Linguaggi sempre più grezzi e proteste che cercano simboli per radicarsi nell’immaginario popolare. Ma a forza di voler essere “popolari”, abbiamo finito per parlare soltanto alla pancia del Paese
A un anno dal grande disastro, in molti hanno trovato la forza di restituire alle foreste perduteil loro ancestrale spirito, fatto di simboli e ricordi, in una sorta di risveglio collettivo della coscienza civile
Il triste primato del Veneto nel consumo di suolo è l’altra faccia degli slogan sbandierati dalla politica sulla tutela del territorio. Ecco perché è bene non fermarsi alle manifestazioni di piazza
Siberia, Brasile, Centrafrica, Borneo. Il 2019 sarà ricordato come l’anno dei grandi incendi, tutti o quasi di origine dolosa e legati allo sfruttamento del territorio. Tutte tragedie che ci interrogano
Le suore cugine Francesca e Cristina Zandonà della congregazione Fedeli Compagne di Gesù hanno festeggiato i 50 anni di professione religiosa a fine agosto nella loro parrocchia d’origine, Montegaldella. Una famiglia eccezionale, la loro: nove religiose in un secolo di storia, un record spirituale.
Perché parlare di angurie, quando tutt’intorno a noi i fenomeni climatici estremi come temporali, tornadi, bombe d’acqua, siccità, ondate di calore, foreste abbattute, incendi inestinguibili come quelli in Alaska e Siberia, e molto altro ancora, sono realtà ormai quotidiana?
Due sono le cose che possono provocare le tragedie sul piano sociale: unire o spaccare le comunità. Se le rinsaldano, è perché nel dolore ci si ritrova. Si cementa il senso di unione e coesione. Si condivide. Si solidarizza.
Terra terra di Antonio Gregolin.- Da una parte la grande bellezza, indifesa e sempre più minacciata. Dall’altra, l’ingordigia dell'industria turistica. In mezzo, il balbettio di una politica incapace di decidere
Dai Pfas agli sversamenti sotto la Valdastico sud, dai nuovi sospetti sull’inquinamento della falda di Dueville al sequestro di un’area industriale contaminata a Montecchio. Quante bombe nascoste?