queste due partite (Carrarese ed Entella): abbiamo giocato contro due ottime squadre che sono venute qua, abbiamo fatto due trasferte difficili e da quel momento ci sono state cose che sono cambiate. Innanzitutto la disponibilità di un grande gruppo, a disposizione e pronto al sacrificio». Poi l’avvertimento sull’Empoli, avversario in questo turno: «È ovvio che la posizione in classifica sia deficitaria, ma ti posso assicurare che non è una squadra debole». Calabro si aspetta una squadra «che confermerà sicuramente l’ottima fase di non possesso: un avversario coriaceo, organizzato e che ha tra le proprie file giocatori di qualità importanti, in attacco e a centrocampo soprattutto».
C’è poi il capitolo Pompetti, provato nella ripresa di Catanzaro in un ruolo inedito di regista. Il mister frena sulle etichette: «L’allenatore ha bisogno di certezze e di avere anche delle conferme su quelle certezze». Il tecnico precisa che tutto dipende dal modulo: «dipende se si gioca con un centrocampo a due o a tre. L’utilizzo di Pompetti in quella zona del campo può essere importante in entrambi i casi, ma sapevamo già che poteva ricoprire tutti e tre i ruoli». Sulla scelta di alzarlo come mezzala, Calabro racconta il retroscena: «Quando costruisci una squadra quasi totalmente nuova, ti accorgi delle defaillance e di dove poter andare a mettere delle toppe migliorative. Vedevo che negli inserimenti senza palla, in quella zona del campo, eravamo un po’ deficitari. Quindi ho voluto alzare Zuelli perché sapevamo, fin da quando l’abbiamo preso, che sia lui sia Pompetti potevano fare il doppio ruolo. A seconda del momento del campionato o della partita, possono interscambiarsi o addirittura giocare tutti e due insieme».
Spazio anche al ritorno a Padova di Andreoletti e al significato emotivo della gara. «Bisogna dividere bene le due cose», avverte Calabro. «Per quanto riguarda il ritorno di Matteo qua, penso che ci vorrà tutto il rispetto, perché ha scritto la storia e vincere non è mai semplice». Poi il paragone con il suo passato: «forse per averlo fatto contro il Vicenza entrambi: io a Carrara e lui nel campionato qui a Padova». Il pensiero va comunque al campo: «È giusto che gli sia attribuito il giusto onore, ma io sono concentrato sulla partita e la squadra è concentrata sulla partita».
Sul gioco, il mister rivendica il lavoro svolto dopo l’azione che ha portato al gol in Calabria, con la splendida apertura di Pompetti, il cross dalla destra di Capelli, e la rete di Varas: «Posso assicurare che è da tre mesi che cerchiamo certe giocate. Non ce le siamo inventate, soprattutto in un turno infrasettimanale in cui c’è poco tempo per provarle o per fare qualcosa di diverso. Sono dinamiche che il nostro sistema di gioco prevede e che contiamo di fare non soltanto a destra, dove Capelli in quel momento era giustamente molto alto, ma anche a sinistra». A sinistra, aggiunge, ci sarebbe stato spazio per fare male nella ripresa, con Cocchi in propensione più offensiva, «sia su Dorval sia su Frosinini, quando è entrato». Poi la chiave della gara: «L’inerzia era dalla nostra parte. Sapevamo che essendo la terza partita avremmo sofferto a livello di intensità, soprattutto nel primo tempo. In campo avevamo fatto la scelta di mettere giocatori di gamba nella prima parte della gara, per poi inserire giocatori di tecnica nella seconda, sapendo che i ritmi si sarebbero abbassati». Le sostituzioni, ammette, sono state «predeterminate e altre per demerito». Il mister invita però a non fermarsi: «dobbiamo provare e insistere di più su ciò a cui stiamo lavorando da tanto tempo: sappiamo che in quella fase dobbiamo migliorare, pur mantenendo le predisposizioni mentali, il sacrificio, l’atteggiamento e la grinta che la squadra ha mostrato, specie in questi turni infrasettimanali».
Un messaggio arriva anche a Galazzi, che non ha ancora avuto una chance dal primo minuto. «Sa quanto lo apprezzo e lo stimo», dice Calabro. «Ovviamente è lui che mi deve dare segnali, e questa settimana me ne ha dati di importanti. Per un giocatore come lui, aver giocato solamente quattro minuti ad Avellino non è sicuramente soddisfacente». Il mister chiarisce cosa serve per cambiare le gerarchie: «Non basta una settimana, ma serve per alzare la mano. Poi ci sarà la verifica in campo, nel momento in cui avrà la possibilità di giocare». E fissa l’asticella: «ci deve essere sempre quella bava alla bocca necessaria per potersi candidare, a livello tattico e tecnico, a un posto da titolare o per subentrare».
Infine l’obiettivo della vigilia, con il pensiero rivolto alla classifica: «Sappiamo che in quelle due partite giocate malissimo in casa (Carrarese ed Entella), se avessimo fatto un punto saremmo quinti in classifica. Domani vogliamo vincere perché vogliamo fare un grande balzo in avanti e arrivare quinti». Calabro vuole «chiudere, prima della sosta, un cerchio che ci ha visti di fronte a test veramente probanti, non soltanto contro gli avversari ma soprattutto con noi stessi». La chiusura è un invito alla cautela: «Non abbiamo ancora risolto niente, ma queste tre partite ci hanno dato fiducia. Vogliamo scendere in campo con la stessa cattiveria agonistica, nonostante le difficoltà legate agli infortuni o alle defezioni, per portare a casa un risultato pieno e importante».
PORTIERI: 1 Mouquet, 12 Scaglia, 22 Sorrentino
DIFENSORI: 5 Lovato, 18 Silletti, 24 Carissoni, 34 Cocchi, 58 Pastina, 72 Faedo
CENTROCAMPISTI: 7 Varas, 8 Fusi, 14 Pompetti, 17 Capelli, 21 Zuelli, 23 Di Mariano, 25 Galazzi, 74 Marcolini
ATTACCANTI: 9 Moro, 11 Seghetti, 20 Bortolussi, 90 Artistico
PADOVA (4-3-2-1): Sorrentino; Carissoni, Lovato, Pastina, Cocchi; Pompetti, Zuelli, Fusi; Moro, Galazzi; Artistico. All. Calabro
EMPOLI (3-5-2): Seghetti; Bembnista, Indragoli, Curto; Zedadka, Bandinelli, Yepes, Corrado, Saporiti, Corrado; Shpendi, Popov. All. Andreoletti
Arbitro: Giuseppe Mucera (sezione di Palermo). Assistenti: Mokhtar e Pistarelli. IV ufficiale: Andrea Migliorini (sezione di Verona). Var: Massimi (sezione di Termoli), Avar: Aureliano (sezione di Bologna). Diretta tv su DAZN e La B Channel.