Il ministro degli Esteri Antonio Tajani, che oggi è in Terra Santa, ribadisce la posizione italiana per la soluzione "due popoli, due Stati". Sconcerto generalizzato per le parole del Presidente Usa in Egitto, Giordania, e persino in Cina e Turchia. Ma a Tel Aviv c'è chi esulta
Il presidente del Consiglio europeo, il portoghese Antonio Costa, ha convocato "informalmente" i 27 capi di Stato e di governo con un solo punto in agenda: la difesa. La minaccia russa, le instabilità e i conflitti nel mondo spingono l'Unione europea a serrare i ranghi. Si discuterà di sicurezza e industria bellica: la ricerca della pace sembra passare in secondo piano
Bruxelles e Strasburgo osservano, tra soddisfazione e preoccupazioni, ciò che accade a Washington. C'è chi vede nel neo presidente il profeta di una politica ispirata dai valori tradizionali e capace di rispondere alle attese dei cittadini; altre voci ne tratteggiano un profilo minaccioso per la stabilità internazionale e un nemico dell'integrazione europea
Il presidente del Consiglio europeo tratteggia le sfide che attendono l'Ue nell'"era Trump". Un vocabolario quasi "giubilare" quando parla di pace, equità, lotta alla povertà. Ma non trascura il suo ruolo di "portavoce" dei 27 leader dell'Unione europea: per cui si sofferma su temi come la difesa, il sostegno all'Ucraina, la competitività economica, le preoccupazioni per le mosse della nuova amministrazione statunitense
Nel vecchio continente si allunga l'elenco di leader e forze politiche che parteggiano per il presidente russo. Quale ruolo giocherà Trump in questa contesa? È uno degli interrogativi che accompagnano l'insediamento del neo presidente americano
Lunedì 20 gennaio il rieletto presidente Usa, Donald Trump, si insedierà alla Casa Bianca. Cosa c’è da attendersi rispetto ai rapporti transatlantici? La debole e divisa Europa è chiamata a serrare i ranghi, a immaginare le proprie prossime mosse senza aspettare che altri – neppure gli Stati Uniti – decidano il suo futuro
Il ritorno di “The Donald” al timone degli Stati Uniti, eletto con ampio sostegno popolare, ripropone interrogativi già emersi nel suo primo mandato. Quali delle promesse elettorali manterrà? Quale il ruolo sulla scena mondiale? Come saranno i rapporti con l’Ue? Piero Graglia, docente di Storia delle relazioni internazionali dipinge un quadro a tinte fosche. E sottolinea il peso di Elon Musk sulle scelte del presidente