La Commissione Ue avanza tre proposte sulla realizzazione di un spazio europeo dell'istruzione entro il 2025, sullo spazio comune per la ricerca e un piano d'azione sull'istruzione digitale. Sei “dimensioni” per la formazione: qualità, inclusione e parità di genere, transizioni verde e digitale, insegnanti, istruzione superiore e un'Europa più forte nel mondo. Perplessità sul fatto che si insiste sulle competenze digitali, molto meno sulle scienze sociali o su un più ampio sguardo alle diverse forme dell’espressione culturale. E al primo posto va comunque collocata l'attenzione educativa.
La Commissione Ue avanza tre proposte sulla realizzazione di un spazio europeo dell'istruzione entro il 2025, sullo spazio comune per la ricerca e un piano d'azione sull'istruzione digitale. Sei “dimensioni” per la formazione: qualità, inclusione e parità di genere, transizioni verde e digitale, insegnanti, istruzione superiore e un'Europa più forte nel mondo. Perplessità sul fatto che si insiste sulle competenze digitali, molto meno sulle scienze sociali o su un più ampio sguardo alle diverse forme dell’espressione culturale. E al primo posto va comunque collocata l'attenzione educativa
Uguaglianza, inclusione, partecipazione, istruzione, occupazione, sanità e alloggi: sono i sette settori-chiave che la Commissione europea indica nel piano decennale, reso noto oggi, al fine di sostenere le popolazioni rom all’interno dei Paesi Ue.
“Il mese missionario è un invito rinnovato ad ascoltare la chiamata di Dio, la voce dei poveri e il grido della terra. Quell’‘Eccomi’, infatti, è una risposta, generata dall’ascolto”. Parole del cardinale Louis Antonio G. Tagle, prefetto della Congregazione per l’evangelizzazione dei popoli, che invita ad alzare lo sguardo al Padre e ai fratelli nel bisogno
“Proponiamo oggi una soluzione europea, per ricostruire la fiducia tra gli Stati membri e ripristinare la fiducia dei cittadini nella nostra capacità di gestire la migrazione come Unione”.
“Non lasciare indietro nessuno”, progettare e realizzare un’Europa moderna (“banda larga anche nel più piccolo villaggio”), conseguire “un vero piano per la ripresa” (Next Generation Eu).
“Vogliamo superare questa crisi con la democrazia, la trasparenza e la partecipazione dei cittadini. La democrazia è qualcosa che non possiamo sospendere a causa del virus. Ora più che mai, abbiamo bisogno di maggiore cooperazione. I parlamenti devono collaborare e andare oltre i semplici confini nazionali per dimostrare che la democrazia non è passata di moda”.
Le parole del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, al Forum Ambrosetti, indicano la strada verso una integrazione comunitaria fondata sulla più stretta e solidale cooperazione tra gli Stati membri. Sfide urgenti attendono l'Unione: la risposta al Covid, il recesso del Regno Unito, gli affari esteri con un mondo in ebollizione, la Conferenza sul futuro dell'Europa