La facciata della chiesa di Conselve, e soprattutto la sua cella campanaria, stanno beneficiando di un importante lavoro di restauro che si prevede termini nel prossimo mese di febbraio. «Sono lavori pensati da anni, pratiche avviate già da mons. Luciano Danese che qui mi ha preceduto – racconta il parroco, don Claudio Zuin – e che finalmente vengono a compimento».
Alto Vicentino. I restauri previsti per il sesto centenario si sono ampliati e, grazie ai parrocchiani, la chiesa è stata ora totalmente restaurata all’interno e all’esterno. Nuova anche l’illuminazione
Sarà un intervento veloce ma necessario quello che sta partendo proprio in questi giorni nella suggestiva chiesa medievale di San Nicolò, in pieno centro storico di Padova. Cogliendo l’occasione del “Bonus facciate”, infatti, è stato possibile ideare, progettare e anche mettere mano a un lavoro atteso, il restauro della facciata della chiesa e del campanile che, dopo vari decenni, necessitavano di rilevanti interventi conservativi.
Carpanedo. I lavori di manutenzione straordinaria erano ormai necessari a 30 anni dall’ultimo restauro. Si è beneficiato anche del bonus facciate. Il 31 ottobre il vescovo Claudio ha benedetto i novant’anni della parrocchiale di Santo Stefano e il restauro avviato per l’occasione, tanto all’interno che all’esterno della chiesa e al campanile
Mura di Padova. Sono un monumento rinascimentale d’eccezione, lungo circa undici chilometri: dovrebbe diventare un “parco” che congiunge centro e periferia. Ecco il punto sui diversi cantieri
Sono posti magici, i giardini storici: luoghi da valorizzare ma anche da tutelare, e non sempre è facile trovare un equilibrio tra utilizzo e salvaguardia. A Padova ve n’è più d’uno, come i giardini della Rotonda, che da gennaio beneficeranno di un importante intervento di riqualificazione. Ve ne sono però altri da non dimenticare: ad esempio lo straordinario, jappelliano, giardino Treves de’ Bonfili.
Prosegue la battaglia di Coldiretti contro il consumo di suolo: una nuova campagna dei giovani agricoltori chiede di non installare i pannelli sui terreni fertili
Il Veneto, secondo i dati Ispra, è la regione che consuma più suolo in Italia. Nel 2019 ha perso ulteriori 785 ettari e, se il dato migliora rispetto ai due anni precedenti, non è comunque un primato di cui andare fieri. Il consumo sostanzialmente non diminuisce nonostante leggi di contenimento e piani casa che però si dimostrano poco utili allo scopo.
La montagna simbolo della patria riconosciuta dalle Nazioni Unite perché laboratorio di sostenibilità con idee concrete e innovative. È il secondo sito veneto, dopo il Delta del Po, iscritto nella speciale lista dell’organizzazione internazionale, premiato anche come vero ponte bioecologico tra la pianura e l’arco alpino