Gianni Borsa

Gianni Borsa

Da Sofia un piccolo passo avanti dei Balcani verso l’Ue

Il summit tra i Ventotto e le sei nazioni della regione si è chiuso con una "Dichiarazione" che conferma la vocazione europea dei Balcani occidentali. La novità è costituita da una serie di progetti concreti, finanziati per lo più dall'Ue, per rafforzare democrazia, economia e "connettività". Ma l'Unione pretende riforme serie. Comunque non ci saranno, salvo sorprese, adesioni prima del 2025. Nodi irrisolti e nuove speranze. Se ne riparla a giugno a Bruxelles e nel 2020 a Zagabria.

Buone notizie per il futuro economico dell’Europa

La disoccupazione continua a calare e delinea uno scenario che consente di guardare davvero alla mobilità dei lavoratori non come a una “fuga di cervelli” ma come alla realizzazione di un grande mercato unico. La crescita robusta favorisce un’ulteriore riduzione dei livelli di disavanzo e di debito pubblico, anche se i dati mostrano un’Europa a più velocità. Le “Previsioni economiche di primavera” dell’Ue fanno insomma sperare in un futuro più sereno.

Resistenza: Tessarolo, “i valori messi a rischio dal deficit di memoria”

Il presidente della Federazione che raccoglie l'eredità della lotta partigiana cattolica e delle formazioni autonome richiama l'impegno di tante donne e uomini che agirono, a rischio della propria vita, contro il nazifascismo per restituire libertà e dignità al popolo italiano. Il dovere di trasmettere quegli stessi principi alle nuove generazioni. Le preoccupazioni per le recenti manifestazioni di sapore fascista. Il 27 e 28 aprile a Milano vari eventi e un convegno per celebrare i 70 anni della Fivl

Londra-Ue, un anno al divorzio. Futuro carico di incognite per Gran Bretagna ed Europa

29 marzo 2019: è la data fissata per la definitiva uscita del Regno Unito dalla "casa comune". I negoziati per il Brexit procedono non senza ostacoli ed emergono nuovi problemi e interrogativi sul futuro delle relazioni tra le due sponde della Manica. Le difficoltà della premier Theresa May, la necessità per l'Ue di un "esame di coscienza". E i tanti nodi da sciogliere, a partire dai diritti dei cittadini, dal mercato unico e dalle relazioni Ulster-Irlanda