Mentre in Italia si discute della proposta-choc del Presidente francese Emmanuel Macron di inserire il “diritto all’aborto” (assieme alla tutela dell’ambiente) nella Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea, a Strasburgo questa mattina è in corso un dibattito in emiciclo sulla salute sessuale e riproduttiva e i diritti nell’Ue.
“Il sorriso, gli occhi, le parole. Con questo trittico voglio iniziare questo discorso in memoria di David”. Enrico Letta, già premier italiano ed ex europarlamentare, ha tenuto la commemorazione ufficiale dello scomparso presidente David Sassoli, dinanzi all’emiciclo di Strasburgo.
“Ci stringiamo ad Alessandra, che con David ha camminato mano nella mano dai banchi di scuola, a Livia e Giulio, ai suoi fratelli e sorelle e ai tanti che lo consideravano ‘uno di noi’, quasi istintivamente, per quell’aria priva di supponenza, di alterità, empatica, insomma un po’ per tutti un compagno di classe”.
Stima, rispetto, affetto. Sono parole che ricorrono tra le tante persone che da questa mattina stanno visitando la camera ardente allestita in Campidoglio per il presidente del Parlamento europeo, David Sassoli.
Il docente dell'ateneo veneziano e direttore delle ricerche su Russia, Caucaso e Asia centrale dell’Ispi analizza per il Sir la situazione nel Paese, retto da un governo autoritario che ha represso con estrema violenza le manifestazioni popolari. "In Kazakistan si potrebbe vivere come a Dubai, invece...". Pesanti le ingerenze della Russia. Ma sorgono dubbi anche sullo spontaneismo delle proteste di piazza
"La speranza siamo noi quando non chiudiamo gli occhi davanti a chi ha bisogno, quando non alziamo muri ai nostri confini, quando combattiamo ogni forma di ingiustizia". Sono parole del presidente del Parlamento Ue, pronunciate alla vigilia di Natale per augurare buone feste agli europei. Sassoli lascia un'eredità di parole e di azioni che aiuta a comprendere l'Europa di oggi e - forse - a intravvedere quella di domani
“Alla ripresa oggi, in gran parte d’Italia, di un anno scolastico pieno di incognite, è sconfortante vedere la facilità con la quale si pensa di poter chiudere le scuole per un mese, in un Paese in cui sono regolarmente aperte tutte le attività produttive anche non essenziali”.