Il 25 aprile 2015 il terremoto del Nepal che distrusse circa 900mila case e fece più di 10mila vittime. Sei anni dopo, Bodgaun, uno dei villaggi più poveri del Paese, abitato dal popolo indigeno dei Majhi, sta risorgendo grazie alle iniziative di Alberto Luzzi, fondatore dell’associazione “Jay Nepal” (Risorgi Nepal). Imprenditore di successo, amante dei viaggi, dello sci e delle scalate, Alberto trasforma la sua vita per aiutare il Nepal dopo il sisma. "Ho cercato di aiutare il Nepal con lo stesso spirito con cui si aiuta un amico che si trova nel bisogno". Nasce così il miracolo Bodgaun
Ci sarà anche la piccola parrocchia cattolica della Sacra Famiglia di Gaza, meno di 120 fedeli, unita in preghiera, nella veglia di Pentecoste, che sarà celebrata domani a Gerusalemme.
“Ne abbiamo abbastanza. Siamo stanchi, vogliamo la pace”: è il grido degli studenti della Italian Terra Santa school di Haifa, della Custodia di Terra Santa, affidato a un video diffuso per rilanciare un messaggio di convivenza tra arabi ed ebrei alla luce dei gravi scontri in corso in questi giorni in molte città “miste” in Israele.
“Gerusalemme è il cuore del problema e questa volta è stata la scintilla che ha incendiato il Paese. Questa crisi indica che questa metodologia non funziona e che nessuna soluzione su Gerusalemme potrà essere imposta": scrive così il patriarca latino di Gerusalemme, Pierbattista Pizzaballa, in una nota pervenuta al Sir in cui parla degli scontri in atto in Israele e Cisgiordania. "Esplosione di odio che covava da tempo" che sta coinvolgendo anche le città miste di Israele, "frutto di anni di linguaggio politico violento, di cultura e politica del rifiuto dell’altro, di disprezzo". Per ricostruire le relazione serve una nuova alleanza tra persone di buona volontà
Proseguono gli scontri tra Hamas e l'Esercito israeliano nella Striscia di Gaza. "Non ci sono segnali di una tregua" dice al Sir il parroco locale, padre Romanelli. Attivata rete di aiuto parrocchiale. Lo stallo diplomatico confermato dal Consiglio di Sicurezza dell'Onu, tenutosi ieri, che fino ad ora non è riuscito a trovare un accordo nemmeno su un comunicato finale. La denuncia dell'Unicef: nell'ultima settimana 57 bambini uccisi, 55 palestinesi e 2 israeliani
“Ebrei e arabi si rifiutano di essere nemici”. È stato lo slogan sotto il quale si sono radunati ieri, all’ingresso del loro ospedale, decine di medici arabi ed ebrei, infermieri e membri dello staff paramedico del Campus Rambam Health Care, situato a Bat Galim, nelle vicinanze di Haifa. A guidare la manifestazione Gil Bolotin, direttore del Dipartimento di Cardio chirurgia, Mogher Khamaisi, Direttore del Dipartimento di Medicina Interna e Diab Mutlek, medico dell’Unità di Cardiologia non invasiva.
Presentata il 15 maggio scorso la 42ª edizione del Meeting di Rimini (20-25 agosto), che dopo l’esperienza del 2020 svoltasi al Palacongressi in forma ‘ibrida’ per la pandemia, tornerà “in presenza” nella tradizionale location della Fiera riminese. Tema di quest'anno è: “Il coraggio di dire io”
“Abbiamo seguito il collegamento con Papa Francesco e pregato con lui il Regina Caeli. Abbiamo anche tradotto in arabo e poi diffuso le parole del Pontefice. Al termine del collegamento abbiamo dato la benedizione a tutta la parrocchia con l’immagine della Nostra Signora di Luján che lo stesso Papa Francesco ci fece arrivare in dono durante la guerra del 2014”.